Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 1 gennaio 2017

A mezzanotte del 31 Dicembre

E’ scoccata la mezzanotte da appena un minuto quando ricoveriamo una donna in preda a forti contrazioni. A giudicare dai vestiti impolverati arriva da molto lontano.
Sono in sala parto con Carol a cui ho appena augurato il buon anno.
Giustamente lei mi suggerisce di visitarla insieme, per vedere se si tratti di un parto naturale o di un cesareo. Mentre la esaminiamo possiamo chiaramente osservare che la testolina già fa capolino al canale del parto.
La donna non è una primipara e ci aspettiamo che faccia molto in fretta.
Lei spinge molto ed abbiamo appena il tempo di preparare il necessario per l’assistenza al parto. 
E’ passata la mezzanotte da appena 10 minuti quando a Chaaria accogliamo il primo neonato del 2017: per la cronaca si tratta di una bambina di 3500 grammi, con APGAR perfetto ed in ottime condizioni di salute.
E’ un buon auspicio... già un parto dieci minuti dopo che è arrivato l’anno nuovo...che bello iniziare così.

Fr Beppe

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