Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 25 ottobre 2015

Il tramonto

E’ l’ora del tramonto a Chaaria.
In meno di 10 minuti lo splendore di un giorno soleggiato lascia lo spazio alla notte, calando il sipario su un’altra giornata intensa di lavoro e di emozioni.
La Chaaria che tutti amiamo perchè carica di colori sgargianti si accomia da noi, ma prima di cedere il passo alle tenebre attizza di fuoco rosso l’orizzonte a ponente.
In un batter d’occhio sparisce il rosso cipria della terra, il verde smeraldo dell’erba fresca dopo le piogge, il cielo blu mare di questi giorni tersi. 
Arde e si cosuma il tramonto come se fosse un bracere, e ne rimane soltanto il nero della notte.
Ora la gente che incontri per strada è quasi completamente mimetizzata: vedi soltanto il bianco fraterno su sfondo ebano dei loro sorrisi.

Fr Beppe







1 commento:

Ali P. ha detto...

Bellissimo e decisamente poetico, mi sono sentita un po' anche io laggiù!

Guarda il video....