Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 26 aprile 2016

La formazione permanente, lo studio e l'aggiornamento

Chaaria è senza dubbio una realtà sempre più totalizzante in cui si lavora come dei forsennati da mattino a sera.
La formazione però rimane uno dei nostri punti cardine su cui non vogliamo assolutamente demordere.
Crediamo in essa e la promuoviamo con forza, anche se ci costa tanta fatica.
Ogni giovedì mattina abbiamo lezione: una occasione di scambio, di apprendimento ed anche di stesura di protocolli che poi vengono portati avanti indipendentemente dal personale dell'ospedale.
Preparare la lezione, esporla, commentarla ogni settimana è senza dubbio un impegno veramente significativo, ma sicuramente questo serve prima di tutto a me che mi tengo aggiornato, e poi anche al nostro personale, che rinfresca le proprie conoscenze e ne aggiunge sempre di nuove.
Senza le lezioni del giovedì, e senza i protocolli che in essa proponiamo e pian piano digeriamo, sicuramente Chaaria non sarebbe gestibile con l'esiguo numero di personale e con soli due medici.
Invece così tutti sanno per esempio come ci si comporta nel post-operatorio per una prostatectomia; tutti sanno quale sia il nostro protocollo per l'ipertensione oppure quello per il diabete; tutti si muovono indipendentemente durante un attacco asmatico.




Qualche volta vengo supportato nelle presentazioni dalla dottoressa Khadija, oppure da docenti esterni: la settimana scorsa per esempio è stata la volta di Dieter, Farmacologo della Comunità di Sant'Egidio.
Il giovedì mattina è diventato anche un momento di scambio in cui tutti si sentono liberi di esporre il proprio punto di vista su varie problematiche cliniche dell'ospedale: una lezioni certamente, ma anche
brain storming e dialogo.
E' sicuramente un momento molto bello a cui tengo tantissimo ed a cui rimango fedele da molti anni.
Mi piacerebbe addirittura incrementare questi momenti di formazione interna in ospedale.
Ho visto che per esempio al Salaam di Karthoum, Emergency fa un briefing tutte le mattine prima di iniziare la giornata clinica.
Ma per me sarebbe troppo dura preparare una lezione ogni giorno, visto che sono abbastanza solo ed il 95% delle presentazioni toccano a me.
A Karthoum i medici che presentano sono davvero tanti.
A motivo anche di una certa mia stanchezza mentale, invito perciò i volontari che sono spigliati con l'inglese a preparare delle lezioni cliniche nel loro ambito di specializzazione e poi di offrirrci una
lezione magistrale un giovedì mattina durante la loro permanenza a Chaaria.
Naturalmente non chiediamo contenuti stratosferici ed avulsi dalla nostra realtà, ma insegnamenti che nascano dalla nostra pratica clinica di tutti i giorni ed in questa possano essere riversati per renderla migliore.

Oggi voglio ripetere ancora il mio grazie speciale ad un "angelo custode" che da anni mi sostiene con la presentazione di stupende lezioni per Chaaria.
Si tratta della dottoressa Nadia Chiapello, pediatra e volontaria. Anche se in Kenya ci è venuta una volta sola,a motivo del fatto che poi sono nati i suoi stupendi bambini, ha però continuato con costanza a sostenermi con la preparazione di lezioni in power point tanto efficaci ed approfondite che possono essere usate non solo a Chaaria, ma anche all'ordine dei medici a Meru.
Altro aspetto in cui crediamo molto è quello della pubblicazione di piccoli lavori scientifici: quest'anno siamo riusciti a presentare già due "case reports" a riviste scientifiche internazionali, e siamo in attesa di sapere se il nostro lavoro sarà considerato degno di pubblicazione...naturalmente lo speriamo molto.
E' in corso anche uno studio sul carcinoma dell'esofago ed uno sul carcinoma epatocellulare: stiamo raccogliendo dati su questi due tumori così frequenti a Chaaria e speriamo di essere in grado di
arrivare a numeri tali che ci permettano ungiorno di attirare l'attenzione della comunità nazionale ed internazionale su questi due tumori che stanno falcidiando la nostra popolazione.
Per il tumore dell'esofago siamo anche in contatto con epidemiologi italiani e speriamo di tirarne fuori qualcosa di pubblicabile.
Leggere, scrivere, pubblicare sono attività davvero molto faticose in una situazione lavorativa come quella di Chaaria (spesso si tratta di farlo a notte fonda), ma comunque ci crediamo fortemente e speriamo addirittura di poter incrementare questo sforzo didattico ed accademico, di pari passo con la crescita delle nostre prestazioni cliniche.


Fr Beppe

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