Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

sabato 12 marzo 2011

Segnalazione scientifica

Non so se questo possa avere alcun valore scientifico o se dipenda semplicemente dal fatto che a Chaaria vediamo tantissimi pazienti ogni giorno (campione quindi molto elevato), ma desidero segnalare che negli ultimi due anni abbiamo visto tre casi di sindrome (o triade) di Kartagener.
Si tratta di una anomalia probabilmente congenita ed assai rara, anche chiamata sindrome “delle ciglia immobili”, in quanto vi e’ pure un deficit delle ciglia ed un difetto del trasporto mucociliare.
La classica triade della sindrome di Kartagener consta di:
1)    bronchiectasie
2)    difetto di sviluppo dei seni paranasali
3)    trasposizione dei visceri

Clinicamente si presenta con bronchiti, sinusiti ed otiti. Bronchite e disturbi respiratori erano presenti in tutti e tre i pazienti venuti alla nostra osservazione. Tutti lamentavano difficolta’ all’espettorazione.
Il 48% dei casi presenta “situs viscerum inversus” (con cuore a destra, fegato a sinistra, milza a destra, ecc). Nella nostra esigua casistica, due casi avevano una trasposizione degli organi completa, mentre in un paziente c’era solo destrocardia, con fegato e milza in sede.
Il 30% ha bronchiestasie evidenti alla lastra del torace. Un caso dei nostri presentava una fibrosi polmonare destra interessante praticamente tutto l’ambito polmonare con l’eccezione degli apici.
Il 20% mostra ippocratismo digitale, come segno di ipossia cronica. Anche in questo caso 1 paziente sui 3 della nostra casistica era affetto da tale condizione.
In letteratura si descrive anche una infertilita’ maschile per interessamento del complesso microtubulare della coda degli spermatozoi, ma su questo non abbiamo riscontro clinico a Chaaria in quanto due dei nostri casi erano donne, ed il maschio era in eta’ prepuberale.

Questa segnalazione vuole essere solo uno stimolo per indagare se magari la razza nera avesse una predisposizione genetica alla malattia piu’ pronunciata rispetta alla razza caucasica.

Fr Dr Giuseppe Gaido

Fonti:
1)    Colombo et al. Trattato di Chirurgia. Minerva Medica
2)    Butterwoorths. Medica Dictionary. Macdonald Critchley

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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