lunedì 25 luglio 2016

Tiroidictomie

Nelle ultime due settimane abbiamo fatto 14 interventi di tiroidectomia.
Domani è la prima giornata chirurgica senza tiroidi in sala, ma speriamo di farne ancora qualcuna nei prossimi giorni perchè abbiamo altri appuntamenti che non sono ancora arrivati in ospedale.
Un "tour de force" di questo genere per me ha significato molto, e mi ha davvero aiutato nell'acquisire sempre meglio tale tecnica chirurgica.
Sono anni infatti che aiuto i pochi chirurghi italiani che accettano di eseguirle qui a Chaaria; sovente ho collaborato con il Dr Nyaga che è bravissimo in tale operazione.
La maggior parte del mio apprendimento chirurgico sulla tiroide la devo certamente al Dr Pietro Rolandi che è stato mio mentore anche su questo ed ancora lo sarà in futuro. Con Pietro ne ho fatte molte di più di 14.
Ho però ancora un blocco ed una paura di fondo ad affrontare questo intervento da solo. Quando il chirurgo italiano va via, non mi sento di rischiare e devo a volte aspettare un mese prima che il Dr Nyaga abbia una giornata libera per Chaaria: ciò naturalmente poi comporta lunghe liste di attesa.
Sento di conoscere bene tutti i passaggi della tiroidectomia, ma il timore di complicazioni maggiori, come il danno ai nervi laringei ricorrenti, oppure emorragie massive che non riesco a controllare, mi ha sempre paralizzato.
In queste due settimane di tiroidi ne abbiamo fatte un bel po', sia di facili che di estremamente difficili, sia di piccole che di enormi.
Il Dr Massimiliano Zuccaro, qui presente in questo periodo, mi ha preso per mano e mi ha lasciato lavorare come primo operatore, limitandosi a correggere i miei errori ed a darmi piccoli suggerimenti per una tecnica chirurgica più corretta.
Ho fatto tiroidi partendo dall'incisione della cute ed arrivando fino all'ultimo punto di chiusura.


Non so se, dopo che il Dr Zuccaro sarà andato via, mi ritornerà la paura e mi bloccherò nuovamente.
Onestamente spero proprio di no perchè il bisogno è davvero grandissimo e la gente a volte fa 600 chilometri per venire a farsi operare.
In fondo anche per la tiroide devo passare attraverso tutte le fasi dell'apprendimento, come è successo per tutti gli altri interventi, dalla prostata all'isterectomia, dall'addome acuto alla frattura di femore, e via dicendo: all'inizio ho aiutato gli specialisti, ho guardato la loro tecnica, "ho imparato l'arte".
Poi è venuto il momento di spiccare il volo e di provare da solo: in tutti gli altri casi ha funzionato! Perchè non dovrebbe funzionare per la tiroide?
Non lo so se con la tiroidectomia sono arrivato all'autonomia...certamente non me ne sento molto lontano...e spero proprio di avere il coraggio di non smettere più, ora che il coraggio
mi sta venendo.

Fr Beppe


1 commento:

Marco Massi ha detto...

Ciao Beppe
Come promesso al mio ritorno faremo due settimane intensissime dedicate alle tiroidi se sei d'accordo !
Un abbraccio
Marco


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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