Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

mercoledì 28 ottobre 2015

Il Prof. Pietro Iani

Dopo 4 settimane di intenso servizio a Chaaria, stamattina ci ha lasciati anche il Prof Iani.
L'esperienza di lavoro insieme è stata molto intensa ed ha certamente portato aiuto a tantissime persone nell'ospedale di Chaaria.
Pietro ha operato tantissimo, ed insieme abbiamo fatto anche interventi di alta chirurgia, come per esempio il caso di tumore renale, o la grande massa pelvica, forse maligna, di pertinenza uterina.
Importantissimi sono stati gli interventi per grosse vene varicose.
Di particolare rilievo durante la sua presenza è stato il numero molto elevato di tiroidectomie: abbiamo con Pietro finito tutte le persone in lista d'attesa da mesi, e soprattutto io ho fatto molta esperienza in questa chirurgia per me ancora un po' nuova. Direi che quasi quasi ora mi sento di iniziare autonomamente anche con le tiroidi.
Pure le prostatectomie sono stato evento quotidiano che ha portato sollievo a molte persone.
Cosa veramente eccezionale è stata che Pietro si è dimostrato molto esperto persino in campo ortopedico, dove Chaaria è in genere superaffollata.
Per il Dr Iani era la prima volta a Chaaria, ed è stato forse un po' difficile comprendersi e conoscersi bene durante la prima settimana, ma poi la quotidiana frequentazione sia in sala che in cappella ed in comunità, hanno fatto nascere un'intesa ed un'affinità reciproca davvero incoraggianti ed umanamente gratificanti. 


Dopo l'inevitabile rodaggio dell'inizio, è stato così bello collaborare ed aiutarci vicendevolmente, che oggi mi sono sentito un po' solo nel portare avanti la lunga lista operatoria senza di lui.
Entrambi ci siamo augurati che in un futuro prossimo si possano creare le condizioni per lavorare ancora insieme qui a Chaaria.
Un grazie sincero al Dr Iani per il servizio svolto nel nostro ospedale.
Come al solito, non siamo noi a ripagarlo per bene fatto ai bisognosi, ma sappiamo che il Signore lo saprà fare molto meglio di noi.
Da parte nostra quello che promettiamo è l'amicizia, il ricordo e la preghiera fraterna.
Speriamo di rivederci presto, Dr Pietro Iani.

Fr Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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