Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

domenica 29 novembre 2015

Pietro, Fiorella e Francesca

Un forte abbraccio a Pietro che ancora una volta è riuscito a farci vivere un’autentica maratona chirurgica qui a Chaaria nelle ultime tre settimane.
Grazie a Francesca che, come specializzanda in chirurgia, è stata valido aiuto e braccio destro di Pietro.
Un sincero ringraziamento a Fiorella che si è divisa tra il reparto di sterilizzazione ed il servizio ai nostri orfanelli.
Come sempre, per me è stata una grande gioia ed un onore lavorare insieme a Pietro: con lui sempre cresco e miglioro, e sempre acquisisco nuove competenze chirurgiche da mettere a disposizione dei nostri malati.
Direi che quest’anno Pietro è riuscito a perfezionare le mie capacità chirurgiche nella tiroidectomia, e mi sento “quasi” pronto a partire da solo con questo nuovo tipo di intervento per Chaaria.
Per la gastrectomia e per la colecistectomia invece sono un po’ immaturo ed ho ancora bisogno della sua presenza come mentore: ecco perchè con il cuore dico a Pietro che dovrà nuovamente tornare a Chaaria moltissime volte e per tanti anni, perchè io ancora ho bisogno dei suoi insegnamenti.
A Francesca auguro ogni bene nel proseguimento della scuola di specialità e nella vita professionale che ne seguirà: mi auguro che anche lei possa tornare a Chaaria di nuovo, sia insieme a Pietro per assisterlo, ma anche da sola, perchè insieme possiamo comunque eseguire un gran numero di interventi.


Ringrazio Fiorella per quello che ha fatto per la missione e per gli orfani e mi auguro che la prossima volta possa trovare un gruppo di orfanelli più nutrito di quelli che ora abbiamo.
Grazie sinceramente per quello che abbiamo fatto insieme; grazie a nome di tutti i malati che abbiamo operato ed a cui abbiamo salvato la vita.
Grazie anche perchè da solo certamente non avrei potuto tenere i ritmi sostenuti che ci siamo dati in questo periodo.
Avrebbe dovuto essere un periodo di bassa affluenza a motivo delle pesanti piogge, ed invece abbiamo registrato il pienone, sia in sala che nei reparti.
Grazie a tutti e buona vita.

Fr Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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