Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 26 dicembre 2015

Festa presso i Buoni Figli

Anche per loro è Natale, ed anche per loro abbiamo organizzato momenti gioiosi di festa e di celebrazione.
Per i nostri Buoni Figli non ci vuole molto: sono felici con niente.
Basta metterli in cerchio sul prato ed offrire loro una bibita, una torta o un pezzo di pizza; basta che il pranzo sia un po' diverso e più sostanzioso, basta mettere sui loro letti delle lenzuola nuove.
Se poi ci aggiungi un po' di musica, e se il personale balla un po' con loro spingendo le carrozzine in cerchio, allora la festa per loro è completa e non desiderano altro.
Le festività natalizie non potrebbero essere complete se non avessimo organizzato qualcosa specificamente per i Buoni Figli, che sono il centro e la pupilla di tutte le case cottolenghine.

Fr Beppe






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