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Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde.

Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perchè egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.

Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile".

Chiunque abbia voglia di aiutarci in questo intento, fosse anche per salvare una sola stella... non sarà stato invano. Grazie.

Nadia Monari - Infermiera volontaria


Leggi "Chi siamo", "La storia dell'Associazione" e "Le nostre Missioni"

Lettera del Superiore Generale, Fr. Giuseppe Meneghini


sabato 30 aprile 2011

Brian Muguna

E' venuto oggi, ed abbiamo dato alla mamma un po' di soldi per i vestitini di Brian. Era un po' scuro in volto. Non aveva voglia di fare la foto, ma come vedete sta bene e cresce.
Se paragonate i vestiti della mamma dalle prime foto ad oggi, vi potete rendere conto anche esteriormente del grande aiuto economico costituito dalla sponsorizzazione di Brian. La famiglia sta effettivamente meglio, non dovendo occuparsi delle spese di questo bambino.
Cari benefattori, la mamma di Brian mi incarica di ringraziarvi tantissimo per la vostra bonta', e vi assicura la sua preghiera.

Fr Beppe



Pietro e Federica

Oggi era sabato, ma Pietro (chirurgo) e Federica (anestesista) hanno avuto un tempo pieno allucinante, che non ha dato loro un attimo di respiro. Abbiamo avuto sei interventi chirurgici programmati, oltre a tre emergenze ostetriche. Anche il pranzo e' stato un sogno.... Ma questa e' Chaaria, e crediamo che questo sia l'aspetto che piu' piace ai volontari che fanno l'esperienza della nostra vita.
Per me e' stupendo lavorare con persone come loro: sempre disponibili e sempre sorridenti; sempre al mio fianco di giorno e di notte, e totalmente in linea con gli stessi ideali che mi portano alla dedizione incondizionata verso i malati.
Grazie, Pietro.
Grazie, Federica!

Fr Beppe



Fr. Robert ha rinnovato la sua consacrazione al Signore

Questa sera, nella cappella dei Fratelli, in un clima di sobria preghiera, Fr Robert Maina ha rinnovato i suoi voti al Signore per un anno. Tutta la comunita' si e' stretta a lui nella preghiera, per sostenerlo nel cammino di donazione al Signore.
Oggi e' la festa di San Giuseppe Cottolengo, ed e' stato proprio bello che il nostro Fratel Robert, potesse rinnovare il suo impegno con il Signore in un giorno tanto significativo.
Rendiamo grazie a Dio per il dono delle vocazioni.

La comunita' di Chaaria



venerdì 29 aprile 2011

La notte più lunga

Nessun generatore funzionante.
Il pannello solare ha tenuto solo fino a mezzanotte, poi e’ stato il buio totale. Abbiamo distribuito candele ovunque, ma lo staff continuava a lamentarsi quasi che il problema fosse mio, e che non facessi niente per dare loro la luce.
“Come facciamo a prendere le vene ai bambini?”, mi chiedono, quasi come se io avessi la possibilita’ di risolvere una situazione per me insolubile.
Di acqua non ce n’e’ piu’ e lo stesso dicasi del materiale da sterilizzare.
Stamattina abbiamo mandato il trattore a Chaaria a raccogliere l’acqua al fiume, mentre l’ambulanza e’ andata a Nkubu a sterilizzare.
In sala lavoriamo con il supporto del generatore piccolo, che comunque ci da’ pochissima corrente, e non ci permette di usare l’aria condizionata.
Tutte le volte che il motore grippa un po’ e le luci si abbassano, per noi e’ una vera angoscia. 
Poi e’ successo davvero....
Il generatore si e’ spento mentre tentavamo di chiudere il peritoneo alla fine di una appendicectomia, ed abbiamo terminato al buio!.
E’ uno stress difficile da gestire emotivamente. Tutti che chiedono: quando arrivera’ la luce? Ed io che non ho risposte, ed ho in cuore l’angoscia che da un momento all’atro potrebbe arrivare la decisione di chiudere l’ospedale, vuoi per mancanza d’acqua e vuoi per impossibilita’ di sterilizzare.


PS: la situazione si sta lentamente normalizzando questa sera... e’ arrivata la luce di rete, e Kimathi sta ultimando le riparazioni del generatore che dovrebbe essere attivo domani in giornata.
In nottata ci affideremo ancora ai pannelli (che oggi si sono ricaricati bene e non dovrebbero quindi tradirci) ed al generatore piccolo, nella malaugurata evenienza che mancasse di nuovo l’elettricita’.
Le pompe ora hanno riempito i nostri tank... e la mia prima doccia dopo 3 giorni e’ stata mitica.
In sala possiamo usare l’aria condizionata, e questo rende la vita un po’ meno dura a Pietro e Federica, che sono arrivati ieri in una situazione disperata, ma hanno dimostrato una capacita’ di adattamento davvero africana.
Tutto il materiale di sala e’ adesso sterile.
Speriamo solo che la luce non se ne vada di nuovo...

Fr Beppe Gaido

giovedì 28 aprile 2011

La legge di Murphy

In parole povere questa legge esprime matematicamente quello che tutti noi sperimentiamo quotidianamente: “piove sempre sul bagnato” potrebbe essere la traduzione popolare della legge di Murphy.
E’ come se, quanto piu’ speriamo che qualcosa non accada, quel fattaccio si avvera proprio quando meno lo desideriamo.
Ed e’ successo ancora una volta!
Da ieri manca la corrente elettrica, e proprio in occasione di un black-out di tali dimensioni, entrambi i generatori sono andati in panne.
Il nostro elettricista Reuben e’ riuscito a riparare oggi il piccolo, e siamo quindi riusciti ad avere un po’ di corrente almeno per fare le ecografie, le gastroscopie e gli esami di laboratorio... Ma senza il generatore grande non si parla di pompare acqua, di usare le lavatrici o di sterilizzare.
Abbiamo razionato l’acqua in modo estremo, riducendo al minimo le pulizie, e sospendendo ogni tipo di irrigazione. In lavanderia abbiamo lavato a mano; ma il vero problema e’ che non riusciamo a sterilizzare e pare che il generatore grosso non sara’ pronto prima di domani sera... nella piu’ ottimista delle ipotesi possibili!
Per stanotte avremo la luce dei pannelli solari per le camere dell’ospedale, mentre comunita’ e Buoni Figli useranno le lmpade a petrolio. Se ci sara’ un cesareo, accendero’ il generatore piccolo... ma se i cesarei fossero piu’ di due, potrei non avere materiale sterile e potrei trovarmi nella situazione di dover trasportare a Meru l’operanda.
Inutile dire che questa nostra situazione e’ davvero stressante e ci fa toccare con mano quanto siamo vulnerabili e davvero attaccati ad un filo.
Tutto dipende dalla corrente, e questa diventa sempre piu’ erratica ed inaffidabile! Nessuno forse ci bada in Italia, perche’ l’elettricita’ c’e’ sempre; ma qui l’energia e’ il nostro stress numero uno: quando capita che insieme manchi la luce per moltissime ore ed i generatori non funzionino, allora tutto crolla con un effetto domino: non vanno le pompe e quindi non c’e’ acqua; senz’acqua non si puo’ lavare la biancheria e non si puo’ fare l’igiene dei pazienti; anche se poi si andasse al fiume per il bucato (cosa che potrebbe succedere gia’ domani), poi comunque non si potrebbe sterilizzare (e sempre domani potrebbe succedere che andiamo ad elemosinare in qualche ospedale la possibilita’ di usare le loro autoclavi).
Questo e’ quanto sta capitando oggi a Chaaria per il solito effetto della legge di Murphy. Il generatore grande non avrebbe potuto andare il blocco in una normale giornata in cui le interuzioni di energia durano per pochi minuti... sarebbe stato troppo facile! Era giurato che il problema meccanico si verificasse quando la normale corrente di rete sarebbe mancata per 48 ore o forse piu’.
Penso a strutture amiche, come Ndugu Zangu in Kenya o come l’ospedale comboniano di Mapuordit in Sud Sudan, i quali hanno un sistema di pannelli solari che li rende totalmente indipendenti... oppure all’ospedale di Kiremba in Burundi (dove alcuni miei amici lavorano), che produce tutta la corrente necessaria con una turbina privata. Sospiro sconsolato, dicendo a me stesso che sarebbe bello se anche noi potessimo essere indipendenti dal punto di vista energetico.

Fr Beppe Gaido

mercoledì 27 aprile 2011

Il tipo di fratello che più mi piace

Mi chiamo Kimani e sono debole mentale; la gente sempre ritiene che io non sia capace a pensare e ci relega negli istituti considerandoci piu' o meno come spazzatura.
Sono al Cottolengo da quando ero bambino, e quindi mi sono fatto le mie idee anche sulle persone che sono al nostro servizio.
Oggi parlo dei Fratelli perche' sono quelli con cui siamo piu' direttamente in contatto... ma le cose che dico possono essere applicate benissimo anche alle suore.
Io ritengo che il Fratello migliore per noi sia quello che ha tanta pazienza e tanta gentilezza. Noi abbiamo bisogno di tenerezza; siamo tutti abbandonati dalle nostre famniglie ed isolati dalla societa'. Un Fratello che sia sempre buono e tenero con noi aiuta veramente tanto, mentre uno sempre burbero e altezzoso ci fa star solo male. E' vero che siamo come bambini, e quindi dobbiamo essere anche aiutati a crescere un po', ma e' altrettanto vero che con le buone maniere e con la dolcezza noi rispondiamo molto meglio. La durezza di carattere ci inibisce e ci fa paura; la bonta' apre il nostro cuore.
Poi penso che una caratteristica altrettanto significativa per un Fratello che si dedica a noi, sia quella della dedizione: e' importante vedere un Religioso che sta con noi dal mattino alla sera. In questo modo comprendiamo che siamo importanti per lui, ed abbiamo un posto significativo nella sua vita; ma se un Fratello, che si dice al nostro servizio, non e' mai presente al nostro fianco, non credo che a ragione possa chiamarsi nostro servitore.
Poi mi piacciono i Fratelli che si tirano su le maniche e lavorano veramente: tutti mi parlano di un certo Fr Gabriele che in Italia ha sacrificato la vita per i Buoni Figli. Ebbene, mi dicono anche che li lavava, e prestava loro tutti i servizi piu' umili, in modo diretto. Mi piace quando vedo un Fratello che fa i bagni ai miei compagni o li aiuta ad andare al gabinetto... io per fortuna mi so lavare da solo e sono indipendente per i servizi!
E' molto diverso vedere un Religioso curvo su una vasca da bagno e grondante di sudore, dall'incontrare invece un altro tipo di Fratello che passa solo per qualche attimo dando ordini ai dipendenti di fare i bagni. I Fratelli direttamente prestano i loro servizi, ed i dipendendi sono li' per aiutarli a fare quello che loro non riesce a portare a termine. Il Fratello non puo'essere un datore di lavoro che non si sporca le mani... almeno questo lo penso io che sono un handicappato!
Il Fratello che mi piace di piu' e' quello che cosidera i momenti di punta del lavoro come sacri: sara' quindi sempre presente ad imboccare chi non puo' mangiar da solo; a lavare i denti dei piu' gravi; a pulire il "sedere" di tanti di noi. Non manchera' mai a questi momenti sacri!
Poi, se puo', si concedera' anche una partita a dama con noi, perche' noi siamo i suoi figli e la sua famiglia... non sara' sempre li' a cronometrare i minuti di servizio, pronto a sfrecciare via ed a ritirarsi in camera sua! Il tempo speso con noi lo rendera' felice e realizzato, perche' lo qualifichera' come autentico Fratello del Cottolengo.
Ecco un po' di pensieri sparsi, ma spero che mi abbiate compreso lo stesso. Un abbraccio a tutti.

Adriano Kimani


Gente di Chaaria

Ringrazio di cuore il Signore che mi permette di avere mia madre qui a Chaaria.
La sua presenza e' un silenzioso aiuto ed un incoraggiamento continuo nelle fatiche di ogni giorno. 
Qui la vedete durante una delle rarissime uscite in cui ci siamo concessi una pastasciutta  all'italiana.

Fr Beppe
 
 

martedì 26 aprile 2011

Chissà chi ha pregato di più...

Sono le due di mattina e sfortunatamente il cicalino si rifa’ sentire. Dormivo da un’ora soltanto a causa di un caso di aborto arrivato in tarda serata.
E’ Madidia che con voce brillante mi annuncia che c’e’ un altro cesareo. Gia’, lei e’ tutta pimpante perche’ lei fa la notte e domattina dormira’...
Raccolgo le idee ed inizio a chiamare al telefono Makena, che si sveglia di soprassalto ma risponde prontamente all’appello. Poi mi dirigo verso la stanza di Antonio e lo tiro fuori dal sonno con un certo senso di colpa, visto che anche la notte prima era stato disturbato alle tre per una emergenza ipertensiva... ma anche lui non si fa chiamare due volte.
Cammino poi verso la camera di fr Roberto, che purtroppo deve essere coinvolto in questo periodo... come autista.
Infatti, non avendo volontari per la sala, dobbiamo andare a prendere Makena a casa sua... sarebbe lungo e pericoloso farla venire a piedi.
E cosi’ anche stavolta la “macchina-cesareo-notturno” si mette faticosamente in moto.
Mentre aspetto l’arrivo di Makena e di Antonio, io inizio a praticare la spinale con l’ausilio di Madidia.
Poi giungono entrambi, ed il nostro lavoro inizia a procedere abbastanza liscio... purtroppo si tratta di una donna che ha gia’ subito altri due precedenti cesarei, e questo crea qualche difficolta’ nella tecnica chirurgica; ma ce la caviamo ugualmente, e pian pian arriviamo alla fine dell’operazione.
Ci abbiamo impiegato quasi un’ora e mezza, cioe’ circa trenta minuti in piu’ del previsto... e quindi un’altra mezz’ora e’ stata rubata alle nostre notti sempre cosi’ battagliate e troppo brevi.
E’ sempre dura essere chiamato di notte per un cesareo, soprattutto con uno staff molto variabile, in assenza dell’anestesista, e con la costante angoscia di fallire la spinale e doversi affidare ad una pericolosa “generale”.
Pero’, il momento in cui si tira fuori dal ventre materno una creatura vivace e scalpitante, che urla a squarciagola e ti fa la pipi’ addosso mentre la passi all’assistente di sala, e’ davvero esaltante e commovente. Direi che sono attimi magici ed estremamente gratificanti.
Ti senti davvero partecipe della gioia di quella donna; ti pare di aver fatto concretamente qualcosa per lei e per il figlioletto... onestamente, un po’ ti senti papa’!
Sulla scia di tali sensazioni, in questo periodo ho spesso delle intuizioni interiori confuse che non ho ancora elaborato appieno ma che in qualche modo mi portano ad scorgere una specie di dimensione contemplativa del nostro lavoro nel campo della maternita’.
Cerco di spiegarmi meglio: sempre la Chiesa si schiera a favore della vita; sempre vuole difenderla dal primo istante del suo concepimento...
E non e’ proprio quello che facciamo noi quotidianamente per ventiquattr’ore al giorno?
Siamo sempre pronti ad intervenire, dimenticando stanchezza e sonno, perche’ vogliamo che le mamme che si affidano a noi, possano andare a casa con un bel bambino sano e robusto. Quante morti perinatali (ed anche materne) sono state evitate da quando abbiamo aperto la maternita’? Non lo saprei dire con certezza, ma certamente nell’ordine delle migliaia!
Ed ecco quello che intendo in qualche modo farvi percepire: l’ostetricia vissuta gratuitamente e come servizio incondizionato, puo’ diventare un forte messaggio che noi diamo alla societa’: noi lottiamo per la vita, la difendiamo, la vogliamo far prevalere ad ogni costo, perche’ la vita e’ dono di Dio. E siamo disposti a far questo anche con enormi sacrifici personali. Non abbiamo scelto i proclami od i lunghi discorsi: ci siamo messi nella linea dei fatti e dell’impegno personale concreto.
Siamo quindi disponibili in sala parto o nel reparto operatorio di giorno e di notte, sempre con questa idea fissa: dobbiamo difendere la vita!
Si puo’ quindi dire che un cesareo fatto alle due di notte possa essere considerato un atto di collaborazione con l’eterna opera creativa di Dio che dona la vita?
Io penso di si’, anche se non so se i teologi mi darebbero ragione.
A me pare che il sacrificio quotidiano di lottare sempre per la vita nascente (pur con le inevitabili sconfitte) possa essere ritenuto quasi come una preghiera: se fossi stato pigro e non mi fossi alzato stanotte, certamente un bimbo sarebbe morto ed ora una madre giacerebbe disperata della sua angoscia!
Con questi pensieri in testa, saluto ed auguro “buona notte” ad Antonio e Makena, e mi dirigo verso la comunita’ a chiamare Fr Roberto per il trasporto a casa della strumentista.
Lo trovo in cappella. Ha preferito attendere la fine del cesareo davanti al tabernacolo, invece che nel suo letto. Mi ha certo dato una bella testimonianza di dedizione al Signore; ma mentre lui saliva in macchina ed io tornavo in camera, continuavo a chiedermi: “chissa’ chi ha pregato di piu’ tra noi due!”.

Fr Beppe 


Progetto Bomboniere Solidali

Progetto Bomboniera solidale 

Ci  è stato segnalato che alcune Onlus su richiesta, in seguito a donazioni effettuate in occasioni particolari quali Matrimoni etc. rilasciano un attestato da distribuire agli invitati. 
Come tutti voi sapete e apprezzate, l'Associazione Volontari Mission Hospital Chaaria - Kenya (Onlus) è contraria a tutto ciò che origina spese non strettamente indispensabili; infatti come sapete non vengono mai spedite comunicazioni né pubblicità cartacea.
Ciò nonostante, tenendo conto che a qualcuno farebbe piacere poter condividere la propria scelta, abbiamo pensato a questa soluzione: da oggi chi desidera, nelle proprie occasioni importanti, sostituire le tradizionali bomboniere - che spesso finiscono abbandonate nei cassetti - con una donazione, potrà richiedere all'Associazione un biglietto personalizzato con i nomi dei donatori o dei festeggiati, che testimonierà la  sua apprezzabile decisione.
Il biglietto che attesterà la donazione sarà in formato A4 piegato a metà, nella prima pagina illustrata saranno riportati i nomi dei festeggiati e della Missione destinataria, all'interno un testo di presentazione della Missione e delle attività svolte; sul retro il logo dell'Associazione Volontari, ma... tutto vi verrà spedito in un file per posta elettronica.
Voi lo potrete stampare nel numero di copie che vi servono e sul supporto cartaceo che preferite per poterlo poi distribuire a parenti e amici.
Vi potremo fornire biglietti per Matrimoni, Battesimi, Comunioni, Cresime, Nozze d'argento e d'oro e Compleanni o altro a richiesta.
Se desiderate richiedere il biglietto personalizzato, dopo avere effettuato il bonifico, dovrete comunicare all'Associazione i nomi dei festeggiati (in caso di minori anche quello dei genitori) e l'indirizzo mail al quale spedire il file.
Per informazioni contattare la Sig.ra Daniela Albano scrivendo una mail all'indirizzo daniela-albano@teletu.it


Eventi disponibili da scegliere








Esempi di Biglietti per le Bomboniere Solidali






Scarica qui il modello per l'ordinativo
delle Bomboniere solidali, da compilare, 
salvare ed inviare come allegato email
dopo aver fatto il bonifico bancario...












 
 
Coordinate per il Bonifico Bancario

Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso
e Sant'Albano di Stura - Agenzia n.15 - C.so Orbassano n.290 Torino
Associazione Volontari Mission Hospital Chaaria - Kenya (Onlus)
Via Cottolengo 13 - 10152 Torino - C.F. 97653480018
Conto corrente numero: 000150100145

IBAN: IT04 U088 3301 0010 0015 0100 145
ABI: 08833
CAB: 01001
CIN: U
BBAN: U 08833 01001 00015 0100 145
BIC: ICRAITMMN50
CAUSALE: Bomboniere Solidali di (nomi sposi/festeggiato)



Grazie a tutti.
Daniela e Max Albano



Gli angeli che hanno già aderito all'iniziativa...



- Federica e Massimo: Battesimo di Gabriele, il giorno 2 giugno 2011 nella  Parrocchia dell’Ascensione di Fosdondo.

- Andrea e Silvia: Battesimo di Alice e Martina, il giorno 3 luglio 2011 a Varallo Pombia (No).

 

lunedì 25 aprile 2011

Sala operatoria: arrivati architrave

Con riconoscenza inviamo foto della costruzione in data odierna. Al momento i muratori stanno preparando l'architrave in cemento che correra' al di sopra delle finestre. Dopodiche' si inizieranno a preparare le capriate per il tetto.
Esprimiamo ancora la nostra riconoscenza ai Superiori della Piccola Casa ed a tutti i benefattori che ci sostengono economicamente nello stupendo progetto che ormai non sembra piu' cosi' lontano.

La comunita' di Chaaria



Pasquetta

“Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti”... e’ quanto preghiamo ogni mattina nell’inno del tempo pasquale... ed in effetti oggi il cielo e’ terso, dopo una notte di buona pioggia. Il sole e’ davvero sfavillante, mentre nell’aria limpida svolazzano e fanno un baccano tremendo gli ibis.
Il cielo della stagione delle piogge e’ bellissimo: di un blu profondo che attira gli sguardi e ti ipnotizza a contemplarlo, come a volte mi succede davanti ad un mare pulito e tranquillo. Il sole e’ bruciante e prepotente: ti verrebbe voglia di sdraiarti su un asciugamano e prendere la tintarella.
Ma oggi purtroppo non e’ giornata per scampagnate “fuori porta”: infatti e’ festa anche da noi, ma la gente affolla l’ospedale, dimenticandosi completamente della ricorrenza.
In piu’ mancano molte figure chiave nel nostro personale, a motivo della festivita’: il dott Ogembo fa volontariato solo per poche ore; manca Jesse, e cosi’ la maggior parte dei clinical officers.
Questa e’ un po’ la croce del nostro perenne lavorare sotto staff e con risorse economiche “non illimitate”: da una parte, tutti i dipendenti vogliono essere in famiglia per le feste comandate; dall’altra pure noi siamo un attimino restii ad proporre straordinari, che verrebbero pagati doppio... perche’ a volte arrivare alla fine del mese e coprire tutte le uscite non e’ cosi’ semplice.
E cosi’ i giorni festivi ed i week end sono diventati per noi una specie di incubo, in cui la densita’ dei clienti non si riduce (in quanto tutti pensano che, andando in giorno festivo o nel fine settimana, si incontrerebbe una lista di attesa meno nutrita)... ma il personale disponibile e’ sempre scarno ed insufficiente rispetto ai bisogni.
Ma, come spesso dico a me stesso, “meno male che l’ospedale e’ pieno, perche’, se fosse vuoto, questa sarebbe una indicazione chiara che Dio non e’ contento di noi e la gente non apprezza i nostri servizi”.
Ma devo dire che anche oggi da questo punto di vista possiamo star tranquilli, in quanto abbiamo registrato il “tutto esaurito”... e per la legge statistica di Murphy, che puntualmente si avvera a Chaaria, oggi che non c’era l’anestesista abbiamo avuto quattro cesarei ed una revisione della cavita’ uterina... ormai lo sappiamo che Murphy normalmente ci azzecca, ed allora non ce ne stupiamo piu’.

Fr Beppe

domenica 24 aprile 2011

Easter

La veglia pasquale e’ durata un’eternita’. Cinque ore di messa a cui si aggiunge un’ altra ora di attesa prima che la funzione iniziasse… purtroppo qui e’ spesso cosi’: pian piano ci si abitua al cosiddetto “African time” e non ci lamentiamo: anzi, cogliamo il tempo di attesa davanti al falo’, come un momento utile per un po’ di meditazione.
Durante la celebrazione ci sono stati anche i battesimi di alcuni bimbi.
Siamo usciti di Chiesa alle 23.30 con lo stomaco che borbottava reclamando la cena. Abbiamo camminato con attenzione nel buio pesto di una notte senza luna.
Arrivati in ospedale abbiamo trovato la sorpresa: quattro persone da suturare, in seguito ad attacchi con machete: evidentemente questi pazienti avevano scelto di non andare in chiesa per la veglia!
E’ stato un lavoro lungo e stancante... A letto ci siamo andati dopo l’una di notte, e questo ha reso il nostro riposo molto breve.
Ci siamo svegliati come zombi, con gli occhi gonfi e lo sbadiglio facile: la messa nella lavanderia dell’ospedale pero’ e’ stata bellissima. C’erano sia i pazienti che i Buoni Figli; i membri dello staff hanno organizzato dei bellissimi canti con qualche danza semplice e trascinante. L’uso dei tamburi e della kayamba ha reso l’eucaristia ancor piu’ calda: e’ stata davvero una messa di Pasqua.
Ma subito dopo, il Chaaria Hospital si e’ presentato per quello che e’: cesareo urgente per eclampsia; altri tre da programmare durante il giorno a causa di disproporzione cefalo-pelvica, un tentativo di suicidio con anticriptogamici, uno stato di male epilettico in corso di malaria cerebrale, ed un  raschiamento per aborto incompleto ed emorragia profusa. Pur in questo marasma, oggi ho avuto modo di pensare molto al giuramento di Ippocrate che tutti i medici osservano… Infatti all’uscita dalla sala operatoria, dopo uno dei cesarei, ho trovato un gruppo di nostre infermiere che discutevano animatamente.
Stavano parlando della giovane ventenne che si era fatta inserire un bastoncino in cervice per porre termine alla gravidanza (le nostre nonne usavano il ferro da calza). Erano scandalizzate perche’ si trattava di una gestazione avanzata di circa 4 mesi, e dicevano che la malata era colpevole di un atto abominevole e che avrebbe dovuto pagarne le conseguenze.
Con calma io ho cercato di farle ragionare: “Noi non siamo Dio… lasciamo a Lui il compito di giudicare… Ora davanti a noi c’e’ solo una poveretta che sanguina, e che potrebbe anche morire se non la aiutiamo… E’ estremamente importante che noi medici ed infermieri ci asteniamo da qualsiasi giudizio… a noi non interessa se una persona e’ colpevole o innocente: il nostro compito – come ci ricorda Ippocrate – e’ quello di schierarci sempre per la vita, senza mai fare nulla che possa in qualche modo metterla in pericolo… Sono sicuro che il Signore sapra’ toccare il cuore della ragazza e farla riflettere. Ora diamoci da fare”.
La risposta dello staff e’ stata ottima: un giro di sguardi che significavano totale supporto per quanto avevo detto… e poi tutti ai loro posti per soccorrerla in fretta.
“Le faremo il regalo di Pasqua, aiutandola senza chiederle niente e senza rimproverarla!”.
“ E’ cosi’ che mi piacete… Ora al lavoro: prepariamo la sala e facciamo le prove crociate su due sacche di sangue”.

Fr Beppe Gaido 


sabato 23 aprile 2011

Auguri di Buona Pasqua a tutto il mondo




Buona Pasqua!

Happy Easter!

Ich wünsche Dir ein schönes Osterfest!

Joyeuses Pâques!

Pasaka njema

 
Bro Beppe, Bro Roberto Trappa, Bro Robert Maina, Bro Joseph Muchiri, Bro Richard


Auguri di Buona Pasqua da Fr. Giancarlo


“Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"". Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: "Ho visto il Signore!" e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,17-18)

Gridiamo con la nostra vita: “Ho visto il Signore!”.
E’ questo il mio sincero augurio per questa Pasqua di Resurrezione.

Auguri

Fratel Giancarlo di Maria Immacolata

Sono partiti

Li abbiamo salutati ufficialmente durante la cena del giovedi’ santo, e poi alle 5 di mattina di venerdi’ 22 aprile, in compagnia del nostro Joseph, sono partiti alla volta di Nairobi, dove l’aereo della Ethiopian Ailines li aspettava per riportarli felicemente in Sardegna, per la Pasqua “con i tuoi”.
Li ringraziamo di tutto quanto hanno fatto per noi e per i poveri di Chaaria, ma soprattutto per la grandissima disponibilita’ e per l’entusiasmo dimostrato in queste due settimane.
Siamo stati bene con loro, e speriamo che Chaaria costituisca un tassello importante nel cammino della loro vita.
Dai loro discorsi abbiamo avvertito un grande amore verso i poveri, ed una notevole determinazione a ripetere l’esperienza con noi, per renderla ancora piu’ piena e fruttuosa.
Speriamo quindi di poterli rivedere presto qui in Kenya.
Al momento Chaaria e’ sguarnita; non ci sono volontari... ma attendiamo l’arrivo dei nuovi collaboratori il 28 aprile.
Mentre saluto tutti i volontari passati e futuri, desidero augurare ai lettori del blog una Pasqua gioiosa e serena, colma dei doni che Gesu’ risorto ha pensato per ognuno di voi.
Pasqua e’ gioia, perche’ Cristo ha vinto la morte ed ha promesso di essere con noi fino alla fine dei tempi.
AUGURI.

Fr Beppe Gaido

Un caso di angioma tuberoso

Si tratta di un bimbo di due mesi che presenta la lesione indicata nella foto a partire dalla terza settimana di vita.
E’ una lesione vascolare nodulare, di consistenza molle e di colore viola scuro.
Abbiamo posto diagnosi di angioma tuberoso, lesione brutta a vedersi, ma benigna e con prognosi molto positiva
E’ in genere presente alla nascita o compare subito dopo (nel nostro caso circa 21 gioni dopo il parto), e solitamente regredisce spontaneamente entro il quinto anno di eta'.
Durante il primo anno di vita c’e’ una forte tendenza all’ingrandimento. Quindi la lesione si stabilizza e regredisce completamente entro il quinto anno di vita. Una piccola percentuale scompare piu’ tardi, comunque entro il decimo anno di vita.
Condiderando l’altissima percentuale di remissioni spontanee e la benignita' del quadro clinico, ho consigliato ai genitori di non fare nulla e di attendere fino al quinto anno di vita.
La lesione e’ infatti asintomatica ed il bimbo non ha problemi nell’allattamento.
Inoltre le terapie sarebbero costose, e non sono neppure sicuro se sarebbero reperibili facilmente nella nostra situazione (laser pulsato, criochirurgia).

Fr Beppe Gaido

Fonti:
Thomas B. Fitzpatrick, ATLANTE DI DERMATOLOGIA CLINICA, Mc Graw Hill, seconda edizione

venerdì 22 aprile 2011

Buona Pasqua


Auguri di Buona Pasqua 
a tutti i lettori del Blog...

In sala come alla Via Crucis... l'eterna tensione tra azione e contemplazione

Il Venerdi' Santo qui e' festivo, per cui non ho avuto ne' Jesse ne' Ogembo presenti al lavoro.
Ma la gente non ha davvero rispettato questa festivita' religiosa e si e' presentata in massa. Per me e' quindi stato difficilissimo partecipare anche solo ad una parte dell'azione liturgica del venerdi' santo in parrocchia.
Pure stasera alle 21, quando sarebbe stato l'orario della via crucis con la comunita', io ero in sala per il terzo cesareo della giornata.
A volte vivo una specie di tensione interiore: "Devo pregare o devo lavorare?"
Vorrei pregare e stare in silenzio in cappella, soprattutto in giornate solenni e pregnanti come quella di oggi... ma come faccio a farlo (almeno nel modo convenzionale del termine), se proprio in quel momento mi si presenta un'emergenza o se il corridooio e' pieno di malati che aspettano di essere visitati... non posso certo mandarli via con la scusa che devo andare in Chiesa!
Oggi, proprio mentre ero dilaniato da questa tensione interiore che per me e' quasi quotidiana, una suora si e' mostrata molto stressata perche' c'era da portare a casa un cadavere proprio nell'ora in cui stava per iniziare la funzione liturgica... e' venuta a lamentarsi da me, mentre ero alle prese con una coda di vari clienti ambulatoriali in attesa.
Ho preferito non commentare le sue lamentazioni che non tenevano in alcun conto la mia situazione, e le ho detto che pure accompagnare quel cadavere era un atto di misericordia e quindi di preghiera, visto che non c'era nessun altro che potesse farlo... la suora e' comunque riuscita ad andare, tornare ed entrare in chiesa molto prima del sottoscritto.
Stasera comunque, durante l'ultimo cesareo, ho avuto come una intuizione interiore: avevo appena praticato la spinale e quella mamma si e' immediatamente rilassata, in quanto l'anestetico le aveva fatto passare le doglie.
L'abbiamo messa giu' sul lettino, e, dopo aver verificato il livello dell'anestesia, le abbiamo legato le mani sui due reggibraccia posti a croce ai lati del tavolo operatorio. Quella donna sdraiata e con le braccia aperte, mi e' sembrata veramente un crocifisso, e mentre mi accingevo ad iniziare l'intervento, mi sono sentito unito ai Fratelli che pregavano la via crucis. Sono state forme diverse di preghiera, ma anche io stavo in sala con un crocifisso. Pure la sua posizione fisica me lo ricordava! Ed era importante che la mia via crucis fosse al tavolo operatorio e non in cappella, perche' quel bimbo e' nato molto "stressato" e sofferente... e, se avessimo atteso anche solo qualche minuto, probabilmente non sarebbe sopravvissuto.
Ora sto per andare a letto, e mi viene da pensare che ci sono tanti modi di pregare e di incontrare il Cristo, anche nella Settimana Santa.

Fr Beppe


Venerdì Santo

La giornata di oggi proprio non ci piace.
A noi piace la Pasqua, la resurrezione, la gioia  che nasce dal fatto che Cristo ha vinto la morte e sara’ con noi fino alla fine del tempo.
Eppure non c’e’ risurrezione senza la morte; non c’e’ Pasqua senza la croce.
Gia’! La croce, che nessuno ama e da cui tutti rifuggono. La croce che pero’ non se ne vuole andare e sempre ci rincorre.
Non ci piace soffrire. Vorremmo la vittoria della Pasqua, senza dover passare per quella “porta stretta” che e’ il Venerdi’ Santo... ma poi dobbiamo ammettere che non e’ possibile. Dobbiamo accettare la croce! Croce che a volte viene dagli altri, con le loro calunnie, le loro maldicenze, il poco amore nei nostri confronti, i loro giudizi senza pieta’, la loro scarsa o nulla gratitudine.
Croce che a volte nasce da quello che siamo noi: dalle nostre incoerenze, dai tradimenti ai doveri del nostro stato di vita, dalla nostra congenita incapacita’ di essere retti (vediamo il bene, ci affasciniamo ad esso, lo vogliamo compiere con tutte le nostre forze... ma poi impercettibilmente ci pieghiamo al male... e poi ne paghiamo le conseguenze con dei forti sensi di colpa).
Il Venerdi’ Santo e’ anche un giorno di solitudine e di vuoto: Cristo e’ stato tradito da quasi tutti (incluso Pietro che lo ha rinnegato tre volte), e sulla croce dubita di essere stato abbandonato anche dal Padre (“Mio Dio, mio Dio, perche’ mi hai abbandonato?”). Non ci piace neppure questo aspetto del Venerdi’ Santo... eppure la vita ci dimostra che anche in questo la passione di Gesu’ e’ un paradigma della nostra vita. Quanta gente ci ha traditi; quanti amici si sono dileguati nel nulla, magari quando avevamo piu’ bisogno di loro; quante volte abbiamo anche noi pensato nel nostro dolore: “Ma se Dio esiste davvero, come fa a permettere che ci succeda questo?”.
Quante volte anche noi abbiamo subito il dolore di corone di spine conficcate sulla nostra testa dalla cattiveria altrui; oppure, come Cristo, siamo stati messi al ludibrio e sputacchiati in faccia con maldicenze e cattiverie. Noi pero’ non siamo buoni come Gesu’ che rimaneva in silenzio “come agnello mansueto portato al macello”: noi cerchiamo la rivalsa e a volte la vendetta... pensiamo che, reagendo e colpendo chi ci ha feriti, staremo meglio; ma e’ un circolo vizioso di rivincite; la sofferenza in tal modo non si placa, ma invece si perpetua e si autorigenera.
Non ci piace il dolore fisico che il Venerdi’ Santo ci propone cosi’ trucemente sulla pelle del Salvatore, e, quando non stiamo bene o siamo malati, ci lamentiamo con Dio dicendo: “ma cosa ho fatto di male per meritarmi questo? Guarda invece i delinquenti a cui va sempre tutto bene!”
Eppure Gesu’ ha sopportato le torture in silenzio. Noi invece ci lamentiamo continuamente della sofferenza; ma questo non aiuta ad esorcizzarla.
Non ci piace neppure che Gesu’ sia morto davvero e sia deposto nel sepolcro: lo vorremmo vittorioso e “superstar”, perche’ gli eroi perdenti non sono di nostro gradimento. Lui invece giace sconfitto. Questo umano sentimento verso Cristo esprime la nostra riluttanza ad essere messi da parte, a non contar piu’ nulla, ad essere ridotti al silenzio.
Ma se ci e’ passato Cristo, il nostro Maestro, e’ chiaro che pure noi dobbiamo seguire la stessa strada. Fa male, ma e’ inevitavile.
Non si arriva alla domenica di Pasqua senza passare dal Calvario.
Ecco, questo e’ l’insegnamento che il Venerdi’ Santo quest’anno mi ispira e che, con riluttanza, cerchero’ di seguire.

Fr Beppe

giovedì 21 aprile 2011

Ken in ospedale

Ora sta bene e gira qua e la’ tra i cameroni… ma quando e’ arrivato stava veramente “da cani”. Abbiamo temuto di perderlo!
La malaria era positiva, e lo abbiamo assistito con del chinino in vena.
L’auscultazione del torace era drammatica, indicando una forma grave di polmonite. Da questo punto di vista gli abbiamo prescritto del rocefin ed una bassa dose di cortisonici per pochi giorni.
Ken ha risposto benissimo alla terapia ed ora e’ in perfetta forma. Lo vedete sul passeggino dove qualche volta si riposa, ma vi assicuro che corre e salta come una gazzella.
Adesso aspettiamo solo che Sr Anselmina venga a riprenderselo per portarlo nuovamente a Nkabune con gli altri bambini orfani come lui.
Guardando Ken crescere a vista d’occhio, non posso fare a meno di pensare a quanto il tempo corra veloce e ci sfugga via dalle mani. Ken cresce... e noi invecchiamo!
Ringraziamo ancora coloro che ci sostengono nel servizio ai piccoli orfanelli.

Fr Beppe Gaido


Ancora circoncisioni maschili

Aprile e’ nuovamente tempo di circoncisioni maschili tradizionali. Non sono cosi’ tanti come come a dicembre, ma anche stavolta l’ospedale si e’ riempito di giovani che vengono ricoverati per l'intervento chirurgico e per le medicazioni, all'incirca per 5 giorni.
Li abbiamo collocati in un ambulatorio della nuova struttura CDF, in quanto tradizionalmente essi devono essere ricoverati in un ambiente separato da quello dei malati ordinari... ed inoltre non avremmo avuto la possibilita' di sacrificare per loro una stanza di degenza, avendo il pienone di ricoveri.
Ringraziamo la Provvidenza di questa struttura cosi' versatile che usiamo nei modi piu' disparati: da colsultorio e unita' vaccinale, ad ambulatorio oculistico, a studio per il Dr Antonio e per i clinical officer, a ufficio per la segretaria.
Tornando ai circoncisi, essi sono al momento 12... anche questa nostra attivita' si colloca nell'ambito del nostro impegno di lotta all'AIDS ed all'epatite. Ofriamo infatti ai ragazzi un intervento eseguito sterilmente, delle medicazioni asettiche e gli antibiotici necessari per prevenire le infezioni.

Fr Beppe


Celebrazioni Pasquali 2011




PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA - CHIESA GRANDE



17 Aprile - DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

Ore 09.30 Nel Cortile della Chiesa Casa di Dio “Frassati”:
Benedizione delle Palme e PROCESSIONE verso la
Chiesa Grande dove si celebrerà la S. MESSA.

Ore 16.00 S. Rosario – Esposizione - Vespro – Benedizione.

 

21 Aprile GIOVEDÌ SANTO
Ore 20.45 S. MESSA nella “CENA DEL SIGNORE”.

22 Aprile VENERDÌ SANTO
Ore 06.20 UFFICIO DELLE LETTURE E LODI.
Ore 16.00 solenne Azione Liturgica della PASSIONE DEL SIGNORE.
Ore 20.45 VIA CRUCIS.

23 Aprile SABATO SANTO
Ore 06.20 UFFICIO DELLE LETTURE E LODI.
Ore 21.00 solenne VEGLIA PASQUALE.

24 Aprile PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE
Ore 06.45 Lodi inserite nella S. Messa.
Ore 10.00 S. Messa.
Ore 16.00 S. Rosario - Esposizione - Vespro - Benedizione Eucaristica.

25 Aprile Lunedì dell’Angelo
Ore 06.45 Lodi inserite nella S. Messa.
Ore 16.00 S. Rosario - Esposizione - Vespro – Benedizione.


Nella Chiesa CASA DI DIO - “FRASSATI”:
- Giovedì Santo: ore 16.00, S. Messa.
- Venerdì Santo: ore 15.00, Azione liturgica della Passione del Signore.

BUONA PASQUA!
Deo gratias!


mercoledì 20 aprile 2011

Campaign against counterfeit medicines

Ieri sera alle ore 18.30 ho partecipato ad un incontro tenutosi a Meru presso il Three Steers Hotel ed organizzato dall’Ambasciata Americana in Kenya, con la partecipazione di vari organismi governativi kenyoti. Si e’ trattato di una grande assise a cui hanno partecipato Medici, Farmacisti, Infermieri, Politici locali, rappresentanti dei consumatori e uomini d’affari. La serata e’ iniziata con la proiezione di un emozionante video realizzato dall’OMS, in cui si e’ inquadrato il problema.
Quello delle medicine contraffatte e’ un business miliardario, ed e’ un crimine contro l’umanita’ perche’ e’ fatto ai danni dei pazienti, molti dei quali possono morire a causa dei medicinali falsificati.
E’ un fenomeno che in certe Nazioni arriva ad interessare il 50% delle medicine in circolazione. Sembra che il Kenya abbia anch’esso un grave problema da questo punto di vista: il “National Quality Control Laboratories” ed il “Pharmacy and Poison Control Board” sostengono che il 30% dei farmaci in Kenya siano contraffatti; mentre la “Pharmaceutical Society of Kenya” afferma che il 50% degli antimalarici in Kenya sono falsi . Nel video abbiamo visto riprese con telecamera nascosta in cui i trafficanti dimostravano il piu’ totale disprezzo della vita, indicando di essere disponibili a mettere nelle medicine a loro ordinate la percentuale di principio attivo richiesto dall’acquirente ( dal 50% fino allo 0%). Mi ha colpito una loro frase: “il mio problema e’ far arrivare il prodotto all’acquirente... tutto il resto non mi interessa”. Abbiamo cosi’ compreso che ci sono prodotti contenenti quantita’ di farmaco molto inferiori a quelle dichiarate sul foglietto illustrativo. Ci sono inoltre medicine che contengono un principio attivo del tutto errato, ed altre che non ne contengono affatto (ci mettono polvere di carbone vegetale per dare lucentezza alla compressa).
Abbiamo anche visto delle foto delle cosiddette industrie che producono le medicine false: macchinari vecchissimi e sporchi, dove sembra del tutto ovvio che la sterilita’ e l’igiene siano un sogno.
Ci e’ stato quindi presentato il caso di un bambino morto di malaria a causa di un chinino endovena che non conteneva principio attivo; quindi la storia pietosa di un bimbo nigeriano morto di arresto cardiaco dopo intervento cardiochirurgico, a motivo del fatto che l’adrenalina usata per la rianimazione era contraffatta ed inattiva. Da ultimo abbiamo ascoltato la disperazione di una madre la cui figlia era entrata in sala operatoria per un intervento non estremamente difficile ma che poi si era complicata nel post-operatorio, perche’ le flebo non erano sterili ed hanno causato prima flebite nella zona dell’ago-cannula, e poi setticemia e morte. Ci sono indicazioni che punterebbero all’uso su vasta scala di farmaci contraffatti come causa del rapido incremento di resistenza a certi antimalarici, come la clorochina od il Fansidar/Metakelfin. L’uso di medicine false e’ un crimine che puo’ essere considerato omicidio di massa, ed il medico ignaro che se ne fa promotore puo’ inconsapevolmente contribuire a tale misfatto indicibile. I farmaci contraffatti poi vanno a minare anche la fiducia ed il rapporto medico-paziente: infatti se una medicina offerta dal medico con la promessa che aiutera’ la guarigione, in effetti poi non sortisce l’effetto desiderato... ed a volte causa la morte, certo il malato od i suoi parenti non saranno incoraggiati a fidarsi nuovamente di quel professionista.
E’ molto difficile difendersi da tali prodotti, che in modo fraudolento copiano anche le confezioni esterne e replicano il nome originale del farmaco in questione: ho visto del Metakelfin contraffatto e non contenente alcun principio attivo... ma la scatola era perfettamente uguale a quella del farmaco originale prodotto dalla Farmitalia. A volte ci si puo’ accorgere che si tratta di un falso leggendo con attenzione il nome e la posologia. Ci possono essere errori di battitura in una confezione “craccata”. E’ in commercio in Kenya per esempio una medicina falsa dove si puo’ leggere sulla scatola: DPSE invece di DOSE. Il consiglio che ci e’ stato dato e’ di fidarci solo di grandi compagnie (anche asiaticheo o di Paesi in via di sviluppo), che pero’ abbiano il pieno riconoscimento degli organi competenti della Nazione in cui operiamo.
A Chaaria fortunatamente siamo relativamente protetti da questo punto di vista in quanto normalmente acquistiamo tutti i nostri farmaci al MEDS (Mission for Essential Drugs Supply), che e’ dotato di un ottimo laboratorio per il controllo di qualita’ dei farmaci prima di offrirli agli ospedali. Il problema pero’ si affaccia quelle volte in cui restiamo sprovvisti di un certo farmaco e dobbiamo rivolgerci ad una farmacia locale. I farmaci piu’ frequentemente falsificati in modo fraudolento sono: antimalarici, antibiotici, antinfiammatori, ma anche farmaci come i contraccettivi od i chemioterapici antitumorali. C’e’ stato il caso in Kenya di un falso anticoncezionale spacciato come prodotto di erboristeria: in realta’ conteneva ormoni femminili a dosi inaccettabili. Le mamme che assumevano tale medicina, allattavano ignare ed i bimbi maschi sviluppavano un seno femminile, mentre per le bambine si registravano micromestruazioni ed ingrandimenti uterini.
Per i farmaci antitumorali falsi e’ ancor piu’ difficile il reperimento, in quanto spesso una persona che inizia la chemio e’ gia’ in stato neoplastico avanzato, e quindi i parenti attribuiranno la morte non al fatto che il congiunto non ha assunto il principio attivo desiderato (o non lo ha ricevuto nella dose desiderata), ma al procedere della malattia tumorale stessa. Il racket delle medicine contraffatte e’ un grande crimine che spaventa anche noi, in quanto c’e’ sempre il rischio di immettere nel corpo di un malato un prodotto che non contiene le dosi che riteniamo opportune; oppure di usare un medicamento contenente sostanze del tutto diverse da quelle che pensiamo... ed a volte dannose o mortali. Certamente anche Chaaria si allea nello sforzo proposto dall’Ambasciata degli USA e dal Governo del Kenya, per eradicare questa pestilenza dalla faccia della terra.

Fr Beppe Gaido