Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 31 dicembre 2016

Anno tutto in salita

E così siamo arrivati nuovamente alla fine dell’anno.

Quest’anno la situazione di Chaaria è così ingolfata a causa dello sciopero che certamente non abbiamo una grande lucidità per fare bilanci sull’anno appena trascorso.
Certamente oggi il cuore è pieno di riconoscenza al Signore per le meraviglie che anche quest’anno ha operato per noi.
Prima di tutto Lo ringraziamo per il dono della vita: quanti non sono riusciti a vedere la fine del 2016. Noi invece ci siamo e siamo forti ed in salute.
Siamo riconoscenti a Dio per i miglioramenti edilizi che stanno andando avanti a tutta forza, grazie all’impegno dell’Associazione di Torino, oltre che di tanti volontari ed amici che continuamente ci sostengono: abbiamo quasi ultimato il nuovo laboratorio analisi e stiamo portando avanti la ristrutturazione del centro Buoni Figli, dove il servizio è ora molto migliorato, con alla presenza di Fr Robert Maina.
Il 2016 è un anno-record anche nel campo del volontariato: mai abbiamo avuto un numero così alto di volontari come quest’anno!
Si è registrato tra l’altro il grande ritorno degli infermieri e delle ostetriche; è continuato l’afflusso a Chaaria di ginecologi, quest’anno più numerosi del solito. Anche i chirurghi sono venuti in numero maggiore rispetto agli anni precedenti, mentre per l’ortopedia abbiamo avuto una sola “new entry”. 


A questo riguardo non possiamo tacere la presenza costante della Dottoressa Makandi, vera volontaria kenyana, la quale non ci ha mai lasciati soli durante i momenti di più difficili dello sciopero. Sempre è venuta ad aiutarci a titolo completamente gratuito.
Ma è riguardo all’ospedale che vorrei spendere due parole in più.
Certamente il 2016 è stato un anno tutto in salita, un anno difficile e costellato di scioperi della sanità che ci hanno fiaccati. 
E’ stato però anche entusiasmante, con tantissimi nuovi traguardi raggiunti e con numeri esponenzialmente aumentati praticamente in tutti i settori del nostro servizio.
Sono aumentati sia i pazienti ambulatoriali che quelli ricoverati. I reparti sono stati costantemente pieni, spesso ben al di là del numero dei nostri letti.
La maternità ha registrato un’impennata incredibile di parti, ed in alcuni periodi (anche ora, per altro) abbiamo rischiato il collasso.
L’endoscopia digestiva, presa come esempio della nostra attività ambulatoriale specialistica, ha visto un aumento di circa 100 esami diagnostici in più rispetto al 2015.
Per quanto riguarda la chirurgia nel 2016 abbiamo avuto oltre 700 interventi in più rispetto all’anno precedente, e, considerando il fatto che le circoncisioni tradizionali nel 2016 sono state davvero pochissime (e non ne sappiamo la ragione), l’aumento è tutto a carico della grande chirurgia e dell’ostetricia-ginecologia: sono aumentate e si sono diversificate molto le nostre prestazioni ed i nostri servizi in chirurgia generale, ma la parte del leone l’ha fatta l’ortopedia-traumatologia, dove l’incremento di interventi chirurgici è stato impressionante, soprattutto dopo l’avvio della collaborazione con “Sign”... Da settembre ad oggi i chiodi endomidollari per fratture di femore, tibia e omero sono stati 52, e gli impianti li abbiamo ricevuti tutti gratuitamente dagli amici americani!
E’ stato quindi un anno di tantissima fatica, di orari sempre più impossibili, di giorno, di notte e durante i week end: finiamo l’anno con la lingua fuori e trascinando i piedi. La stanchezza fisica però non fiacca il nostro estusiasmo che è alle stelle, soprattutto perchè ci siamo sentiti utili e presenti quando la gente non sapeva proprio dove rivolgersi per i loro problemi di salute.
Pure oggi, 31 dicembre, la maternità è strapiena ed abbiamo parti a ripetizione, la sala operatoria ci ha tenuti impegnati con la lista programmata fin dopo le 18; l’ambulatorio è pieno anche di pomeriggio...ma lo staff è ridotto perchè è una giornata prefestiva...e noi cerchiamo comunque di arrancare, in salita e con il fiatone, per dare una risposta a tutti quelli che hanno bisogno di noi.
Pensateci davvero esausti (mai come quest’anno forse!), ma anche contenti ed entusiasti.
Con questi pensieri auguriamo a tutti un Buon Anno Nuovo nel Signore.

Fr Beppe e Fr Giancarlo


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