Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 12 ottobre 2016

La situazione non migliora

Siamo in emergenza ovunque.
Addirittura siamo arrivati a usare le coperte della comunità perchè non ne abbiamo più.
Continuiamo ad avere dei malati che dormono su materassi appoggiati per terra perchè non ci sono letti a sufficienza.
La situazione in maternità è estremamente caotica: solo ieri notte per esempio ci sono stati dieci parti tra le 20 di sera e le 7 del mattino seguente.
Lavoro incredibile per Susan che di notte è da sola!!!
E' vero che le donne poi vengono dimesse in fretta (normalemte il giorno dopo il parto), ma ci sono anche casi che devono rimanere in ospedale più a lungo: le cesarizzate per esempio che stanno con noi per 4 giorni, le donne con travaglio pretermine, quelle con diabete o ipertensione in gravidanza, quelle anemiche da trasfondere, le malate di malaria, le minacce d'aborto, le donne con bimbo prematuro in incubatrice.
Anche i maternità quindi mancano i letti e ci sono materassi per terra sia nelle camere che in corridoio. Sovente le cesarizzate se ne stanno sulla barella della sala operatoria perchè non ci sono letti.


Il problema è che anche le barelle finiscono!!! Ed allora sistemiamo le pazienti sulle panchine del corridolio e della veranda.
Pure l'ortopedia è al tracollo.
Ogni giorno operiamo una media di 5-6 fratture, normalmente molto complicate e sovente inveterate. Anche in questo caso abbiamo ridotto al minimo la degenza e tentiamo di dimettere tutti in seconda giornata post-operatoria proprio perchè non abbiamo letti.
Siamo stanchi ed a volte confusi. E' molto difficile stare dietro a tutto. In questo gran caos a volte qualche paziente scappa dall'ospedale di notte, tentando di non pagare quel poco che chiediamo per le cure.
I giorni scorrono caotici e sempre uguali; spesso si è così stanchi che non si riesce neppure a parlare: eppure è assolutamente importante essere aperti e disponibili a tutti, soprattutto nel momento in cui la sanità pubblica a buon prezzo è venuta a mancare e quella privata è troppo costosa per tanti: moltissimi morirebbero senza di noi! Questo è un dato di fatto incontrovertibile!
Vi lascio con un caso che è successo questa sera: una donna apparentemente senza soldi è giunta alla nostra osservazione con un aborto incompleto. L'abbiamo visitata ed abbiamo prescritto il raschiamento. non le abbiamo chiesto soldi. Lei però ha rifiutato per motivi economici. Io l'ho pregata in ginocchio di farsi aiutare perchè avrebbe sanguinato di notte quando sarebbe stata molto lontana dall'ospedale.
Le ho ripetuto che non le avrei chiesto niente e che non mi importava che non avesse denaro... ma lei se ne è voluta andare via. Ovviamente non voleva il raschiamento ed il fatto economico era una scusa; ma anche per lei è valsa la regola d'oro che a Chaaria non si manda via nessuno per motivi economici...se vogliono andarsene è una scelta loro, ma mai un rifiuto da parte nostra a motivo dei soldi.
Infatti siamo qui proprio per quelli che i soldi non li hanno e non possono permettersi strutture più belle di Chaaria.

Fr Beppe




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