Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 3 luglio 2016

Dare respiro al Cottolengo Mission Hospital Chaaria

Il sistema di produzione dell'ossigeno funziona bene e siamo in grado di dare ossigeno direttamente alla sala operatoria,alla maternità ed ai vari reparti.
Siamo anche in grado di riempire le bombole che usiamo per i letti della parte centrale dei cameroni che sono lontani dal muro e quindi dai bocchettoni del sistema centralizzato.
Certamente è un grosso sollievo per noi avere una scorta di ossigeno sempre sufficiente e sempre disponibile.
Sicuramente si tratta di un enorme cambiamento rispetto al passato, quando dipendevamo da una compagnia a Meru i cui prezzi erano decisamente elevati e che per di più sovente ne era sprovvista.
Ora non abbiamo più l'incubo di essere senza ossigeno in ospedale: i volontari sanno quanto spesso ci capitava in passato, e per periodi anche prolungati!
Forse in futuro saremo anche in grado di riempire le bombole dell'ossigeno per le altre missioni cottolenghine di Gatunga, Mukothima e Tuuru...Nairobi è effettivamente troppo lontana.
Per ora stiamo ancora testando il sistema.
Ringraziamo di vero cuore i nostri benefattori dell'Associazione "Volontari Sardi Karibu Africa".

Fr Beppe e Fr Giancarlo





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