Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

sabato 9 luglio 2016

I lavori procedono bene

La costruzione del nuovo laboratorio analisi di Chaaria sta prodedendo con passo spedito.
Ormai la struttura muraria del piano terra è completata, ed i muratori stanno iniziando ad "armare" per fare la soletta di cemento su cui poi partirà la costruzione del secondo piano.
La soletta sarà "gettata" nei prossimi giorni, dopo di che ci saranno circa quaranta giorni di pausa, necessaria perchè la soletta asciughi completamente, prima della costruzione del secondo piano.
Nonostante questa attesa tecnica, i tempi di costruzione sono buonissimi e certamente saremo molto avanti per la fine dell'anno.
Come sempre, sappiamo poi che il lavoro più difficile inizierà dopo aver terminato la struttura muraria: impianti elettrici, idraulici, serramenti e rifiniture varie.
Come ho già avuto modo di scrivere in varie occasioni, per questa costruzione non abbiamo ancora raggiunto la cifra completa che pensiamo di spendere.
Siamo partiti senza avere un budget certo.
L'Associazione Volontari Cottolengo Mission Hospital di Torino ha già raccolto una buona percentuale dei fondi, e su questi ci stiamo basando per i lavori che stiamo portando avanti.
Sappiamo che la raccolta fondi continua con grande impegno, ed il Presidente Lino Marchisio è fiducioso che riusciremo a trovare tutti i soldi necessari per completare la struttura senza doverci arrestare a metà per motivi economici.


Noi, come sempre, ci fidiamo della Provvidenza Divina... e ringraziamo di cuore quella umana, che si personifica nell'Associazione ed in tutti i benefattori grandi e piccoli che fanno dei sacrifici per donarci quell'obolo che ci permeterà di avere un nuovo laboratorio a Chaaria.
Noi che cosa promettiamo in cambio?
Certamente la nostra grandissima riconoscenza, la nostra preghiera povera ma sincera, ed anche l'impegno di un servizio sempre più generoso ed a tempo sempre più pieno per i nostri ammalati.
In questo servizio a chi soffre ci sentiamo sostenuti ed in profonda comunione con coloro che, con grandi sacrifici, ci offrono le strutture necessarie alla nostra missione.

Fr Beppe e Fr Giancarlo



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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