Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 14 giugno 2017

Ricarica interiormente quando il risultato è così buono

Quello nella foto e' un piccolo pastorello del Nord del Kenya, completamente squattrinato e sponsorizzato in parte da noi ed in parte da Daniele di Maralal.
Lo abbiamo operato per una brutta frattura di femore, ed il risultato e' stato davvero incoraggiante.
Nessun problema nel post-operatorio, nessuna infezione della breccia chirurgica.
Esame radiologico di controllo che dimostra ottima guarigione e buon allineamento della rima di frattura.
Bambino in grado di camminare senza dolore e di rannicchiarsi come nella foto a sole sei settimane dalla frattura.
La foto rannicchiata la facciamo sia per avere idea della recuperata mobilita' del ginocchio e dell'anca e sia anche per testare la tonicita' muscolare.
La foto e' nostra testimone che questo bambino sta recuperando alla grande davvero.
E' bello pensare che lo abbiamo aiutato, che abbiamo impedito che diventasse un disabile cronico dopo l'incidente, e che questo ottimo risultato terapeutico e' dovuto in parte agli amici di "Sign" negli USA, ed in parte a noi e Daniele che insieme abbiamo operato e coperto tutte le spese di ricovero e di sala operatoria.


Un coordinato atto di generosita' che ha dato ottimi risultati e che ci dona un po' di incoraggiamento in questo momento di grandi fatiche.

Fr Beppe




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