Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 18 dicembre 2013

Mango: frutti dolci ed amari

Anche quest’anno sono arrivati i mango sulla nostra tavola: è secondo me il frutto più delizioso che possiamo gustare a Chaaria; ed anche quest’anno però, puntualmente, insieme all’arrivo dei mango, sono decuplicati i casi di fratture, per lo più in bambini.
Da anni la chiamo la “mango season”, intendendo con questo termine l’impennata dei casi di traumatologia ossea pediatrica legata al fatto che i bambini si arrampicano sui mango, raggiungono rami troppo teneri alla ricerca dei frutti prelibati, e poi precipitano a terra quando il ramo cede sotto il loro peso.
Nell’ultima settimana abbiamo eseguito già quattro riduzioni interne di fratture di femore in bambini, e domattina dobbiamo operare un bimbo che ha invece riportato frattura del polso. 




Innumerevoli sono le fratture che possiamo trattare solo con gesso, senza intervento.
I casi da noi operati sono stati tutti di sesso maschile, ed anche questo riflette un aspetto culturale abbastanza tipico. Anche quando eravamo piccoli noi, non erano le ragazze che si arrampicavano sugli alberi a rubare le ciliege o le uova dal nido dei passerotti... lo stesso succede anche per la “caccia” ai mango.


Fr Beppe Gaido







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