Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 9 agosto 2012

Anemia a cellule falciformi, una malattia da tenere a mente


CASE REPORT

Joseph, un bimbo di due anni di eta’, e’ stato portato a Chaaria dopo una malattia ingravescente di tre giorni. All’arrivo il bambino era molto prostrato e flaccido, aveva febbre alta ed era disidratato. Non abbiamo notato ascessi o altri foci localizzati di sepsi. L’otoscopia era negativa.
Il paziente proveniva da un villaggio lontano almeno 100 chilometri da Chaaria, in direzione est lungo il Tana River. Entrambi i genitori erano di etnia Swahili (cioe’ provenienti dalla costa). I genitori sono venuti a Chaaria senza alcun documento medico precedente, anche se sostengono che il piccolo era sempre stato molto bene. La mamma sembrava disorientata e non siamo riusciti a comprendere se il bambino era stato completamente vaccinato.
Il test della malaria e’ risultato negativo, mentre alla auscultazione del torace c’erano rantoli crepitanti ad entrambe le basi.
All’emocromo era presente una importante granulocitosi neutrofila, con VES elevata a circa 50 mm/1h. Era inoltre evidente una importante anemia normocitica e normocromica, con emoglobina di 5 g/dl. Le piastrine erano elevate.
La lastra del torace ha dimostrato una polmonite bilaterale, mentre ha escluso la tubercolosi.
Tenuto conto dell’area di provenienza dei genitori abbiamo anche fatto il “sickling test” per lo screening dell’anemia a cellule falciformi, che e’ risultato positivo. Il test HIV era invece negativo.
Joseph e’ quindi stato trasfuso e messo sotto copertura antibiotica con ceftriaxone. Le condizioni sono migliorate drammaticamente, e due giorni piu’ tardi Joseph era attivo e giocherellone in pediatria.

COMMENTO
La presentazione clinica di Joseph, oltre a farci pensare a malaria, polmonite, TBC e HIV, deve anche indurci a considerare l’anemia a cellule falciformi, che e’ molto rara nel Meru, ma frequente sulla costa e nelle zone occidentali vicine al Lago Vittoria.
Un bimbo con anemia a cellule falciformi e’ all’incirca 20 volte piu’ suscettibile ad infezioni batteriche, rispetto a bambini senza questo difetto. L’anemia falciforme offre protezione contro la malaria (ragion per cui il test di Joseph era negativo), ma non protegge nei confronti di altri patogeni.
Nelle regioni costiere del Kenya 1 bimbo su 100 ha anemia falciforme alla nascita.
Una completa vaccinazione con pentavalente (difterite, pertosse, tetano, H.influenzae tipo B, epatite B), associata alla vaccinazione contro lo streptococcus pneumoniae risultano molto importanti nella prevenzione delle complicazioni infettive per i bambini con anemia falciforme. I killer principali dei bimbi con anemia a cellule falciformi sono infatti le infezioni: principalmente H.influenzae, Streptococcus pneumoniae e Salmonelle non tifoidi. Tali infezioni uccidono molto di piu’ che le classiche complicazioni della malattia: trombosi, anemia, emorragia.
FONTI
1)     TEACHING AIDS AT LOW COST. ISSUE NO 12. JUNE 2012
2)     LANCET. OCTOBER 17
Fr Beppe Gaido

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