Dovevo andare a Nairobi per una pratica urgente, e non volevo guidare. Ho chiesto a Joseph di accompagnarmi a Meru mentre andava a far le spese; da li’ avrei preso un matatu. Entrato nello “stage” sono stato immediatamente circondato da una marea vociferante di ventitori ambulanti, i quali volevano che io comprassi un po’ di tutto (da un fazzoletto, ad una bottiglia d’acqua, a delle arachidi tostate). E stata dura districarmi fra di loro. Ma appena superato questo primo ostacolo, ecco che vengo nuovamente investito dal gridare di vari bigliettai: “Mzungu, vai a Nayuki? Vieni con me!”
“Father, questa e’ la macchian piu’ veloce per Maua”.
“My friend. Seguimi da questa parte. L’auto per Isiolo sta per partire”.
“No, io devo andare a Nairobi!”
A questo punto sono arrivati almeno in dieci, per invitarmi nel loro pulmino. Quello che e’ riuscito a convincermi mi ha fatto vedere che sulla sua vettura c’era un solo posto libero, e quindi saremmo partiti immediatamente dopo che io mi fossi seduto. Mi ha chiesto di pagare all’istante, ed io ho naturalmente obbedito. Mi sono sistemato, aspettando solo l’autista del matatu che ancora non si vedeva.
A questo punto pero’ vedo che, uno dopo l’altro, i passeggeri seduti vicino a me, si alzano e si allontanano. Mi altero un po’, e dico al giovane bigliettaio: “ma non mi avevi detto che la vettura era ormai piena?”
“Stai calmo, mzungu... i passeggeri verranno! Solo che ora sono ancora per strada”.
Ho chiesto indietro i miei soldi ma ha rifiutato decisamente. Ho dovuto cosi’ aspettare altre due ore perche’ il matatu si riempisse veramente e partisse per Nairobi.
“Only in Africa”, pensavo tra me, mentre cercavo di chiudere gli occhi nonostante i sobbalzi della strada.
Fr Beppe
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