Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 14 novembre 2013

I Buoni figli scrivono al Papa


Oggi pomeriggio, in una splendida giornata di sole, i Buoni Figli si sono radunati sul prato erboso del centro, ed hanno voluto mandare alcune foto a Papa Francesco. 
Le foto sono state accompagnate anche da una lettera che gli Operatori, i Fratelli e le Suore hanno redatto a loro nome e raccogliendo i loro semplici pensieri.
Al Papa, i Buoni Figli hanno voluto dire soprattutto e semplicemente: ti vogliamo bene.
Essi hanno assicurato al Pontefice la loro semplice preghiera di angioletti.
Speriamo che le foto che abbiamo fatto oggi e la lettera che abbiamo scritto, possano davvero raggiungere Papa Francesco, che ama tanti i piccoli, i poveri ed i diversamente abili.
Speriamo anche che, quando verrà in Kenya, passi a salutarci a Chaaria ed a benedire i nostri Buoni Figli ed i nostri ammalati... sarà difficile, ma sognare e sperare è sempre possibile.

La comunità di Chaaria



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