Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 13 luglio 2015

Ha sofferto tantissimo

A Chaaria è mancato AK, affetto da un’avanzata forma di tumore.
Lo avevamo operato più volte e le complicazioni sembravano darsi l’appuntamento.
Quando tutto sembrava a posto dopo l’intervento, qualcosa capitava in settima o in ottava giornata. 
Avevamo ormai grandi speranze di successo perchè l’ultima operazione è stata fatta nei primissimi giorni di luglio, ed il tempo pareva dalla nostra parte.
La prognosi era comunque pessima perchè i linfonodi erano “presi” all’istologico ed il paziente si anemizzava continuamente , ma onestamente avevamo sperato che si rimettesse.
Anche lui ha lottato fino alla fine ed è stato un paziente modello, sempre riconoscente e sempre cortese anche nei momenti di più grave sofferenza.
A volte la malattia è più forte del medico, e questo bisogna accettarlo con umiltà.
Mi viene in mente in questo momento il detto il detto che sovente leggo sui muri di molti ospedali del Kenya: “We treat, but only God heals”.



Accettiamo la volontà di Dio e siamo vicini con la preghiera alla sua famiglia.


Fr Beppe Gaido


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