Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

venerdì 27 maggio 2016

L'abbraccio di Torino

Ieri sera presso il SERMIG abbiamo vissuto momenti intensi di comunione e di profonda emozione.
Certamente più di 200 persone hanno affollato il capiente salone, che comunque è risultato insufficiente ed ha quindi costretto molti a sedersi sul pavimento ed anche ad ascoltare in piedi.
Le Suore Paoline erano presenti con 300 copie del libro POLVERE ROSSA, che alla fine della serata erano tutte esaurite. Sono state vendute anche varie copie di AD UN PASSO DAL CUORE.
E' stato bello per me salutare ed abbracciare molti ex volontari ed amici. E' stato entusiasmante conoscere tanta gente che non è mai venuta a Chaaria ma che già mi conosceva o tramite la lettura del libro, oppure attraverso blog e facebook.
Il video di Nadia proiettato sul maxischermo ha creato un clima intimo e commosso ed ha introdotto tutti alla misteriosa bellezza di Chaaria e del suo servizio incondizionato.
Marialuisa Ferrando, moderatrice della serata, ha espletato il suo compito in modo esemplare, introducendo alla platea sia Mariapia che il sottoscritto, e condividendo poi le sue sensazioni ed il suo vissuto a Chaaria.
Lino Marchisio ci ha ricordato l'importanza del volontariato e del continuo sostegno economico per una realtà sempre in crescita come quella di Chaaria.


Mariapia è stata stupenda nel tracciare a grandi linee i contenuti del libro ed i valori che stanno alla base del nostro operato in Chaaria.
Da ultimo, il sottoscritto ha avuto tutto il tempo per creare con la platea un rapporto empatico e di condivisione in cui parole e sentimenti fluivano liberamente e senza bisogno di alcun canovaccio.
Ho parlato con il cuore di Chaaria, del nostro servizio incondizionato, del nostro amore per i poveri, del nostro desiderio di riconoscere Gesù nel piccolo e nel dimenticato. Mi sono soffermato anche sui nostri Buoni Figli e sul servizio che loro offriamo, senza dimenticare i nostri piccoli orfanelli.
E' stata una serata di grande comunione e di speranza, una specie di lungo abbraccio che la città di Torino mi ha dato e mi ha fatto sentire bene.
Mi sono sentito sostenuto, amato ed apprezzato per quello che io, Fr Giancarlo, i Fratelli, le Suore ed i volontari facciamo a Chaaria.
Spesso, quando sono in Kenya travolto dal lavoro, ho la tentazione di sentirmi solo e dimenticato dagli amici.
Ieri sera ho capito che non è così e che tanti, davvero tanti, ci vogliono bene e ci stimano.
Grazie ancora a tutti coloro che hanno acquistato il libro e che hanno ritenuto importante avere su di esso la mia firma.

Fr Beppe










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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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