Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 10 agosto 2017

Bollettino da Chaaria

I ritmi non tendono a migliorare. Lo sciopero per ora continua. 
Il numero dei pazienti e' incredibile. Soprattutto con la sala operatoria proprio non ce la facciamo piu'. 
Ci sono liste operatorie pesantissime ogni giorno, inclusa la domenica...e poi ci sono le emergenze che non mancano mai e che ti fanno finire tardissimo. 
Oggi, oltre ai molti cesarei di emergenza, abbiamo avuto per 3 addomi acuti da portare in sala.
La maternita' ci massacra di giorno e di notte. Il numero di parti e' incredibile.
La stanchezza si fa sentire ora che nuovamente siam quasi a tre mesi di sciopero di tutta la sanita' pubblica...la cosa piu' pesante e' non avere mai una notte in cui sei scuro di dormire. Essere chiamato alle 2 di notte a fare un cesareo e poi lavorare tutto il giorno l'indomani non e' semplice. 
In una situazione del genere in cui I numeri sono altissimi, e' ovvio anche che si abbiano molte piu' complicazioni, anche solo per un mero calcolo statistico. 


Quando pero' ti chiamano alle 11 di sera per dirti che un tuo operato del giorno va male, allora ti senti mancare le forze al pensiero di ritornare in sala a quell'ora.

Fr Beppe


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