mercoledì 31 dicembre 2008

Buon Anno 2009 da Chaaria

Carissimi amici,

scrivo questa lettera per augurare a tutti voi un esaltante nuovo anno. A nome di tutti i Fratelli, di tutto lo staff di Chaaria e di tutti i poveri che ci avete aiutato a servire, giunga ad ognuno di voi la nostra amicizia, la nostra stima e riconoscenza, ed il nostro ricordo nella preghiera.
Natale e capodanno sono feste di famiglia, in cui tutti ci sentiamo più buoni: e voi siete parte della nostra grande famiglia, e ci avete aiutato molto nel nostro sforzo di essere buoni con tutte le persone in difficoltà.

Il 2008 è stato un anno intenso, pieno di ideali da realizzare, di impegno e di lavoro; è stato un anno di successi e di sconfitte, come sempre avviene nella vita umana, finchè siamo su questa terra.
Non ho ancora preparato lo specchietto con i dati numerici completi delle nostre prestazioni. Spero di farlo entro la fine di gennaio, magari presentandoveli pure in grafico.
Anche se i numeri non possono dire tutto, vi voglio con gioia comunicare che il numero di pazienti assistiti quest’anno è stato superiore all’anno precedente: i servizi ambulatoriali si sono mantenuti più o meno costanti, mentre invece il numero dei ricoveri ospedalieri è aumentato.
Sono aumentati i parti, i ricoveri per patologie chirurgiche anche complesse (oggi ho fatto l’operazione numero 1480), i ricoveri a scopo riabilitativo (la fisioterapia è stata senza dubbio un grande successo per la nostra missione), quelli per i malati di AIDS in stadio terminale.
E’ invece diminuito il numero di ricoveri per malaria e il numero delle trasfusioni, soprattutto nell’età pediatrica. Anche questo è un dato positivo che premia i nostri sforzi nel campo preventivo (soprattutto la distribuzione gratuita delle zanzariere)
Quest’anno c’è stato un grande movimento di piccoli orfani, che sono stati ospitati presso di noi per i primi 6 mesi della loro vita, e quindi sono stati trasferiti nell’orfanotrofio di Nkabune.
Molti degli orfani più grandicelli hanno avuto periodi limitati di ricovero per varie patologie intercorrenti, e sempre sono stati curati gratuitamente.
Anche gli “street boys” dell’HURUMA CENTRE hanno usufruito di cure mediche gratuite nel nostro ospedaletto. Con la vostra generosità abbiamo potuto pagare le rette scolastiche a tutti i ragazzi di “Huruma”.
Un settore in cui il nostro servizio ha avuto dei problemi quest’anno è stato quello dell’odontoiatria: con tutto ciò, oggi ho estratto l’ultimo molare alle ore 18 ed il paziente era il numero 4041 dall’inizio dell’anno.
Altra novità è rappresentata dal fatto che vari villaggi situati molto lontani da Chaaria si sono organizzati con mezzi propri, per venire al Cottolengo Mission Hospital, in giorni stabiliti: essi arrivano su Land Rovers stipate con 20 o 30 persone, ed attendono anche tutto il giorno per poter vedere il dottore e sottoporsi agli esami strumentali e di laboratorio.
E’ una attività molto esigente, perché questi gruppi ormai vengono quotidianamente, e si aggiungono al consueto numero di 300 persone che normalmente attendono le nostre prestazioni ambulatoriali. Comunque, noi crediamo che sia importante dare il meglio di noi stessi e sacrificarci per servire bene tutte quelle persone che afferiscono al Cottolengo per avere una risposta ai loro problemi.
Un grande successo per il nostro ospedaletto è stata la Fisioterapia, che lavora a pieno ritmo, tanto per migliorare la qualità di vita dei Buoni Figli, quanto per assistere pazienti ambulatoriali e degenti in Ospedale.
Molti ora conoscono anche questo aspetto del nostro servizio, e vengono a chiederci un aiuto per problemi legati a paralisi, deformità, esiti di fratture, gravi forme di reumatismo.
L’ecografia è senza dubbio un settore di grande rilievo nell’attuale sviluppo del nostro ospedale: tramite tale tecnica abbiamo migliorato le nostre possibilità diagnostiche e terapeutiche, ed abbiamo permesso a molta povera gente di accedere a tale esame diagnostico spesso troppo costoso. Ancora ringrazio il Dott Barberis ed il Dott Peter Norbert Kuffmann che ci hanno donato un nuovo e moderno ecografo.
Nel campo dell’ostetricia l’ecografia ci ha permesso di prevenire molte complicazione del parto e ci ha consentito diagnosi sicure nel campo dell’aborto spontaneo e dei vari problemi della gestazione. Abbiamo anche tentato piccoli interventi eco-guidati, come l’aspirazione di ascessi epatici o pelvici.
Le circoncisioni sono state nuovamente in aumento dopo alcuni anni di ribasso; il numero di pazienti che si rivolgono a noi per la tradizionale circoncisione maschile è stato veramente altissimo soprattutto nei mesi tradizionali di aprile e dicembre.
Noi offriamo alla nostra gente un servizio asettico ed altamente professionale e siamo molto felici che un numero sempre maggiore di genitori apprezzino questa possibilità di prevenzione di malattie spesso trasmesse con la pratica tradizionale.
Il Centro Buoni Figli è stato inoltre disponibile più volte per l’accoglienza a tempo determinato di persone in difficoltà: abbiamo ricoverato handicappati mentali per un mese o due, al fine di dare un po’ di respiro ad una madre esausta; abbiamo ospitato degli orfani, durante i mesi delle vacanze scolastiche; abbiamo accolto disabili provenienti da molto lontano, offrendo loro la possibilità di “un periodo di vacanza” fuori dal loro ambiente.
In tutte queste attività siamo stati sempre validamente coadiuvati dai volontari che costituiscono un grandissimo dono della Divina Provvidenza per la nostra comunità.
Essi ci aiutano nel nostro servizio, ringiovaniscono il nostro modo di lavorare con nuove idee, ritornano in Italia e continuano a lavorare per noi organizzando raccolte di fondi ed attività di sensibilizzazione.
Il volontariato è senza dubbio un elemento importante ed un forte aiuto per il nostro Centro; è una realtà di cui siamo molto contenti e che vogliamo potenziare ed incoraggiare sempre di più.
A conclusione di questa lettera sento il dovere di dire grazie a tutti per le offerte che con generosità continuate ad inviarci tramite l’associazione: esse sono ossigeno per la nostra carità, e ci permettono di aiutare un numero sempre maggiore di poveri e bisognosi; inoltre ci consentono di incrementare sempre più le possibilità diagnostiche e terapeutiche del nostro ospedale.

Grazie davvero di cuore a tutti voi!
Chiediamo a tutti voi il dono della preghiera per il nostro Centro: sappiamo chiaramente che senza l’aiuto di Dio non possiamo fare nulla.
Cerchiamo quindi di essere fedeli al Signore, non soltanto servendolo nei più poveri, ma anche cercando il suo volto nella preghiera personale e comunitaria. Aiutateci anche voi in questo nostro cammino di preghiera che sostiene la nostra carità.
Ancora desidero augurare a tutti un buon un felice anno nuovo!

Fr Beppe Gaido
e Comunità Cottolenghina in Chaaria (Fratelli e Suore)


annonuovo


Vi proponiamo lo stralcio di una letterina ricevuta oggi da FR. Beppe.

Caro fr Beppe, [...].

Avevo promesso di venire in Africa come tanti probabilmente e come tanti non l'ho ancora fatto. L'idea e la volontà ci sono ma gli intoppi sono sempre troppi. Poi all'improvviso un giorno si risolveranno e ti chiederò i ragguagli precisi del "come arrivare".
Leggo spesso il blog.

Per Natale [...]
abbiamo deciso , mio marito ed io, di mandare i soldi necessari a Faith, la ragazza che vuole studiare come tecnico di laboratorio sperando di vedere presto il suo diploma completato. Le auguriamo di attuare il suo sogno che può aiutare tante altre persone nella sua Africa.
Un abbraccio forte a te e sappi che mille persone ti leggono come me e ti sono vicine in ogni momento del giorno e della notte (a turno!).

Buon nuovo anno.



Aguri di Felice Anno Nuovo.... Buon 2009!!


DivisorioHappyNewYear.gif

Un augurio che il Nuovo Anno, vi permetta di...volare in alto. Così come fà l'aquila reale, che sovrasta cime innevate e desrti aridi, o come il gabbiano che attraversa l'oceano e raggiunge orizzonti lontanissimi. E soprattutto, vi auguro che il nuovo anno, vi regali la possibilità di scegliere le piume giuste da indossare, per costruire ali adatte per quel volo.

Felice Anno Nuovo a tutti.

Nadia Monari

martedì 30 dicembre 2008

Gita con i Buoni Figli al Meru National Park di Meru


Sveglia alle sei, colazione veloce e dopo la messa, verso le 8, iniziano le operazioni di carico sul land rover di sei ragazzi del centro Buoni Figli di Chaaria. Alla fine rimangono delle sedie a rotelle vuote e un fuoristrada pieno di ragazzi sorridenti, pronti a partire verso il Meru National Park.
GiraffaMeru.jpgFr. Lorenzo, sicuro al volante, corre felice tra sassi e buchi, noi divertiti, rimbalziamo tra soffitto e sedile ed ogni tanto rimettiamo a sedere qualche ragazzo che scivola giù dai sedili.
Finalmente inizia la strada asfaltata, tutto liscio fino al parco, se non fosse per le cunette rallenta traffico che ogni tanto ci fanno sobbalzare.
Il Meru Park e' lontano dagli affollati percorsi turistici, ma nonostante questo e' meraviglioso, una savana tutta da scoprire.
Giriamo per le strette vie del parco, tutti guardano fuori dai finestrini, cercando di vedere giraffe, elefanti, leoni. Dopo poco tempo, abbiamo la fortuna di vedere le
ElefanteMeru.jpggiraffe. Sono eleganti e si lasciano ammirare per la gioia dei ragazzi che incantati e felici.
Vediamo i primi elefanti e tutti urlano di gioia, quando all'improvviso si apre la portiera e Kemani esce correndo dai suoi nuovi amici dal naso lungo. Li per li rimaniamo esterrefatti, ma Joackim, con l'agilità da maratoneta keniota, afferra Kemani e lo riporta dentro il fuoristrada.
Kemani e' un ragazzino di 40 anni circa che sa' farsi amare da tutti, Kemani, Joseph, Meme, Isidoro, Edward, Gitonga e Patrick,
tutti, questa notte sogneranno i loro amici elefanti e li rincorreranno nel parco.
Per loro oggi è stata una giornata speciale, sono usciti oltre il cancello di Chaaria, che è la loro casa e sono stati in gita nel parco.

i Fratelli, i volontari e il personale

GitaParcoMeru.jpg



domenica 28 dicembre 2008

La malaria a Chaaria


La malaria rimane una importante causa di mortalita’ e morbidita’ in Kenya, specialmente per i bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di eta’) e per le donne gravide.
La malaria e’ la piu’ comune causa di morte per pazienti pediatrici. Inoltre da sola costituisce il 30% delle visite ambulatoriali ed il 20% dei ricoveri ospedalieri in Kenya.

La malaria e’ una malattia infettiva causata da un parassita del genere Plasmodium.
Plasmodium Falciparum e’ di gran lunga la specie piu’ comune in Kenya (circa 98%), ed e’ associato con la forma piu’ grave di malaria, che puo’ dare severe complicazioni e molti decessi.
Altre specie che possono essere talvolta trovate nel sangue in coinfezione con il falciparum, sono il Plasmodium malariae ed il P. ovale. Il P. vivax e’ rarissimo in Kenya

COME SI MANIFESTA LA MALARIA?
Generalmente le presentazioni cliniche sono molteplici, tanto da portare qualche grande esperto inmateria a dire che la malaria non ha sintomi propri perche’ puo’ mimare qualunque altra patologia. Per comodita’ didattica normalmente a Chaaria distinguiamo due grande categorie: la forma non complicata e quella con complicazioni.

a) Malaria non complicata
Normalmente si presenta sotto forma di febbre, dolore muscolare ed alle giunture, brividi e sudorazioni profuse. A volte c’e’ diarrea, vomito, irritabilita’ e anoressia (mancanza di appetito). Inoltre ci deve essere un test positivo (normalmente goccia spessa) con presenza di parassitemia periferica. Tutti questi sintomi si possono presentare insieme oppure in varie combinazioni (per esempio febbre e dolore alle giunture; oppure diarrea e vomito senza febbre). La febbre da P.falciparum normalmente e’ molto irregolare e non rispetta la cadenza terzana come invece e’ scritto erroneamente in molti libri (terzana significa che il paziente ha febbre un giorno, e poi rimane sfebbrato per altri due... ma questo non avviene mai. Il malato e’ febbrile tutti i giorni).
b) Malaria severa con complicazioni
E’ una situazione gravissima che mette a repentaglio la vita del malato, ed e’ definita come la condizione in cui un test positivo per il P.falciparum si associa a una o piu’ delle seguenti presentazioni (singolarmente o in combinazione):
1) incapacita’ di nutrirsi
2) disturbi gravi del respiro (fino all’edema polmonare)
3) crisi epilettiche
4) collasso circolatorio con pressione bassissima (shock)
5) sanguinamenti in tutte le parti del corpo
6) ittero (colore giallo degli occhi)
7) urina di colore nero (emoglobinuria, anche chiamata black water fever)
8) insufficienza renale acuta
9) anemia severa con emoglobina a volte di 2 grammi (in Italia si trasfonde quando l’emoglobina scende a meno di 7)
10) ipoglicemia (zuccheri nel sangue particolarmente bassi, che possono contribuire alla perdita dei sensi)
11) alterazione dello stato di coscienza fino al coma profondo (malaria cerebrale)


TRASMISSIONE DELLA MALARIA
La malattia si trasmette attraverso la puntura da parte della femmina di un particolare tipo di zanzara (anofele). Non e’ possibile la trasmissione tra un paziente e l’altro, ma e’ invece documentato che una mamma vicina al parto trasmetta la malaria al neonato attraverso il sangue placentare (malaria congenita).
In gravidanza poi la malaria puo’ essere causa di aborto, morte intrauterina, parto pretermine o neonato molto piccolo alla nascita (small for date).

TERAPIA
Negli ultimi anni sono emersi ceppi di P. falciparum resistenti agli antimalarici precedentemente usati. Da un decennio la clorochina e’ stata abbandonata, e recentemente anche i sulfamidici (FANSIDAR e METAKELFIN) sono andati in disuso a causa della ridotta efficacia terapeutica.
Le nuove linee guida OMS per la malaria non complicata, ormai seguite da molte Nazioni africane, prevedono l’impiego di una associazione di due farmaci a base di artemisina. L’artemisia annua e’ un fiore che si trova anche dalle nostre parti qui a Chaaria, ma e’ merito della medicina cinese averne scoperto la grandissima efficacia ed aver elaborato farmaci che sono molto attivi e privi di effetti collaterali. Tali medicine per il passato erano molto costose, ma con l’aiuto della World Bank e di compagnie farmaceutiche come la Novartis, sono ora venduti ai Paesi Africani a prezzi veramente stracciati. Per questo il Governo e’ in grado di fornirci gratuitamente il farmaco in questione (che in Kenya si chaima Coartem).
Per la malaria complicata il farmaco di prima scelta rimane il chinino somministrato ev, che sembra essere ancora efficace, senza dati significativi di resistenza.
Un intervento certamente richiesto molto frequentemente ed urgentemente e’ la trasfusione sanguigna. Il parassita causa emolisi, che vuol dire distruzione dei globuli rossi: questo fenomeno e’ cosi’ rapido che un paziente puo’ perdere un grammo di emoglobina ogni 2 ore. Ecco perche’ il rischio di morte, soprattutto per i bambini, e’ nelle prime 8 ore dall’inizio dell’attacco.
L’anemia e’ una complicazione soprattutto pediatrica e ostetrica (cioe’ delle donne incinte), mentre gli adulti sono piu’ esposti alla malaria cerebrale.

LA MALARIA HA UN PERIODO DI INCUBAZIONE
... ma per il P. Falciparum e’ molto difficile stabilire l’esatta durata. Infatti puo’ variare da un minimo di una settimana ad un massimo di un mese.

QUALE IL FARMACO MIGLIORE DA CONSIGLIARE AI VOLONTARI PER LA PREVENZIONE?
Naturalmente e’ bene che i volontari consultino e seguano le indicazioni che riceveranno press i rispettivi uffici d’igiene in Italia.
Quello che mi sento di dire e’ comunque questo: io sconsiglio vivamente il venire a Chaaria senza profilassi, perche’ la malaria da noi ha una trasmissione costante tutto l’anno anche se si riconoscono dei picchi dopo le stagioni delle piogge. Inoltre e’ una infezione da P. Falciparum, ed il rischio di complicazioni gravi e’ piu’ probabile nel “Bianco” non immune che nei residenti.
Non credo che ci sia alcuna differenza tra la protezione offerta dal lariam e quella offerta dal malarone, per cui non ho indicazioni da dare al riguardo.
La protezione e’ superiore al 95% e nei rarissimi casi in cui volontari in profilassi hanno contratto la malaria, questa si e’ presentata in forma del tutto leggera con completa guarigione entro tre giorni di terapia.
Naturalmente sono importanti anche altri mezzi, quali l’uso di relellenti (esempio: Autan) e l’impiego della zanzariera di notte. Infatti l’anofele ha un ciclo vitale notturno ed i picchi di punture si hanno al tramonto e all’alba.
Soprattutto comunque e’ importante non cadere nel panico. No abbiate paura, io sono ancora vivo dopo 10 anni!

Spero che questa breve presentazione sia stata utile a tutti i volontari che desidereranno venire a passare qualche settimana con noi.

Fr Beppe



Incontro Formativo 3-4-5 gennaio 2009 - Piccola Casa di Roma

La nostra Associazione ha organizzato un incontro formativo con la Sezione di Roma.

Per il pernottamento in camera singola presso la struttura dell'incontro e l'organizzazione del trasporto occorre mettersi in contatto con una email al Dott. Giuseppe Farnese: giuseppe_farnese@libero.it

Per altre soluzioni di pernottamento visitare questi siti:

La struttura che ospiterà l'incontro è la
Piccola Casa della Divina Provvidenza di Roma
Via Villa Alberici (zona Vaticano).
E' possibile parcheggiare all'interno del cortile.
L'incontro è libero ed aperto a tutti.
PuntinaFoglio.gif

Programma Incontro Formativo
3-4-5 gennaio 2009
Organizzazione logistica: Giuseppe Farnese
Moderatore: Daniela Ciaccio, Referente zona di Roma
Sabato 03 gennaio 2009 ore 15.00 - 18.00

Saluto e presentazione dell'incontro formativo
Il Presidente dell'Associazione Lino Marchisio
Storia e caratteristiche del volontariato cottolenghino:
Relatore Fr. Roberto Colico Vicario Generale Fratelli Cottolenghini

Contenuti delle comunicazioni e stile di presentazione:
Relatore Guido Giannini - Pontificio Consiglio Cor Unum

Presentazione ed utilizzo del blog http://chaariahospital.myblog.it:
Relatore Nadia Monari - Referente zona Roma

Testimonianza di volontariato con proiezione d'immagini dall' Africa:
Relatore Gianni De Rossi – Consigliere

Ore 18.30 S. Messa Prefestiva


Domenica 04 gennaio 2009 ore 15.00 - 18.00

Imprenditori e volontari come consorzio di risorse umane per il servizio alle Missioni:
Relatore Roberto Bedendo - Impreditore e Presidente di Fondazione Onlus

Cooperazione sanitaria internazionale Ospedaliera:
Relatore Paola Monari - Alleanza degi ospedali italiani nel mondo e referente per l' Huruma Center

La Fondazione Di Liegro:
Relatore Alessandro Romelli - Direttore Fondazione Di Liegro

Carità, solidarietà e carisma del Santo Cottolengo:
Relatore Don Pasquale Schiavulli Sacerdote del Cottolengo

Testimonianza di volontariato con proiezione d'immagini dall' Equador:
Relatore Bruno Castellino – Segretario
Mignon.gif
Ore 20.30 Pranzo fine lavori


Lunedì 05 gennaio 2009 ore 10.00

ScattaFoto.gifVisita guidata per il gruppo alle Tre Fontane
Relatore Guida: Carmen Tubio critica ed esperta di storia dell' arte Fondazione Rui
Martedì 06 gennaio 2009 ore 10.00



Fedi.gifS. Messa in Vaticano con il Santo Padre Benedetto XVI (occorre prenotarsi per avere il biglietto d'ingresso)

Sono la mamma di Abigail Nkatha

Questa lettera è stata scritta quest'oggi dalla mamma di Abigail Nkatha ed indirizzata ai genitori adottivi di Roma, che la sostengono generosamente. Fr. Beppe, ha tradotto la lettera dalla lingua originale ed ora la pubblichiamo, al fine di rendervi tutti partecipi delle piccole grandi azioni di cui fate parte. Un ringraziamento di cuore.
Desidero esprimere il mio grazie sincero ai genitori adottivi della mia Abigail. Essere una ragazza madre non è davvero facile ed i problemi economici sono spesso enormi. Il fatto di aver ricevuto il vostro sostegno economico per la scuola di Abigail ha aiutato tantissimo.
Al momento non ho ancora un lavoro fisso, ma sono in prova in un ufficio governativo e questo spero mi porti in futuro ad una maggiore sicurezza finanziaria.
Per ora non mi resta che assicurarvi il mio ricordo nella preghiera che è anche l'unico modo a mia disposizione per ricambiare il bene che fate per me e per la mia piccola.
A volte la vita è proprio dura: più volte sono stata sul punto di trovare una persona con cui ricostruire la mia vita, con cui sposarmi, ma poi all'ultimo momento le cose sono precipitate e non se n'è fatto nulla. Sembra quasi che io abbia una specie di maledizione che mi perseguita, una sorta di spirito cattivo che qui qualche predicatore chiama: lo spirito malefico dell'ultimo momento, il quale ha il compito di rovinare tutte le cose belle quando ormai sembrano fatte.
AbigailMamma.JPGPerò, anche se sono suggestionata da queste cose, la fede cristiana mi porta a credere che gli spiriti non esistono e che c'è un solo Dio che ci ama e si prende cura di noi.
Anche l'inaspettato dono della vostra adozione a distanza è un messaggio di tenerezza del Padre Celeste nei miei confronti... e voi siete i suoi messaggeri di speranza per me.
Pregate anche per me, che la mia speranza non venga meno, che io possa ancora sistemarmi nella mia vita.
Ho lavorato parecchi anni al Cottolengo Mission Hospital come assistente alla poltrona per vari dentisti e come staff di supporto presso il dipartimento di ricovero-pazienti.
Poi ho avuto uno sponsor per completare i miei studi e sono diventata segretaria: è stato umanamente importante completare la mia formazione, anche se è stata dura quando ho capito che non c'era più spazio per me presso la missione, dopo aver finito gli studi. I Fratelli hanno comunque sempre cercato di aiutarmi e sostenermi: ora il lavoro per cui sono in prova mi darà sicuramente delle possibilità di un futuro più roseo.
Se mi volete scrivere indirizzate pure a Fr Beppe che è un caro amico con cui rimango costantemente in contatto.
La foto è di oggi.
Faith Kawira

sabato 27 dicembre 2008

Chaaria network

Lo sapete che cos’e’ una rete in medicina?
Si tratta di una organizzazione di lavoro che permette di massimizzare i servizi erogati con il minimo dispendio possibile, sfruttando pienamente le risorse disponibili.
Questo e’ un concetto che da tempo cerchiamo di realizzare in vari ambiti delle nostre attivita’ e ve ne porto alcuni esempi:
1) Esiste un network con la nostra casa di Gatunga dove le Suore seguono per noi alcuni pazienti HIV a domicilio. Gatunga dista da Chaaria piu’ di 50 Km e non sarebbe possibile per i malti di AIDS raggiungerci costantemente per il follow up. Noi quindi diamo alle Suore medicine per vari mesi ed esse si prendono cura di monitorare sia la corretta assunzione della terapia sia anche l’eventuale insorgenza di effetti collaterali od altri problemi. Sempre con Gatunga collaboriamo attivamente anche in altri settori, come ad esempio quello delle coppie sterili. I pazienti di Gatunga ci vengono inviati dalle Suore e noi eseguiamo i test e le procedure adatte al singolo caso. I risultati spesso sono molto incoraggianti. Abbiamo regalato circa una quarantina di figli a coppie che erano rimaste senza prole a volte anche per 10 o 15 anni.
2) Con Mukothima esiste una collaborazione ormai consolidata nel campo della maternita’ complicata, e di questo abbiamo parlato recentemente in un altro post di dicembre.
3) Anche con la casa di Tuuru non mancano i collegamenti in rete: noi riferiamo a loro i nostri Buoni Figli che hanno bisogno di calzature ortopediche. Essi si appoggiano a noi soprattutto per l’accettazione di orfani, di Buon Figli adulti, e di particolari pazienti soprattutto con problemi fisioterapici. Inoltre molte Suore, particolarmente del Monastero di Clausura, preferiscono venire a Chaaria per le loro terapie.

AlberoStrada.JPG
LA STRADA CHE CONDUCE ALLA MISSIONE DI GATUNGA E' TIPICAMENTE AFRICANA
E SONO SICURO FARA' SOGNARE VOI COME FA SOGNARE ANCHE ME.
GATUNGA E' REMOTA, CALDISSIMA ED ARIDA. HA TUTTO IL FASCINO DELLA SAVANA.



4) Con la Missione di Nairobi la rete e’ un po’ meno fitta a causa della distanza: in casi selezionati comunque, il Cottolengo Centre di Langata ha ricoverato per vari mesi dei bambini sieropositivi di Chaaria, impostando per loro terapie antiretrovirali ed eseguendo tutti i test necessari. Con Nairobi poi c’e’ stata la bella collaborazione in rete per il caso di Lina che tra l’altro continua la radioterapia: ha infatti deciso di non arrendersi. L’ho sentita ieri e mi e’ parsa molto grintosa: mi ha fatto venire un nodo alla gola quando mi ha detto al telefono: “Let’s hope the new year will give joys to both of us” (speriamo che il nuovo anno porti tanta gioia ad entrambi). Se Lina non avesse questa cocciuta speranza, certo sarebbe gia’ morta da tempo.
5) Esiste poi il DREAM project che ci vede in rete con la comunita’ Sant’Egidio di Roma e con l’ospedale di Materi per l’esecuzione di test CD4 ai pazienti sieropositivi che necessitano di terapia antiretrovirale.
6) Non e’ mai venuta meno la rete con l’Huruma Centre e con l’orfanotrofio di Nkabune. Con il primo esiste una collaborazione economica, soprattutto grazie alle donazioni della Associazione e grazie al costante supporto da parte del progetto Afrikalba. Con il secondo continua il nostro lavoro in collaborazione: noi teniamo gli organi da 0 a 1 anno e loro si impegnano poi ad accoglierli dopo che diventano troppo grandi per Chaaria. Inoltre sia per Huruma che per Nkabune, grazie alle offerte degli amici, continuiamo a offrire terapie ambulatoriali ed ospedaliere gratuite.
7) Non posso non citare anche la collaborazione in rete con il St Luke Hospital, un piccolo centro situato a Kiamuri e gestito da una comunita’ di Suore locali. Anche loro hanno una maternita’ senza medico, ed usano Chaaria come ospedale di riferimento in caso di maternita’ complicata.
8) Dal 2004 il Cottolengo Mission Hospital di Chaaria fa parte della alleanza ospedali italiani nel mondo. E’ grazie a questa appartenenza che possiamo avere un collegamento saltellitare. Inoltre la suddetta alleanza ci offre anche un sistema di teleconsulto, per cui io posso chiedere consiglio a dei centri di eccellenza in Italia per tutti i casi clinici in cui non riesco a fare una corretta diagnosi o terapia. E’ poi in cantiere (o forse ancora allo stato di sogno... I have a dream, vi ricordate?) un’altra forma di network in cui si pensa alla creazione di un sistema informatico attraverso cui molti dispensari di zone remote del Tharaka potranno chiedere consiglio e aiuto a due ospedali italiani di riferimento: Chaaria e Materi. Di questo si dovrebbe occupare una ONG italiana che ci ha chiesto disponibilita’.

Ma tra tutte le forme di network voglio comunque assicurarvi che la piu’ importante rimane quella con la Piccola Casa e con l’Associazione dei volontari, con cui siamo costantemente in cordata per fare qualcosa di veramente utile per la nostra gente.

Fr Beppe


BUON COMPLEANNO!!
E cosi’ stai diventando grande. Ormai hai gia’ un anno di eta’. Raggiungere il primo compleanno non e’ cosa da poco.
TortaTopini.gifQuante cose sono successe in questo anno. Alti e bassi. Successi e sconfitte. Ma tutto e’ servito per renderti piu’ forte.
La cosa piu’ bella e’ che hai fatto del bene ed hai toccato il cuore a moltissima gente: a tanti anziani, a parecchi malati anche terminali, a molti che grazie a te sono riusciti a cambiare il loro modo di pensare e sono diventati piu’ attenti a chi sta peggio.
Sei anche riuscito a vincere il primo premio, il cosiddetto award. Che bello!!
Faccio i complimenti alla tua mamma Nadia, che ti ha pensato, ti ha curato, ti ha fatto crescere tutti i giorni, senza risparmiarsi alcuna fatica.
Buon compleanno, caro blog, il mio augurio e’ che tu possa sempre crescere bello e forte, non per il tuo bene, ma per quello che farai ancora a tante persone che ti leggeranno anche nel 2009.

Fr Beppe


venerdì 26 dicembre 2008

Integrazione e personalizzazione a Chaaria


Sono questi altri due concetti molto cari alle scienze sociali.
Anche se siamo molto lontani dagli standard della Piccola Casa di Torino, pure in questi settori stiamo cercando di fare del nostro meglio per i nostri handicappati mentali.
INTEGRAZIONE significa fare in modo che i disabili riescano ancora a far parte del tessuto sociale che li circonda, almeno quanto piu’ sia possibile.
Onestamente non ci e’ molto facile mettere in pratica questo principio. Un problema elementare che ci troviamo di fronte e’ rappresentato dalle condizioni delle strade. Appena si esce dal cancello della Missione e’ praticamente impossibile spingere una carrozzina. Questo fa si’ che solo coloro che camminano possano a volte essere accompagnati per delle passeggiate a piedi.
BuoniFigli1.JPG
Alcuni dei ragazzi meno gravi pero’ escono anche da soli: Kimani va a Chaaria tutte le domeniche; Jeremia, Gatembo e Simon escono spessissimo ed hanno amici da andare a trovare.
Fiorenzo Meme e John Kiberenge hanno spesso inviti in case private, e noi offriamo loro il trasporto in auto in quanto, essendo paraplegici, non potrebbero raggiungere le loro destinazioni.
Anche le visite al Centro di molti gruppi parrocchiali o scolastici possono in qualche modo contribuire ad una maggiore integrazione.
Purtroppo con le famiglie e’ sempre molto difficile: normalmente quando un ragazzo ci viene portato, tutti promettono collaborazione, visite frequenti ed anche qualche sostegno economico per la Missione. Ma poi, si sa che, come si dice a Napoli: “passata la festa, gabbato lu santu”: i familiari infatti si dileguano nel nulla e noi non abbiamo davvero le forze necessarie per andare a cercarli nelle rispettive abitazioni. Tra l’altro questo implicherebbe pure un enorme consumo delle automobili, visto che molti dei nostri handicappati provengono da zone molto remote dove non potremmo usare il telefono, e dove le strade sono pessime. E’ per noi molto triste ogni volta che questa storia si ripete. Ci sembra di cadere nell’eterno tranello della “sostituzione”, di cui tanto spesso gli istituti sono stati accusati in passato: non vogliamo creare disinteresse e delega da parte della famiglia, ma e’ davvero molto complesso evitarlo. Forse ci vorrebbe un assistente sociale a tempo pieno che si occupasse solo di andare a domicilio a sensibilizzare i parenti.


PERSONALIZZAZIONE invece si riferisce al principio secondo cui non dobbiamo offrire lo stesso trattamento a tutti, perche’ questa eguagliaza di servizi erogati potrebbe diventare una grossa ingiustizia. La misura della carita’ e’ infatti dare ad ognuno quanto necessita per giungere ad una vita dignitosa, ed e’ chiaro che il piu’ grave ha bisogno di piu’ attenzioni e piu’ tempo.
Pero’ un vero rischio in costesti come il nostro e’ quello di livellare al basso tutti gli handicappati mentali, perche’ i piu’ gravi sono quelli che assorbono la maggior parte delle nsotre energie sia fisiche che mentali. Il pericolo e’ che bisogni elementari come l’igiene e l’alimentazione, ci assorbano cosi’ tanto da farci dimenticare altre dimensioni come quella sociale, quella della sfera emotiva ed affettiva, quella della soddisfazione personale e dell’autorealizzazione.
In Italia si fanno i PEI (progetti educativi individuali) proprio per evitare il pericolo che vi ho accennato. Noi chiaramente non siamo giunti a tale livello, ma alcune cose le abbiamo implementate.
Per esempio le attivita’ occupazionali tengono sempre conto delle potenzialita’ del ragazzo disabile: c’e’ chi e’ responsabile della pulizia del pollaio; altri aiutano in cucina; altri ancora hanno ottenuto una parte di campo dove coltivano del tabacco che poi vendono con piena liberta’ di gestire il piccolo ricavato.
I piu’ gravi invece lavorano con Sr Lucy nei laboratori occupazionali, dove confezionano collanine, braccialetti, calchi in gesso e puzzle. Anche nei laboratori ognuno contribuisce a seconda delle proprie capacita’, e mette a frutto i propri talenti.
Alla fine dell’anno i proventi ricavati dalla vendita di questo materiale viene poi usato o per l’acquisto di nuovi capi di vestiario o per l’organizzazione di una gita. Sappiamo che molto dobbiamo ancora fare, ma tutto cio’ e’ gia’ un inizio da cui partire per ulteriori miglioramenti.

Fr Beppe Gaido

BuoniFigli.JPG



CHAARIA NEWS
La notte tra il 25 ed il 26 dicembre e’ stata molto difficile, con quattro cesarei, due malcapitati attaccati dai ladri e gravemente feriti, un aborto spontaneo. Le ore di sonno sono state pochissime ed il giorno di santo Stefano ha registrato il “tutto esaurito” di pazienti... con qualche problema da parte nostra, in quanto “azzoppati” dalle molte persone assenti a causa dell’orario festivo.



giovedì 25 dicembre 2008

Natale in ospedale


Ce lo aspettavamo ed e’ veramente successo. A parte un pomeriggio tranquillo, per il resto il Natale e’ stato complesso e molto faticoso. Meno male che siamo riusciti a salvare sia i pasti che la preghiera comunitaria.
Alla vigilia di Natale, Gesu’ bambino si e’ presentato sotto le sembianze di Mercy, una piccola di 10 anni che da giorni giaceva in coma nel nostro ospedale. Non era mai migliorata. Sempre profondamente incosciente, incapace di rispondere persino agli stimoli dolorosi. La nutrivamo con sondino nasogastrico. Alle ore 21.30 ero al suo cappezzale perche’ aveva febbre altissima. Ho cercato di aiutarla, ma mentre le stavo iniettando del paracetamolo in muscolo, la bimba e’ volata in cielo, lasciandomi solo con la sua mamma disperata.
Oggi invece Gesu’ bambino si e’ presentato con il volto di due bambini paciosi, che comunque ci hanno fatto spaventare molto. Entrambi nati con parto cesareo, ci hanno tenuti in sala fino a mezzanotte.
Purtroppo non sono mancate neanche le altre emergenze, come per esempio due persone da suturare in modo veramente profuso dopo essere caduti rovinosamente dalla bicicletta, un aborto spontaneo nel cuore della notte ed un bambino gravissimo da malaria cerebrale. Natale e’ sapere che Gesu’ viene anche oggi, e cercare di non chiudergli la porta in faccia. Anche oggi abbiamo cercato di essere sempre disponibili, nonostante la fatica.
Vi mando le foto dei due piccoli nati il 25 dicembre.

Fr Beppe



NeonatoNatale.JPG
NeonatoNatale1.JPG



Buon Natale 2008


Carissimi amici e volontari,
so che molti di voi stanno raccogliendo fondi per noi con grandissima generosità, altri si preparano a venire; altri collaborano a vario titolo alle attività della Associazione. So che questo è un vostro modo di dirci che ci volete bene e che vi ricordate sempre di noi. Lino mi informa puntualmente della vostra generosità, ed è per questo che sento il bisogno di dirvi grazie con tutto il cuore per tutto quello che fate. E’ un segno che apprezzate quello che il Signore ci ha concesso di fare in questi anni. Infatti ci sentiamo sostenuti ed incoraggiati dalla vostra simpatia e dalle vostre preghiere.
Qui l’atmosfera di Natale è poco visibile. Quest’anno non ha piovuto a sufficienza e temiamo per i raccolti; fa anche un caldo afoso che ricorda di più il ferragosto italiano che il Natale. Non ci sono addobbi per le strade ed anche la Chiesa parrocchiale è completamente spoglia di segni esterni.
Ci sarà sì un piccolo presepio senza pretese che il parroco finirà di preparare probabilmente questa sera. Anche noi abbiamo fatto il presepio nel Centro Buoni Figli.
A Chaaria non ci sono vetrine, e qui non esiste la tradizione dei doni natalizi. I bambini non sanno di Gesù Bambino che porta i regali ai buoni, ed il carbone ai cattivi. Né conoscono Babbo Natale: cose come le renne, le slitte, la neve sono totalmente al di fuori del loro orizzonte mentale, dal momento che non li hanno mai visti.
Comunque anche qui Natale è una festa per la famiglia, una occasione in cui la gente si ritrova a casa e festeggia questa unità anche solo con un pollo, ingrassato per l’occasione.
Il nostro lavoro continua più o meno come al solito, tra tanti malati bisognosi che a volte riusciamo a soccorrere ed a volte muoiono nonostante il nostro impegno. Abbiamo sempre moltissimi parti (oltre 1800 fino ad oggi), che per lo più vanno bene, e questo è per noi di grande consolazione: una nuova vita che nasce è sempre un dono impagabile di Dio che ci incoraggia anche di fronte agli innumerevoli fallimenti in altri campi (malaria, AIDS, TBC).
Pregheremo per voi nella notte santa, anche se quest’anno la Messa di mezzanotte non ci sarà; faremo invece un po’ di adorazione in cappella: questo è quanto possiamo offrirvi in cambio. Rimaniamo uniti nel Signore. Appena possibile preparerò uno schema delle attività dell’anno che sta per concludersi, un anno in cui abbiamo visto le nostre prestazioni dilatarsi ulteriormente, il numero di pazienti lievitare ancora un po’ rispetto all’anno precedente, la tipologia degli interventi diversificarsi ulteriormente... mentre il numero dei Buoni Figli è rimasto costante.
Tanti cari auguri di Buon Natale e felice anno nuovo.

Ciao. Un forte abbraccio a tutti voi. Fr Beppe Gaido, Fratelli e Suore di Chaaria



Funny Pictures. Magic Winter

Il presepe di Chaaria



Il senso al mio Natale, a questo Dio che si fa uomo nella povertà, lo trovo chiudendo gli occhi e rivivendo Chaaria. Quando tutti i giorni sollevi il lenzuolo del letto, cominci a girare la persona, a spogliarla, a toccarla nell'intimo del suo corpo, non puoi non sentire che a poco poco quella persona, la sua energia e la sua parte più intima entrano dentro te, entrano a far parte di ciò che sei. E' il toccare e il lasciarsi toccare che lascia un segno indelebile. E il ricordo di queste persone che sono entrate dentro me sarà il mio Natale.
Natale è Lilian che, sono sicura, ci ha aspettato per andarsene con noi lì ad accompagnarla.
Natale è Rael che mangia solo fagioli, che piange quando la medichi e ti guarda con la faccia sofferente, ti canta una canzone la sera mentre metti le zanzariere e ti chiede di farle la fisioterapia.
Natale è Winnie che non vuole saperne del mais e vuole essere portata a letto subito dopo pranzo.
Natale è Monica che ha paura di mangiare per dover andare in bagno, che non vuole cibo salato e quando mastica sputa sempre un pò, che ha chiesto a Dio di benedirci un sacco di volte e noi non lo capivamo.
Natale è Celina che per prima mi ha chiamata Lussia.
Natale è "White Hair" che parla così piano che è impossibile sentirla, ti morde quando la medichi e poi ti cerca per sorriderti.
Natale è Joseph e il suo "tiga", il suo sguardo arrabbiato quando lo medichi, il suo continuare a brontolare, il fatto di aver capito solo all'ultimo che gli piace il pane inzuppato dentro ai fagioli e che ti dà la mano solo se ti togli il guanto.
Natale è Lucy, Bepe, Ingiota, Patrik, Erik, la signora del penultimo posto, la mamma con gli occhiali e il fazzoletto viola, Samuel, Emanuel, Patrik, Lidia, Adriana, Silvia e Sabina che è cresciuta.
Natale è il volto di tutti quelli che per un attimo mi hanno sfiorata, il pianto dei bimbi che nascono, la terra rossa, il verde vero, le stelle tante e vicinissime, la dolce alba e la dubbiosa luna.
Ringrazio Dio per avermi messo questo Natale nel cuore.

Una volontaria

Briciole di amicizia e solidarietà (frammenti di epistolario)

Ciao,
quest'anno mi sento in debito con il Signore, ho ricevuto tantissimo, ma non voglio ripetermi.
Volevo solo ringraziarvi e non smetterò di farlo perchè anche se qui non è come a Chaaria e le persone sono più facilmente vittima del loro egoismo, la luce e la gioia che ho provato non si è appannata neanche un pò, quello che ho ricevuto non si sbiadisce, è la forza dell'amore di Dio che non si estingue anzi si rinnova ogni giorno e voi ne siete testimonianza. A volte, quando sono in ufficio vi penso e mi sento in colpa di essere dove sono e penso che forse avreste bisogno di aiuto, anche solo morale, per affrontare la vita quotidiana in missione..
Quest'anno quasi tutte le persone che conosco, in occasione del Natale, hanno fatto regali equo solidali, adozioni a distanza, hanno devoluto denaro. Speriamo che il mondo si risvegli dal sonno dell'indifferenza....

... mio figlio ha diffuso l'indirizzo del blog ad una mailing.list, comprendente contatti in Italia ed all'estero, di oltre 150 persone, senza che io gli chiedessi di farlo.
Io sono convinto che le testimonianze che tu ed i volontari inviano al blog stiano screpolando, forse sgretolando muri di indifferenza e superficialità.

... avrei voluto scriverti queste parole subito dopo il come back from Chaaria..ma non ci sono riuscita.
Non ci sono riuscita perchè è stata un'esperienza così profonda e coinvolgente da richiedere tutto questo tempo per sedimentarsi nel mio cuore. Davvero. E senza alcun dubbio, è stata, è e sarà indelebile.
Proprio per questo non trovo le parole per ringraziarti, per esprimere tutta la mia gratitudine per avermi presa per mano e guidata in questa "avventura" africana. Grazie perchè adesso riesco ad apprezzare veramente quanto sia fortunata.
Grazie per avermi insegnato che la medicina non è solamente pura tecnica che si apprende sui libri, ma soprattutto una missione di altruismo e generosità nei confronti di chi ne ha più bisogno.

Buon Natale

Io sono solo il "calamaio" dei fratelli e dei volontari che si trovano nelle missioni, ed ho scritto questo breve pensiero per esprimere il mio augurio ed un grazie a tutti i lettori del blog.

BabboSlittaStella.gif

Mi piace immaginare che il fiocco di neve che ci regala il Natale, sia come la nostra piccola vita: impalpabile e fugace... si scioglie in un attimo ma non scompare.. si trasforma per restare acqua, eternamente fonte di altra vita.

Buon Natale a tutti i fiocchi di neve del mondo... compreso te.

Nadia Monari

Funny Pictures. Christmas Lights

DivisorioLucette1.gif
























mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale ai miei genitori adottivi

Ciao sono Abigail Nkatha,

lo vedete che bel vestitino nuovo? E che belle treccine ben curate?
Tutto questo posso averlo perche’ ora la mia mamma ha meno problemi economici. E lo sapete perche’?
Perche’ ci siete voi cari genitori adottivi. Ora la mamma non pensa piu’ alla retta scolastica e puo’ mettere da parte qualche soldino anche per un vestitino nuovo per Natale.
Io non vi conosco, ma sappiate che vi sono tanto riconoscente, insieme alla mia mamma.
A proposito! Ma lo sapete come si chiama la mia mamy? Si chiama Faith, e mi ha incaricato di dirvi che vi saluta tanto, vi ringrazia e prega per voi.
Io non so dove sia Roma, ma mi sa che e’ ancora piu’ lontana di Nairobi. Ovunque sia la vostra citta’ sono sicura che il mio bacino ed il mio grazie vi raggiungera’. Dico a Gesu’ bambino di portarvelo.
Auguri anche per un anno nuovo pieno di gioia per voi e per tutte le persone che vi sono care.
Un forte abbraccio

Abigail

Abigail4.JPG



martedì 23 dicembre 2008

Auguri di Buone Feste dall'Associazione


Photobucket


Rivolgiamo a tutti i lettori del Blog, un augurio sincero di Buon Natale ed un Sereno Anno Nuovo, da parte di tutti i membri dell’associazione.


Il Presidente Lino Marchisio e Sig.ra Berenice Rotondo


Photobucket

Questa è la fotografia del Presepe che è stato allestito alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino

Funny Pictures. Christmas Miracle


Questa è la foto della nostra mascotte dell'Associazione, il cane Neve, insieme a Babbo Natale e agli Zampognari al Cottolengo di Torino


Funny Pictures. Magic Winter
Photobucket


E queste sono le foto del gospel che è stato eseguito a favore della sala operatoria di Chaaria, con il patrocinio della Pro Loco di Courgnè (To) il 7 dicembre alla presenza di Suor Zina (missionaria a MuKotima), Suor Anna Maria De Rossi e Gianni De Rossi (consigliere dell'Associazione)
Gospel1.jpg
Gospel.jpg
Photobucket





Lettera da Silvia


CARO BEPPE, COME STAI?

SCUSA SE E' UN PO' CHE NON SCRIVO MA IL TEMPO E' TIRANNO E A VOLTE LA PIGRIZIA PREVALE, PURTROPPO!
IL MIO PENSIERO CORRE SPESSO A TE E AGLI AMICI DI CHAARIA E LA NOSTALGIA E' SEMPRE PIU' FORTE.
[...]
TUTTE LE VOLTE CHE POSSO LEGGO IL BLOG...[...]
SPERO CHE QUESTO 2008 TI ABBIA PORTATO COSE BUONE, CHE I VOLONTARI CHE SONO PASSATI DA CHAARIA TI SIANO STATI DI SUPPORTO, E LEGGENDO LE TUE LETTERE MI FA BEN SPERARE!
PER ME CHARRIA E' STATA UN'ESPERIENZA TOTALIZZANTE E IMPORTANTISSIMA, CHE SPERO DI PORTARE AVANTI NEL FUTURO.
QUEST'ANNO POI E' STATA ANCORA PIU' BELLA ANCHE PERCHE' HO CONOSCIUTO E CONDIVISO IL PERIODO CON UN GRUPPO DI PERSONE VERAMENTE SPECIALI, CHE CONTINUO A VEDERE E SENTIRE TUTT'ORA...
LEGGEVO L'ALTRO GIORNO LA DESCRIZIONE DEL NATALE DEL DOTT. OGEMBO IN AFRICA E... MI SONO RITROVATA A PARAGONARLO ALL'ITALIA! QUEST'ANNO E' VERAMENTE UN BIANCO NATALE, LA NEVE E' SCESA ABBONDANTE SULLE NOSTRE MONTAGNE TANTO DA ESSERE PARAGONATA AI RACCONTI CHE MI FACEVA MIO NONNO DI QUANDO LUI ERA PICCOLO.... I CUNICOLI SCAVATI NELLA NEVE CHE ARRIVA AL PRIMO PIANO DELLE CASE, TUTTO BIANCO E IMMACOLATO CON I TETTI CHE SEMBRANO PANETTONI DI ZUCCHERO FILATO! L'UNICO RIMPIANTO E' CHE NON CI SIA UN RITORNO ANCHE AL VALORE ANTICO DEL NATALE MA CHE NONOSTANTE LA CRISI LA GENTE SIA TUTTA ALLA RICERCA AFFANNOSA DEI REGALI, TUTTI DI CORSA, TUTTI AGITATI ED ARRABBIATI...
IO QUEST'ANNO HO DECISO DI RIDURRE...DEDICANDOMI SOLO ALLE PERSONE A CUI TENGO VERAMENTE ANCHE PERCHE' PER ME IL REGALO PIU' GRANDE E' VEDERE LA FELICITA' A LA SERENITA' SUL VOLTO DELLE PERSONE CHE MI STANNO A CUORE! IN QUESTI GIORNI VORREI VERAMENTE ESSERE CON VOI PER CONDIVIDERE IL NATALE CON I POVERI E BISOGNOSI.

"NELL'ARIA SI RESPIRA ODORE DI FESTA, IN OGNI STRADINA, IN OGNI PIAZZA CI SONO MILLE LUCI COLORATE, OGNI NEGOZIO E' ADDOBBATO PER RENDERE MAGICO QUESTO MOMENTO. TUTTO E' PRONTO PER IL GRANDE EVENTO.

SI DICE CHE A NATALE SI DIVENTI PIU' BUONI, IL MIO AUGURIO E' CHE QUESTA BONTA' NON SCAPPI VIA, NON SI DISSOLVA, MA CHE RIMANGA DENTRO DI NOI TUTTO L'ANNO PER REGALARE AL NOSTRO PROSSIMO E A NOI STESSI L'AMORE E LA VOGLIA DI VIVERE CON SERENITA'".


TANTI AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI VOI.


SILVIA


domenica 21 dicembre 2008

Il poliziotto ed il medico


Sono le 18 di domenica. Mi avventuro nel bananeto per una passeggiata serale in cui cerco di rilassarmi un po’ prima della preghiera. Come sempre porto con me il cercapersone.

A quest’ora c’e’ una luminosita’ tutta particolare. Il sole comincia a calare e la luce si fa gialla: il colore delle foglie cambia e diventa smeriglio. Le nubi che coprono il sole che si tuffa sull’orizzonte assumono contorni dorati, ed i raggi che da loro si dipartono suscitano in me reminiscenze bibliche. Guardo la natura, cammino lentamente e non penso a nulla.
Poi odo una voce concitata che mi chiama. Mi giro di scatto e vedo il mio amico poliziotto in tenuta mimetica e con il mitragliatore a tracolla: “Vieni subito in ospedale. E’ una emergenza. Corri. Ti spiego poi la’. Marete ha dieci anni meno di me, ed ha alle spalle un training militare che da’ alle sue gambe una agilita’ che a me ormai manca: faccio fatica a stargli dietro nel breve tratto in salita, ma lo seguo senza trovare il fiato per parlare.
In ambulatorio ci troviamo davanti un uomo ustionato gravemente sul tutto il corpo. Piange di dolore, ma stranamente si regge in piedi. La sclera degli occhi appare ancora piu’ bianca sullo sfondo del suo volto sfigurato dalle fiamme. Metto i guanti e provo a visitarlo: dovunque lo tocco, lui prova un dolore indescrivibile. Decidiamo di dargli dei forti analgesici prima di tentare il reperimento di una vena.
A questo punto, mentre sto aspettando l’effetto del farmaco, mi giro verso l’agente che e’ sempre rimasto con me ed ha cercato di consolare la moglie disperata. Mi confida: “Dicono che sia un ladro, ma io lo conosco. Potremmo chiamarlo ladruncolo: galline o poco piu’. La gente sostiene di averlo sorpreso sul fatto mentre rubava nuovamente. A questo punto la furia popolare e’ scoppiata: un gruppo per ora non identificato lo ha “incaprettato”, gli ha messo un copertone di automobile attorno al corpo, lo ha cosparso di benzina e gli ha dato fuoco.
Qualcuno pero’ ci ha avvertiti, per cui noi siamo corsi sul posto immediatamente. Appena ci hanno visti arrivare, i malandrini si sono dispersi. Meno male che avevamo portato delle coperte che ci hanno permesso di spegnere le fiamme quasi subito, anche se i vestiti avevano gia’ sparso il fuoco su tutto il corpo. La moglie non era li’, ma e’ stata avvisata e ci ha raggiunti qui in ospedale”.
“Grazie, Marete: sei proprio importante per Chaaria. Ora penso che tu possa andare. Proveremo a fare qualcosa per questo disgraziato. Speriamo solo di riuscire a trovargli una vena”.
E’ stato un calvario per lui e per noi togliere quei rimasugli di abito saldamente attaccati al sottocute. Lo abbiamo fatto soffrire molto anche quando gli mettevamo la flebo, gli facevamo il richiamo antitetanico e cercavamo di medicarlo. Lo abbiamo messo a letto nudo, avvolto in teli sterili che coprivano la nostra pomata all’ossido di zinco. Abbiamo posizionato degli archetti per impedire che il peso delle coperte lo facesse soffrire ancora di piu’. Temevamo il momento in cui avremmo dovuto girarlo: avrebbe urlato nuovamente mentre lo afferravamo sulla carne viva, e gli avremmo fatto male ancora. D’altra parte avevo paura a fargli la morfina: temevo che lo mandasse in arresto respiratorio.
Tutto questo pero’ non e’ avvenuto, perche’ alle ore 21, all’inizio della novena di Natale, sono stato chiamato nuovamente in ospedale: il giovane paziente stava dando gli ultimi respiri. Abbiamo tentato una rianimazione disperata di fronte agli occhi imploranti della moglie, ma la vita mi scappava dalle mani ed io non riuscivo a riprenderla. Il malato e’ morto davanti a me, a causa delle ustioni troppo estese, a meno di 4 ore dall’attentato.
Con mia sorpresa, all’uscita dalla camera 28 mi trovo davanti ancora Marete: “Come sta?” mi chiede preoccupato. Io non gli rispondo e guardo il pavimento. Lui mi conosce bene e comprende. Non dice niente, ma mi trascina via, e aggiunge: “i medici devono essere come i soldati. Non ti e’ concesso fare il sentimentale. Ora vieni con me che ho un altro problema per te”.
“Cosa mi hai portato stavolta?”
“E’ un periodo brutto. Non so se la gente sta diventando matta. Vieni e vedi”.
Lo seguo e mi ritrovo in una stanza piena di uomini. In mezzo a loro noto la nostra barella su cui giace un uomo con tagli estesi sul volto e sulla schiena. Ma la cosa piu’ impressionante e’ notare la mano sinistra appesa al resto del corpo solo piu’ da un lembo di cute. Le arterie sono beanti e bisogna agire subito.
Marete sussurra: “fai il tuo lavoro. Io torno dopo e ti dico chi e’ stato”.
Non c’e’ modo di tentare una ricostruzione... magari si potrebbe, se fossimo in un centro traumatologico attrezzato, ma a Chaaria la soluzione piu’ ovvia ed ineluttabile mi sembra una amputazione veloce, con immediata sutura dei vasi sanguinanti. Fortunatamente abbiamo tessuto a sufficienza. Io mi occupo della mano assistito da Makena che in questi giorni e’ in vacanza da scuola. Ken inizia a cucire le profonde ferite del volto. Il lavoro e’ lungo ed estenuante. Mentre continuiamo a operare alcuni membri dello staff mi vengono a dire che si tratta di un cugino dell’uomo appena morto carbonizzato.
Non ci voglio pensare. Queste sono distrazioni inutili che non portano nulla di buono alla concentrazione del chirurgo. Ora l’importante e’ salvare la vita di questo giovane che non avra’ piu’ di 18 anni.
E’ mezzanotte suonata quando finalmente riusciamo a mettere lo sventurato in un letto. All’uscita della sala ritrovo ancora Marete. D’istinto gli dico: “anche tu non dormi mai! A Chaaria non so se conviene di piu’ fare il medico o il poliziotto. Piu’ o meno mi sa che siamo entrambi sempre di guardia”.
Lui mi risponde con un sorriso dolce, come al solito.
“E’ stato suo padre a colpirlo cosi’. Le ragioni ancora non le abbiamo comprese a fondo. Non riesco a capacitarmi come un genitore possa fare cio’ ad una sua creatura. Forse in Italia voi non avete questo problema”.
“Caro amico, vieni che ti offro un bicchiere d’acqua e poi cerchiamo di andare a letto entrambi: in Europa e’ esattamente come qui. Il problema non e’ dove ti trovi. Il vero problema e’ il cuore dell’uomo che e’ uguale a tutte le latitudini. Gia’ i Romani dicevano: ‘homo homini lupus’, ed e’ ancora cosi’. Ovunque il cuore umano cerca la risposta alla propria insoddisfazione nella violenza, nello schiacciare il prossimo e ripete all’infinito lo sbaglio che ha accecato Caino. Nel mondo gli uomini si uccidono, si prevaricano, cercano inconsciamente la felicita’ sopprimendo colui che ritengono un avversario. Ma poi si ritrovano con un pugno di mosche e con un peso insopportabile sul cuore. E la storia non e’ affatto maestra di vita: l’umanita’ dalla storia non impara proprio niente.
Meno male che ci siete voi che ci proteggete. Il vostro posto di polizia nel nostro bananeto a difesa dell’ospedale, e’ un vero dono di Dio. Sono certo che, se voi non foste qui, saremmo gia’ stati attaccati molte volte. Siete i nostri angeli custodi. Buona notte, caro amico. Cerca di non svegliarmi di nuovo se puoi”.

Fr Beppe Gaido


Auguri da Fratel Lorenzo - Missione di Chaaria (Kenya)

Photobucket

Abbiamo davvero un DIO che ribalta i nostri pensieri. Ha lasciato la SUA POTENZA PER VENIRE IN MEZZO A NOI E CONDIVIDERE LA NOSTRA POVERTA' UMANA. Sa davvero dell'incredibile ma è così!!!!


Buon Natale


fr.lorenzo.JPGEcco questo è il mio breve augurio che desidero estendere a tutti voi, dai Membri dell'Associazione, ai Benefattori, agli amici e a tutti coloro che in diversi modi e maniere ci sono vicini e ci vogliono bene.
DEO GRATIAS di tutto cuore.

Il Signore vi ricolmi di quello che il vostro cuore desidera.

Fr.lorenzo




Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....