Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 22 marzo 2012

Giuseppe e Maurizio

Con questo breve post intendiamo ringraziare i due tecnici ortopedici Giuseppe e Maurizio, di Cagliari.
Sono alla seconda esperienza a Chaaria e quest’anno hanno veramente lavorato tantissimo, dimostrando tra l’altro abilita’ ed esperienza non comuni.
Nelle immagini li vedete insieme ad Antony, il nostro tecnico per apparecchature biomedicali.
Una foto si riferisce alla rimesssa in funzione di una vecchia poltrona odontoiatrica che avevamo comprato di seconda mano a Meru. Ci e’ sembrato opportuno risistemarla sia per quanto riguarda le imbottiture che per la parte elettrica (che era stata completamente mangiata dai topi), in quanto e’ sempre possibile che una delle due nuove sedie del gabinetto odontoiatrico possa sviluppare un problema od un guasto.
Nella seconda foto (purtroppo un po’ mossa) li vedete al fianco del vecchio lettino chirurgico, che, dopo essere rimasto in cantina per piu’ di due anni, ora torna ad esserci utile in previsione della non lontana apertura della nuova sala operatoria: anche per tale lettino Giuseppe e Maurizio hanno fatto un lavoro enorme, cambiando il rivestimento impermeabile, rivedendo tutta la parte meccanica, ed inventando dei bracciali e dei cosciali che per il passato non avevamo mai avuto: infatti tale apparecchiatura era arrivata gia’ incompleta con i containers del 2002. Sara’ nostra intenzione collocare questo lettino rinnovato nella vecchia sala operatoria, che continuera’ ad essere usata per la chirurgia d’urgenza e per le operazioni minori o “sporche”. Il nuovo lettino chirurgico, che a suo tempo ci era stato donato dalla Associazione di Torino, andra’ invece nell’erigendo nuovo blocco operatorio.
Maurizio e Giuseppe hanno inoltre riparato tutte le carrozzelle rotte od in qualche modo danneggiate, sia per l’ospedale che per il centro Buoni Figli; hanno costruito una carrozzina “ex novo” per un povero ragazzo affetto da carcinoma del fegato e diventato paraplegico a causa delle metastasi; hanno messo a posto tutti i letti ortopedici che ci erano giunti con il container e che ora sono presenti in reparto e funzionanti.
Direttamente per i pazienti, essi hanno collaborato con i fisioterapisti per la preparazione di corsetti e di protesi: queste ultime veramente molto belle, con ginocchio articolabile ed in lega leggera.
Abbiamo veramente apprezzato l’entusiasmo e la velocita’ con cui hanno lavorato, quasi sospinti da una continua ansia di non riuscire a fare abbastanza.
Grazie di cuore, Giuseppe e Maurizio.
L’anno prossimo cercheremo di perfezionare ancora di piu’ gli appuntamenti dei pazienti amputati, in modo che possiate aiutare molta piu’ gente a riprendere il cammino con le vostre stupende protesi.
Come sempre, vi auguriamo buon ritorno in Sardegna e vi assicuriamo la nostra povera preghiera… unico stipendio che riusciamo a garantire ai volontari!
Fr Beppe Gaido

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