Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 8 ottobre 2015

Le tiroidi di Chaaria

La tiroidectomia è un intervento per me ancora difficile e per il quale non mi sento pronto ad agire in autonomia. 
Ho normalmente bisogno di un chirurgo senior che ancora mi insegni, mi guidi e mi aiuti a correggere errori ed eventuali problemi intraoperatori.
Di patologia tiroidea qui a Chaaria ne abbiamo tantissima, sia di carattere medico (ipo ed ipertiroidismo), sia di carattere oncologico e sia anche di carattere prettamente chirurgico per gozzi eutiroidei diffusi e nodulari.
Gli ultimi chirurghi italiani che abbiamo avuto quest'anno erano stati il Dr Pietro Rolandi e la Dottoressa Giorgia Gavello a marzo scorso.
Da allora in poi mi ero affidato all'aiuto del Dr Nyaga del "Meru Level 5 Hospital" ed in una occasione del Dr ilkul di Nairobi. Il Dr Nyaga poteva comunque venire un paio di volte al mese e non di più.
Molti pazienti con necessità di intervento si sono quindi accumulati nel tempo: qualcuno è anche sparito, ma la maggior parte di loro ha aspettato perchè non aveva soldi per essere operato altrove.
Da parte nostra, abbiamo tenuto una lista di attesa ed un contatto telefonico.
L'arrivo del Dr Pietro Iani all'inizio del mese di ottobre ci ha permesso di ricontattare tutti e di dare loro un appuntamento per l'operazione: finora tutti i pazienti chiamati sono venuti, ed abbiamo operato già molti di loro.


Per nostra fortuna, finora le tiroidectomie sono andate tutte molto bene e i pazienti sono stati dimessi tutti in quarta giornata post-operatoria, senza lamentare alcuna complicazione.
Per pura curiosità segnalo che, dal primo ottobre fino ad oggi, abbiamo operato solo donne: abbiamo anche uomini con gozzo, ma la mia impressione è che tale patologia, nella nostra area, sia più diffusa nel sesso femminile.
Sono molto contento perchè mi pare di crescere nell'apprendimento di questo tipo di intervento, tanto richiesto dalla nostra gente: con il Dr Iani ho fatto da primo operatore già in due tiroidectomie, e mi sento un po' più sicuro di qualche tempo fa...anche se naturalmente
lavoravo sotto vigile supervisione.
So che ci vorrà ancora un po' di tempo, prima che io possa sentirmi tranquillo per operare la tiroide da solo, così come faccio per tante altre patologie...ma il mio impegno è di arrivare proprio lì, al fine di offrire tale servizio in modo continuativo per tutto l'anno...e penso che ci arriverò in tempi non lunghissimi.
Ringrazio il Dr Iani che mi sta facendo da mentore, ed aspetto il Dr Rolandi a novembre per continuare con questa maratona tiroidea che per me è pure un corso di formazione intensiva.

fr Beppe


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