Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 29 luglio 2015

Grazie a chi a Chaaria mi ha sostituito

Ora che è arrivato l'ultimo giorno della mia presenza in Italia, desidero esprimere il mio sentito ringraziamento a Fr Giancarlo per il grande lavoro fatto in mia assenza. 
Lo ringrazio per l'impegno profuso di giorno e di notte. Senza di lui certamente non sarei potuto venire in Italia.
Un sentito ringraziamento alle dottoresse Khadija ed Apophie ed a tutto il personale locale di Chaaria per il grande impegno e la grande dedizione.
Un grazie specialissimo alla Dottoressa Giulia Aroasio, che mi ha sostituito in settori molto delicati dell'ospedale, inclusa l'ecografia.
Grazie ai volontari sardi e polacchi che hanno grandemente contribuito al buon andamento dell'ospedale.
Sono felice di tornare a Chaaria e di riprendere il mio servizio con impegno ed entusiasmo.

Fr Beppe

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