Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 27 aprile 2014

La solennità di San Giuseppe Cottolengo

La comunità parrocchiale di Chaaria si è riunita oggi presso il Centro dei Buoni Figli per celebrare insieme alla nostra comunità la solennità del nostro Santo Fondatore.

Non possiamo certamente paragonare l’afflusso di gente che abbiamo avuto in questa giornata memorabile con quello che oggi è stato registrato in Vaticano per la Canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II, ma nel nostro piccolo abbiamo "incassato" un bel bagno di folla: certamente oggi c'erano più di 1500 fedeli.
La Messa è stata solenne e lunghissima: doveva iniziare alle 10, ma poi è "partita" verso le 10.45, dandomi così la possibilità di arrivare quasi in orario dopo un altro cesareo.
Il celebrante è stato Don Giovanni Tortalla che ha offerto anche una lunga ed interessante omelia sul nostro Santo in perfetto Kimeru.



Ha concelebrato il nostro parroco Father John Ntoiti.
Nel corso della celebrazione abbiamo anche battezzato quattro dei nostri orfanelli: Fr Joseph Muchiri ed altri tre membri dello staff hanno fatto da padrini e madrina.
La gente di Chaaria ci ha donato moltissimi doni in natura durante l’offertorio, ad esprimere la loro riconoscenza per il servizio che a loro offrono il Cottolengo Center e l'ospedale.
Abbiamo anche avuto la gioia di ricevere la visita di una comunità cristiana di Meru, venuta in delegazione con doni per celebrare la festa del nostro Santo. 
E' proprio vero che la gente semplice è generosa, e vedere tutti quei sacchi di granoturco, ma anche la semplice offerta di due uova o di quatttro banane mi ha davvero commosso: e' stato l'obolo dei poveri per i più poveri.
La Celebrazione è terminata verso le 13.40.
Dopo la Messa a tutti abbiamo offerto una bottiglia di bibita ed un pacchetto di biscotti. La popolazione si è soffermata a lungo con i ragazzi del Centro ed anche con noi, e moltissimi hanno espresso stima e riconoscenza verso la Piccola Casa.
E' stato faticoso preparare tutto e fare in modo che ogni cosa andasse per il meglio, ma ne è valsa davvero la pena: una bellissima festa e tanto calore da parte della nostra gente.
Le cose sono andate lisce e senza inghippi particolari. 
Ringrazio i Fratelli e le Suore che hanno lavorato duramente per l'organizzazione; esprimo la mia riconoscenza ai membri dello staff che ci hanno aiutati, sacrificando il loro giorno di riposo.
Esprimo il mio apprezzamento al coro della parrocchia per i canti ed ai ragazzi della "primary school" per le danze.
A tutti auguriamo buona festa del Santo Cottolengo.

Fr Beppe

Don Tortalla ed il parroco di Chaaria hanno poi ancora onorato la nostra tavola accettando il nostro invito a pranzo.
Sinceramente ringraziamo.





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