Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

giovedì 3 marzo 2016

Giornata di studio a Torino - Torino 9 Aprile 2016 - "Prendersi cura" della persona malata nella Missione di Chaaria

Per qualsiasi operatore sanitario abituato a lavorare in un ospedale con standard europei, entrare in un bush hospital in Kenya è come affacciarsi su un altro pianeta. 
La buona volontà non basta. Per essere utili veramente dobbiamo sapere che cosa troveremo, quali potranno essere le difficoltà, se pensiamo ragionevolmente di essere in grado di affrontarle, quali sono le informazioni e le nozioni tecniche indispensabili. 
Scopo di questa giornata è cercare di dare all'aspirante volontario uno squarcio di quanto serve: come può rendersi utile, che cosa occorre sapere, che cosa bisogna capire ed accettare per cooperare. 
Un tentativo di valutare le nostre competenze, le nostre capacità di apprendere un modo diverso di operare, nel quale non sempre chi sa di più ed e abituato ad utilizzare molte risorse, sceglie poi la via più giusta in quel particolare contesto. 
Vogliamo quindi riproporre l'importanza di una medicina ormai "antica" per noi, con pochi mezzi, pochi soldi da spendere, nei quali la visita accurata può e deve sostituire esami sofisticati non disponibili o troppo costosi, mezzi diagnostici da noi ormai in disuso possono essere fondamentali, ricordare che la diagnosi è utile solo se poi la patologia è curabile con i mezzi a disposizione. 
Una rivoluzione del nostro modo di agire, ma molto stimolante.





OBIETTIVI DELLA GIORNATA DI STUDIO 

I destinatari potranno:
• avere un quadro di come funzioni un bush hospital in un Paese Emergente 
• capire quali sono i criteri di scelta dei mezzi diagnostici e terapeutici, integrati nel quadro della realtà locale
• comprendere le variabili che indirizzano scelte diverse davanti ad un contesto reale così diverso dal nostro (mezzi, possibilità, risorse, cultura, credenze religiose)
• apprendere i messaggi da trasmettere alla popolazione in materia di prevenzione nella trasmissione di infezioni da HIV, della TBC, della malaria


PROGRAMMA 

08.15 Registrazione partecipanti 
08.30 Saluti e presentazione della giornata formativa 
09.00 Impariamo a muoverci in un mondo diverso: come entrare in un ospedale africano in punta di piedi (ML. Ferrando) 
10.30 Una corsia in un bush africano. Che cosa dobbiamo sapere, che cosa dobbiamo imparare, come possiamo aiutare, cosa possiamo fare (ML. Ferrando) 
11.00 Comparazione tra chirurgia europea e africana (C. Palenzona) 
12.00 Responsabilità ed etica dell’anestesista volontario in Africa (F. Broglia) 
12.30 Analisi di laboratorio, perfezionamento e formazione (M. Nebuloni) 
13.00 Pausa pranzo 14.00 Odontoiatria in Africa equatoriale (G. Farnese) 
14.30 L’infermiere in missione africana (S. Ferrante) 
15.00 Discussione e approfondimenti con i relatori 
16.00 Valutazione 
16.30 Conclusione della giornata S C H E D A


RELATORI 

- Dott.ssa Federica Broglia Dirigente Medico - Servizio di Anestesia e Rianimazione - Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia 
- Dott.ssa Marialuisa Ferrando Dirigente Medico. Operatore umanitario in Ghana e in Kenya - Dott. Giuseppe Farnese Odontoiatra. Vicepresidente della Associazione Volontari Mission Cottolengo 
- Dott.ssa Stefania Ferrante Infermiera - Neurorianimazione Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano. 
- Prof. Manuela Nebuloni Dirigente Medico. Direttore UOC Anatomia Patologica - Ospedale L. Sacco, Milano. 
- Dott. Carlo Palenzona Dirigente Medico - Chirurgia Generale - Ospedale Santa Croce, Moncalieri. 


DESTINATARI 

L’evento è rivolto a tutte le professioni sanitarie. I posti accreditati Ecm sono 20. 



ISCRIZIONE 

L’iscrizione può avvenire utilizzando la scheda allegata che deve essere inviata alla segreteria organizzativa entro e non oltre il 04 Aprile 2016 via fax o scannerizzata via e-mail. 
Le iscrizioni verranno accettate in ordine cronologico di arrivo. 
La partecipazione è gratuita.


CREDITI FORMATIVI: 9 

Si precisa che non verrà rilasciata copia cartacea dell'attestato Ecm in quanto i crediti formativi, acquisiti a seguito del superamento della verifica finale, verranno registrati dal Provider sul Dossier Formativo individuale della piattaforma regionale, consultabile dall'interessato accedendo al sito www.ecmpiemonte.it, utilizzando le proprie credenziali.



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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