Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 6 maggio 2015

Colera

Da vari mesi ci sono focolai ricorrenti di epidemia in varie parti del Paese.
In questi giorni numerosi casi di colera sono stati segnalati a Embu.
Meru non ha colera al momento, ma siccome riceviamo molti pazienti daEmbu e dintorni, siamo allertati e pronti all'evenienza.
Le autorità sanitarie di Meru ci hanno sensibilizzati ed è attivo un numero verde attraverso cui io posso segnalare ogni caso sospetto.
Abbiamo infatti avuto un bambino con imponente diarrea ad "acqua di riso". Lo abbiamo isolato immediatamente ed abbiamo fatto generosa terapia reidratante sia orale che endovenosa. 
Naturalmente abbiamo anche instaurato terapia antibiotica specifica per il colera.
Esponenti del ministero della sanità hanno raccolto campioni di feci, ma fortunatamente i risultati sono stati negativi per vibrio colerae.
Il bambino è poi migliorato ed è stato dimesso.
Siamo abbastannza avvezzi a brevi epidemie di colera, per cui non siamo per nulla spaventati, ed anzi ci sentiamo pronti ad ogni evenienza, anche se naturalmente preghiamo che il colera rimanga lontano dai Chaaria e dai nostri pazienti.

Fr Beppe Gaido

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