Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

venerdì 22 gennaio 2016

Incontro Volontariato 9 e 10 Aprile 2016

Associazione Volontari Cottolengo Mission Hospital Chaaria – Kenya (onlus) 

Sede legale: Via Cottolengo 13 – 10152 TORINO 
htps://facebook.com/pages/Associazione-volontari-missioni-cottolengo 



TORINO: 08.30 - 18.00 SABATO 9 APRILE 2016
per il servizio sanitario a Chaaria


08.30 - 18.00 DOMENICA 10 Aprile 2016

per il servizio generale

in Africa (Buoni Figli e bambini)

in Ecuador (Anziani di Tachina e Manta)

per il sevizio fisioterapico e ospedaliero in Ecuador 

Anziani a Tachina e Manta

CON UNO SPECIFICO FOGLIO DI AVVISO VERRA' COMUNICATO SVOLGOMENTO ORGANIZZATIVO DELLA GIORNATA

LA PARTECIPAZIONE AL PROGRAMMA DI AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO PER IL SERVIZIO 

NEI CENTRI MISSIONARI DI CHAARIA (KENYA) E TACHINA (ECUADOR)

(SI RICHIEDE LA PUNTUALITA' E LA PRESENZA A TUTTE LE LEZIONI PROGRAMMATE)

Responsabile Formazione: D.ssa ML. FERRANDO

Lino Marchisio


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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