Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

lunedì 16 novembre 2015

La nuova Madre generale delle suore Cottolenghine

E' con sentimenti di gioia sincera e di riconoscenza a Dio che abbiamo appreso la notizia della elezione di Sr Elda Pezzuto a Madre generale delle Suore di San Giuseppe Cottolengo.
Anche a Chaaria, come ovunque nelle varie succursali della Piccola Casa, abbiamo suonato le campane a festa in segno di gioia e di rendimento di grazie.
Auguriamo a Madre Elda un lavoro fecondo, colmo di soddisfazioni e di gioia profonda dello spirito.
Sappiamo che oggi ha accettato una grandissima responsabilità ed anche una croce pesante da portare, ma siamo sicuri che il Signore non si farà attendere e sempre la sosterrà con la sua grazia.
Preghiamo che Dio guidi sempre l'operato di Madre Elda, per il bene della sua congregazione e di tutta la Piccola Casa.


Da parte nostra, assicuriamo la nostra fraterna collaborazione, la nostra devozione ed il profondo affetto con cui ci sentiamo unica famiglia cottolenghina.
Felicitazioni sincere, Madre Elda, da parte di tutti noi di Chaaria.

Fr Beppe, Fratelli e Suore di Chaaria


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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