Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

giovedì 1 maggio 2014

Una pausa di riflessione

Ieri sera tardi Mercy ha terminato il suo servizio come dentista presso l’ospedale di Chaaria.
Negli ultimi tre giorni ha fatto parecchi straordinari per riuscire a finire tutte le cure che aveva iniziato su vari pazienti, in modo da non lasciare nessun lavoro a metà.
Oggi ci ha portato le chiavi della casa e ci ha salutati bene, in modo amichevole e fraterno. 
A Mercy auguriamo ogni bene per ogni suo programma futuro, e speriamo che la vita ci permetta di incontrarci ancora. 
Anche se Chaaria non si ferma mai e pure una giornata di festa come oggi ci vede sommersi di pazienti, il gabinetto odontoiatrico rimane per adesso chiuso e silenzioso. Domani e sabato in esso ci saranno le pulizie generali che prepareranno lo studio per il nuovo inizio dell’attività. 
Abbiamo fatto tanta fatica a trovare un sostituto; siamo stati sul punto di perdere la speranza, ma poi, in extremis (in zona Cesarini per dirla col linguaggio calcistico), abbiamo incontrato un dentista disponibile a lavorare con noi. 
Egli prenderà servizio già lunedì mattina: sa fare tutte le cure odontoiatriche come Mercy, ed in più è anche odontotecnico. Per adesso è nostra intenzione che egli si ambienti e continui semplicemente con il lavoro che faceva Mercy: già così siamo infatti estremamente pieni ed oberati.


Lasciamo il futuro nelle mani di Dio: certo che lui avrebbe voglia di riattivare quello studio odontotecnico che ci era stato inviato con il container del 2002.
Io ho solo paura di mettere troppa carne al fuoco e di non riuscire poi a seguire anche questo nuovo servizio: non nego la possibilità di aprirci anche in quel senso, ho solo bisogno di fare le cose per gradi.Insieme a fr Giancarlo, che è stato l’artefice principale dellaricerca che ci ha permesso di sostituire Mercy in tempi brevissimi, io ringrazio la Provvidenza che ci permette ora di continuare con il servizio odontoiatrico, storicamente molto significativo nello sviluppo di Chaaria e del suo volontariato.
Ci auguriamo di poter collaborare positivamente con il nuovo dentista che è già desideroso di conoscere volontari italiani e di lavorare insieme a loro.
Ci auguriamo soprattutto che rimanga con noi per molti anni.

Fr. Beppe






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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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