domenica 5 giugno 2016

Concentratore di ossigeno

Il concentratore di ossigeno è ormai installato e funzionante.
Mancano solo alcune connessioni con la sala operatoria ed i reparti: in sala l’ossigeno arriverà direttamente alla macchina per l’anestesia, alla sala risveglio, alla culla termica per i neonati; nei reparti l’ossigeno giungerà alla testiera dei letti...speriamo di ultimare anche questo lavoro di connessione in pochissimi giorni.
Siamo però già in grado di riempire i bomboloni dell’ossigeno e quindi abbiamo ormai risolto l’enorme ed annoso problema di non trovare ossigeno a Meru. 
Non dovrebbe più succedere che siamo senza ossigeno in ospedale.
Anche la costruzione che accoglie il grande impianto è ormai terminata.
Ringraziamo di cuore il gruppo Karibu Africa di Cagliari per il grande dono fatto al nostro ospedale.
Di cuore ringrazio anche Fr Giancarlo che ha seguito i lavori con assoluta competenza e con grande dedizione.
E così un altro importante tassello è stato completato nel nostro sogno per Chaaria.
Di cuore ringrazio il Signore per questo nuovo passo avanti.

Fr Beppe Gaido

1 commento:

Fratelli Cottolenghini ha detto...

Complimenti davvero al gruppo Karibu Africa di Cagliari. Una contribuzione davvero puntuale e intelligente.

Deo gratias

fr. Giuseppe Visconti


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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