Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 9 agosto 2014

Fratel Lodovico


E’ vissuto da povero.
E’ vissuto con i poveri.
Ha servito i poveri dedicando a loro la sua lunga vita.
Ha seguito l’insegnamento del Vangelo, lasciando a noi un esempio da imitare.

Ho conosciuto Fr. Ludovico nel 2006, quando per la prima volta mi sono recata a Chaaria. Persona di poche parole, incuteva rispetto. Notavo questa persona, magra e avanti con gli anni che sedeva in chiesa, di fianco all’altare, un po’ nell’oscurità, passava diverse ore in preghiera. Di lui mi parlava Suor Oliva.
Una sera l’ho atteso all’uscita dalla cappella; mi ha teso la mano dandomi il benvenuto, i suoi occhi leggevano l’animo.
Ho voluto fargli una domanda: “ma come le è venuto in mente di costruire questa grande struttura, proprio qui, in mezzo ad una foresta, in un angolo sperduto del mondo? La sua risposta: “è stata la Provvidenza, la Provvidenza, noi siamo solo penne nella mani del Signore”. (come diceva Madre Teresa).


 
Lo ricordo in refettorio quando condivideva con noi i pasti, qualche parola ogni tanto, poi al termine, lavava i piatti; a volte impiegava il suo tempo piegando garze per l’ospedale.
Ogni volta che tornavo a Chaaria lo trovavo un po’ indebolito, accoglieva la mia visita con piacere e con gentilezza, purché fosse breve. Poi in seguito quando ritornavo, le nostre chiacchierate erano divenute più frequenti, pregavamo insieme, malgrado la sua età ormai avanzata, conservava una lucidità mentale che stupiva.
Ultimamente  mi trovavo a Chaaria e lui mi ha invitata a visitarlo, e per due volte con piccoli bigliettini. Proprio io? Mi sono sentita molto onorata!
Ma ha iniziato a declinare improvvisamente, andavo a trovarlo ogni giorno, unendo le mie mani con le sue, nelle quali conservava sempre avvolto un piccolo rosario giallo.
La sera prima della mia partenza. L’ho salutato con una carezza e una preghiera. Fr. Ludovico si stava spegnendo lentamente.
Adesso ha raggiunto l’abbraccio dell’amore di Dio, che avrà preparato per lui una reggia riservata ai santi, ai grandi della terra.
Un’anima bella, sconosciuta dal mondo, una goccia che con molte altre formano il mare dell’amore, della carità. Ha seguito le orme del Santo Cottolengo; ancora un altro fiore da porre sull’altare.
Prega per noi e con noi Fr. Ludovico, nella Comunione dei Santi, guida chi ancora sosta sotto questo pezzo di cielo.
Adesso, come suo desiderio, riposa in terra d’Africa, nel piccolo cimitero della missione, ancora tra i poveri che ha tanto amato.

Rosella


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