Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 4 marzo 2016

Un nuovo intervento palliativo

A volte abbiamo la tentazione di pensare che i pazienti terminali siano un po’ una zavorra e che tanto per loro non si possa fare più niente. Inconsapevolmente li si lascia un po’ da parte o addirittura li si evita perchè non si ha voglia di mostrare loro la nostra impotenza.
Eppure le terapie palliative sono a volte di importanza centrale: può essere anche solo l’analgesia che permette ad un malato di non soffrire troppo prima dell’ultimo passaggio; importantissima è anche l’idratazione endovena, soprattutto per coloro che non hanno più la forza di bere; e che dire di quelle procedure che possono permettere ad un malato che sta morendo di fame di alimentarsi nuovamente? 
Penso per esempio al nostro intervento di gastrostomia per carcinoma dell’esofago: con tale procedura noi permettiamo alle persone di non sentire i crampi della fame in tutti quei mesi di lunga agonia in cui aspettano la morte per un carcinoma dell’esofago inoperabile.
Ci sono situazioni in cui un tumore avanzato dello stomaco impedisce al malato di mangiare, ed una anastomosi gastrodigiunale può comunque permettergli alcuni mesi di vita con una alimentazione accettabile; altre volte può essere un tumore inoperabile del colon che ucciderebbe la persona in pochi giorni con una occlusione intestinale: in questo caso un intervento pallativo con una colostomia può portare mesi di sopravvivenza. 



E che dire di una persona che morirebbe di insufficienza renale cronica da ostruzione delle vie urinarie da carcinoma della prostata: se non si può operare perchè il tumore è avanzato, almeno si inserisce un catetere sovrapubico e si allevia anche il dolore, oltre che proteggere i reni per il tempo che ancora il paziente ha davanti.
Gli esempi di terapie palliative eseguite a Chaaria sia in campo medico che chirurgico sarebbero moltissimi, perchè davvero cerchiamo di fare molto per permettre una qualità di vita decente anche a chi sta morendo di tumore.
Una situazione frequente in cui finora non sapevamo cosa fare era quella di malati con carcinoma inoperabile della testa del pancreas: spesso essi si presentano con ittero gravissimo che porta ad insufficienza epatica, oltre che causare dolore lancinante e tantissimo prurito.
Per il dolore qualcosa siamo sempre riusciti a fare; fino ad oggi però per il prurito ci affidavamo solamente agli anti-istaminici ed alla colestiramina, ma i risultati erano decisamente scoraggianti.
Da oggi abbiamo iniziato una nuova tecnica chirurgica palliativa che può significare molto per questi pazienti, pur non modificando l’esito infausto della patologia neoplastica.
Abbiamo infatti eseguito con successo il nostro primo intervento di by-pass biliare, facendo un’anastomosi colecisto-digiunale.
L’intervento è relativamente semplice e mi sento di farlo anche senza l’ausilio di chirurghi italiani: esso permette alla bilirubina di essere drenata nell’intestino e corregge la grave idropsia della colecisti, spesso causa di dolore: crediamo che possa essere molto utile per la qualità di vita dei pazienti, riducendo dolore e prurito.
Certamente, sarebbe bello essere in grado di fare interventi radicali per il carcinoma della testa del pancreas, ma sappiamo che essi anche in Italia sono eseguiti solo in centri super-specializzati, ed a volte con esito non proprio eccellente.
Pur essendo del tutto palliativo, riteniamo l’intervento fatto oggi a Chaaria per la prima volta un altro passo avanti in quel capitolo forse poco gratificante che è la chirurgia palliativa per i pazienti terminali.


Fr Beppe Gaido


Nessun commento:

Guarda il video....