Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 2 aprile 2015

Our prayer for the victims, for the people of Garissa and for Kenya

Here in Chaaria Mission Hospital we share the grief and pain of all Kenyans for the deadly attack which is taking place in Garissa.
Many of our patients come from Garissa and we feel very close to the pain they are going through today.
In moment like this only prayer can express what our word cannot: we are very close to the families who have lost their loved ones; we pray for the repose of the soul of all the deceased and we implore the healing for the many who are wounded.
We pray for peace with a heart full of sorrow.

Bro Beppe Gaido


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