Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 7 aprile 2014

John e la sua mamma


John Gift, di Kisarawe-Tanzania, continua ad essere ricoverato nel nostro ospedale, dove si trova da oltre tre mesi.
Ci sono stati notevoli miglioramenti nelle sue condizioni generali.
Prima di tutto John è più sereno e pare fiducioso che prima o poi riprenderà a camminare. Sta facendo fisioterapia tutti i giorni ed i miglioramenti si vedono.
Per la maggior parte del suo tempo John è ancora in carrozzella, ma è ora in grado di passare dalla carrozziona al letto e viceversa in completa autonomia.
Alle parallele è in grado di stare in piedi per alcuni minuti, anche se per adesso non riesce a camminare, perchè non ha ancora il controllo motorio delle gambe. La continenza fecale ed urinaria è molto migliorata.
La piaga da decubito operata da Toto e Luciano non è mai più recidivata.
John sta portando avanti anche la sua terapia per TBC della colonna vertebrale, e non accusa effetti collaterali spiacevoli.


Ha però sviluppato una massa a livello della colonna toracica, una massa che sembra interessare il sottocute e di cui la biopsia (già ripetuta due volte in strutture diverse) non ci dà un risultato univoco e conclusivo.
Con il consenso e l'aiuto economico dei suoi benefattori che lo sostengono dalla Sardegna, abbiamo quindi deciso di organizzare un consulto multispecialistico a Nairobi, per capire se ci sono altre eventuali terapie che in futuro possano aiutare John.
I benefattori italiani hanno anche fatto un grande regalo alla sua mamma che per circa due settimane è potuta rimanere con John qui a Chaaria ed è stata molto contenta dei miglioramenti che ha visto in suo figlio. La mamam di John tornerà in Tanzania giovedì, mentre lui rimarrà ancora con noi, finchè.... speriamo... potremo aiutarlo a recuperare la piena autonomia motoria e la salute.
Mi unisco alla mamma di John, al suo papà che è rimasto in Tanzania per problemi di lavoro, ed a John stesso, per ripetere il mio grazie a tutti coloro che sostengono le terapie che tentiamo di portare avanti.

Fr Beppe


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