Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 14 aprile 2016

Dare ossigeno a Chaaria

L'Associazione "Gruppo Volontari Sardi Karibu Africa Onlus" nel 2015 ha concentrato gli sforzi di raccolta fondi sul progetto dell'impianto centralizzato per la produzione e distribuzione dell'ossigeno.
I volontari che sono venuti a Chaaria sanno quanto quello dell'ossigeno sia stato un continuo incubo per noi: sovente in passato restavamo senza ossigeno, e magari questo non era reperibile neppure dal rivenditore di Meru. A volte si aspettavano giorni e giorni prima che un nuovo carico di bombole arrivassero da Nairobi. 
Difficilissimo per noi era far capire ai volontari quanto prezioso e quanto scarso fosse l'ossigeno nel nostro ospedale. Ancor più duro era spiegare loro che a volte proprio non si poteva dare ossigeno ad un paziente perchè ne eravamo totalmente sprovvisti.
In parte avevamo sopperito a questa "spina nella carne" con l'acquisto di vari concentratori di ossigeno che abbiamo sistemato in punti strategici dell'ospedale, come le due sale operatorie, la sala parto ed il nido per i pretermine.
Il problema dei concentratori di ossigeno è che non danno una pressione sufficiente da poter essere collegati ad una macchina per l'anestesia generale: per quest'ultima ci volevano le bombole, e spesso ci siamo trovati in grandissima crisi, quando avevamo interventi urgenti e non procrastinabili da fare in anestesia generale, ma non avevamo ossigeno a Chaaria e non lo trovavamo neppure a Meru.


Ora con il nuovo sistema centralizzato dovremmo risolvere tutti i nostri problemi di ossigeno: realizzeremo una rete di distribuzione che porterà l'ossigeno direttamente nei reparti, ed anche dove ancora dovremo usare una bombola, la potremo riempire qui a Chaaria. A meno di grossi guasti, non dovemmo più rimanere senza ossigeno in futuro!
Si tratta di una strumentazione complessa e decisamente grande, che occuperà vari metri quadrati per la sua installazione.
Il macchinario per la concentrazione e distribuzione dell'ossigeno è stato acquistato in Cina ed è già stato consegnato a Chaaria qualche tempo fa.
Ora sono iniziati i lavori di riconversione dello stenditorio dell'ospedale, che è il luogo prescelto per collocare questo nuovo strumento tecnico, tanto importante per l'ospedale.
Ripenseremo ad un nuovo stenditoio coperto...per il momento stendiamo solo all'aperto.
Dobbiamo nuovamente ripensare anche al luogo per la Messa della domenica, visto che finora la celebravamo proprio in quello stenditoio.
La collocazione dell'Eucaristia domenicale a Chaaria è migrata molte volte. Vi faremo sapere dovre celebreremo la Messa domenica prossima.
Un grazie sincero agli amici sardi per questo grandissimo dono al nostro ospedale, un dono che "da ossigeno a Chaaria" nel senso letterale del termine.

Fr Beppe Gaido

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