Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 22 novembre 2014

In anteprima

Le due foto che vi mandiamo oggi sono l'anteprima assoluta del dono che i volontari riceveranno nel 2015 al termine del loro servizio a Chaaria.
L'idea del tazzone e la sua realizzazione sono tutte di Fr Giancarlo che ringrazio di cuore per la fantasia e per la precisione tecnica con cui ha saputo realizzare il progetto.
Ho insistito tanto che nella foto ci fosse anche lui, ma la sua umiltà ha fatto sì che alla fine lui in foto non ci sia.
Ogni anno cerchiamo di cambiare il dono per i volontari (quest'anno era la maglietta di Chaaria insieme al CD di Nadia): è solo un simbolo della nostra riconoscenza e non certo un pagamento.
Speriamo che questo tazzone possa essere anche un oggetto di Chaaria che il volontario si porta in Italia e che lo aiuterà a ricordare l'esperienza fatta con noi.

Fr Beppe Gaido



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