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mercoledì 11 ottobre 2017

Super pieno anche tra gli orfanelli

Non era mai successo di averne dodici, di cui due in incubatrice.
Gia’ eravamo al troppo pieno con dieci orfanelli.
Da ieri pero’ la famiglia si e’ allargata nuovamente con l’accoglienza di Angel, un bimbo nato da una donna psichiatrica e violentata da sconosciuti.
E’ nato 5 giorni fa, ma poi la mamma e’ diventata cosi’ violenta e pericolosa per le altre pazienti, che abbiamo dovuto dimetterla: l’abbiamo riconsegnata a sua madre che e’ purtroppo vecchia, stanca e depressa.
L’anziana signora ci ha chiesto di tenerle il nipotino finche’ lei potra’ venire a riprenderselo.
Pure lei sembra infatti non avere speranza che sua figlia, psichiatrica dall’infanzia, si possa mai prendere cura della sua creatura…chissa’ cosa faremo di questo bimbo se nessuno verra’ a riprenderselo!
Oggi invece Rita Drago di Matiri ci ha chiesto di accogliere la piccola Sophia Mwende, di appena 7 giorni di vita (nella foto di oggi).
La sua mamma e’ morta di emorragia post partum a Nairobi, ed il papa’ per adesso non riesce a prendersi cura di lei. Il reparto orfanelli scoppia.

venerdì 25 agosto 2017

Joy

Carissimi amici e benefattori,

sono Joy e vi scrivo da Chaaria.
Dopodomani rientro a scuola ed oggi sono venuta a prendere i soldi per le tasse scolastiche che la vostra generosita' paga per me.
Il mio papa', povero ed ammalato di epilessia, non poteva non esprimere con un piccolo gesto la sua grandissima riconoscenza per ognuno di voi.
Ecco perche' oggi sono venuta con un pollo che la comunita' di Chaaria mangera' alla vostra salute.
La mia pagella e' stata molto bella.
Qui i voti sono un po' diversi che in Italia, ma ho tutti A e B, che sarebbe come dire che ho tutti 9 e 10. Spero siate orgogliosi di me!
Mi sto impegnando tanto in questo primo anno delle superiori e voglio dare il massimo, perche' so che devo meritarmi il grande privilegio di avere qualcuno che paga le tasse scolastiche per me.
Come sapete, io sono la prima orfana accolta a Chaaria nel 2001...sono quindi un po' una colonna nella storia di questa missione!
Per alcuni anni sono stata la figlia prediletta di Sr Oliva che si prendeva cura di me come una vera mamma; poi sono ritornata a casa dal papa' quando ormai camminavo ed ero troppo grande per il piccolo orfanotrofio di Chaaria.
Il papa' e' epilettico e commercia in polli.
Gli affari non vanno benissimo, ma per le elementari ce la siamo cavata perche' sono praticamente gratuite.

giovedì 27 aprile 2017

Joy

Oggi è venuta a farmi vedere la pagella: davvero impressionante.

Joy si sta impegnando a fondo in questo suo primo anno alle superiori ed ha voti bellissimi.
Le avevo detto di essere seria e di non sprecare i soldi e la fiducia dei donatori che la stanno aiutando a studiare, e sembra proprio che lei ce la metta tutta.
L'unico voto un po' più basso dell'ottimo è chimica, ma anche qui mi ha promesso di migliorare.
Joy è la prima orfana che abbiamo accolto a Chaaria nel 2001, ed è stata la figlia prediletta di Sr Oliva.
In questo senso è un capostipite per Chaaria, una pietra migliare, ed una persona a cui siamo particolarmente affezionati.
Dopo lo svezzamento l'avevamo reinserita a casa con il papà, povero ed epilettico, dopo che era riuscito a risposarsi.
Sono sempre stati una famiglia con grossi problemi economici, ma noi abbiamo continuamente tenuto uno sguardo su di loro.
Joy può ora frequentare le scuole superiori grazie alla generosità dell'Associazione Matumaini di Milazzo, ed a loro va il mio sentito ringraziamento.


sabato 5 dicembre 2015

Pamela e Sharon

Carissimi amici e benefattori che ci aiutate per questa famiglia, ecco finalmente la foto che da tanto volevo inviarvi e che alcuni desideravano con insistenza.
Per motivi che sfuggono alla mia comprensione, la madre (Kinya) ha sempre glissato ed ha più volte rifiutato di venire in ospedale per la foto. Poi alla fine si è convinta solo quando le ho detto che avrei tagliato ogni aiuto economico nei suoi confronti, se avesse perseverato nel suo rifiuto.
Pamela, come vedete, è tornata a casa: era sparita per lungo tempo e qualcuno diceva che era addirittura già sposata. Altri sostengono che si dedica alla prostituzione per pochi soldi anche ora. Difficile sapere la verità, dal momento che la madre stessa è davvero molto limitata intellettualmente ed assolutamente non collaborante.
Quello che so di certo è che Pamela, per ragioni difficili da comprendere, non va più a scuola (ha smesso in quinta elementare): stasera ho chiesto alla mamma perchè, e lei naturalmente ha dato la colpa agli altri, accusando i maestri di aver organizzato un complotto per mandarla via da scuola...cosa che credo ben poco, perchè gli insegnanti li conosco e sono tutti preoccupati per Pamela. 

giovedì 12 febbraio 2015

Joy

E' stata una delle prime orfane accolte a Chaaria nel nostro piccolo orfanotrofio.
Era il 2001, ed allora degli orfani si occupava Sr Oliva.
La sua mamma era morta di parto in un altro ospedale, ed il papà non era in grado di prendersi cura di lei. Ci aveva quindi chiesto di tenergliela per almeno un anno, finchè lui fosse riuscito a risposarsi ed a riorganizzare la sua vita.
Siccome quella famiglia era di Chaaria, per noi non era stato difficile fare indagini e comprendere che davvero quel papà era in condizioni disagiate: epilettico fin dall'infanzia, non aveva mai trovato un lavoro. Era un piccolo agricoltore e vendeva galline a Meru: "spesso però quando porto il pollame al mercato con la bicicletta, mi prende una crisi e cado privo di sensi. Quando rinvengo mi rendo conto che bicicletta, galline e portafoglio se ne sono andati", mi raccontava sconsolato un giorno.
Joy era rimasta nel nostro orfanotrofio per un anno e mezzo ed era la preferita di Sr Oliva.
Quando alla fine il papà la rivolle a casa, andammo ad accompagnarla in delegazione, insieme a Sr Oliva ed alle signore che si erano prese cura di lei in orfanotrofio. Trovammo una piccola casetta di legno, ma pensammo che il calore della famiglia sarebbe comunque stato la cosa più importante, capace di sopperire anche a tutte le privazioni che probabilmente Joy avrebbe dovuto sopportare dopo la dimissione.
Da allora il nostro ospedale ha sempre fornito terapie gratuite per l'epilessia al papà.

sabato 19 luglio 2014

La scuola di Naomi


Dopo aver terminato l’ultimo anno di scuola superiore che essa aveva voluto ripetere, Naomi ha ottenuto un modesto miglioramento dei voti finali.
Sono seguiti tempi di giusto rilassamento e spensieratezza, come di solito si concedono tutti gli studenti che passano la maturità.
E’ però poi venuto il momento di prendere una decisione circa il suo futuro.
Sentendomi un po’ responsabile di lei, io ho cercato di indicarle come carriere possibili, quella della segretaria o della ragioniera, oppure quella dell’insegnamento. L’ho invitata a considerare la sua condizione fisica, prima di prendere decisioni accademiche avventate.
Da quell’orecchio però Naomi proprio non ci voleva sentire: a tutti i costi lei doveva intraprendere una carriera sanitaria. 
Ho tentato di farla ragionare, ma inutilmente: sembrava che io le volessi imporre il mio punto di vista e volessi allo stesso tempo precluderle la possibilità di inseguire il sogno della sua vita.
 

mercoledì 16 aprile 2014

Pamela e Sharon

Sono venute a trovarmi oggi insieme alla mamma.
La mamma, Kinya di nome, mi cerca sempre e solo quando vuole altri soldi: oggi è venuta a dirmi che non ha più nulla da mangiare a casa e che i vestiti delle bambine sono tutti stracciati.
Mi fa un po’ male questa cosa perchè significa che questa donna è veramente poco responsabile: le abbiamo dato aiuti alimentari che avrebbero dovuto coprire il fabbisogno di cibo fino a maggio inoltrato; abbiamo comprato vestiti per le bambine; abbiamo pagato l’affitto della stanza dove Kinya vive con le figlie; abbiamo offerto tutte le medicine gratuitamente quando sia Pamela che Sharon sono state curate per una malaria piuttosto complicata nelle ultime settimane.
Le bimbe sono più trasandate perchè è vacanza (qui in Kenya per un mese), e quindi gli insegnanti ed il preside non possono far pressione su questa mamma che proprio non ci arriva. 
E’ poco pulita lei, e certo non le interessa che le figlie siano sporche e stracciate.
Noi facciamo quello che possiamo ed ho già incaricato il nostro dipendente Joseph di andare a vedere la situazione a domicilio: se davvero non hanno più nulla da mangiare, certamente li aiuteremo nuovamente.


lunedì 10 marzo 2014

Christine

Ciao, sono Christine e sono orfana di mamma. Sono stata nell’orfanotrofio del Cottolengo Mission Hospital per più di un anno, e poi il mio papà mi ha voluta nuovamente a casa.
Lui non si è ancora risposato e purtroppo non ha ancora trovato un lavoro: potete quindi immaginare come la nostra situazione economica sia a dir poco precaria.
Finora siamo stati sempre aiutati dalla generosità di tanti benefattori italiani che hanno versato una cifra mensile di 30 euro, al fine di permettere al mio papà di pagare una baby sitter, e di comprare il cibo necessario alla mia crescita.
Ora inizio l’asilo, ed ancora devo dire grazie ad un’altra persona generosa in Italia. La scuola materna infatti non è gratuita e di sicuro non ci sarei potuta andare senza un angelo custode in Italia.
Grazie, Valentina, che hai voluto prenderti cura di me e permetermi di andare all’asilo! Anche questo vestitino bianco l’ho potuto comprare grazie alla tua generosità!
A me non resta che pregare per tutte le persone che mi hanno aiutata finora e mi hanno permesso di crescere forte e sana, nonostante il vuoto incommensurabile che la mia mamma ha lasciato.


lunedì 23 dicembre 2013

Pamela e Sharon

Le ho chiamate oggi in ospedale insieme alla mamma Kinya per far loro il regalo di Natale e dire loro che, grazie agli sponsor italiani, posso nuovamente prendermi cura di loro.
Ho detto alla mamma di mettersi il vestito delle grandi occasioni perchè avrei fatto una foto da mandare in Italia, ma, come vedete, il risultato non è stato esattamente dei più brillanti.
Pamela (la più grande) era stata tolta alla mamma e mandata in un centro di correzione per minori perchè coinvolta in un giro di prostituzione infantile. Ora è stata restituita alla madre, con la supervisione della polizia, del preside della scuola elementare e del sottoscritto.
Speriamo che, tutti insieme riusciremo a proteggere Pamela e la piccola Sharon da tanti maschi avvoltoi che sono pronti ad approfittare di loro promettendo un pezzo di pane o di dolce.
Il piano che ho concordato con il preside riguarda prima di tutto gli aiuti alimentari per questa famiglia: la mamma è divorziata e sola, ed onestamente non è molto dotata come quoziente intellettuale; sarà il preside a comprare i viveri ed a fornirli pian piano a seconda delle necessità.


martedì 15 ottobre 2013

Due nuovi orfani

Il nostro piccolo reparto per orfani è al momento affollatissimo in quanto tra ieri ed oggi ci sono state due nuove ammissioni.
Prudence Ann è una femminuccia proveniente da Tuuru. Ci è stato raccomandata dal parroco cottolenghino, Don Nicholus Mukembu. Prudence è stata abbandonata di fronte alla chiesa di Tuuru e non si conosce molto della sua storia. Dall’aspetto ha circa due mesi di età. 
Il parroco di Tuuru rimane in contatto con noi e cerca di fare indagini sul nucleo familiare, in modo che, se possibile, essa possa ritrovare qualcuno della sua famiglia. 
Prudence è quindi praticamente una bimba abbandonata di cui non sappiamo con esattezza se si tratta di un’orfana oppure no. 
Sarà con noi finchè il parroco troverà un’alternativa.




sabato 31 agosto 2013

Il matrimonio di Joseph Kiogora

Joseph Kiogora è un orfano che il Cottolengo Mission Hospital ha adottato sin dalla primissima infanzia. 
Dapprima per l'impegno di Fr Maurizio e di Fr Lorenzo, ed in seguito anche con la collaborazione di Fr Robert Maina e Fr Beppe, Joseph ha potuto frequentare dapprima le scuole primarie, ed in seguito le secondarie ed il college: Kiogora ha potuto quindi diventare un insegnante.

Fortunatamente per lui la solitudine che ha caratterizzato la sua vita fino ad ora è oggi terminata: Joseph Kiogora, che adesso lavora come maestro in una scuola elementare, oggi ha sposato la sua anima gemella ed insieme formeranno una nuova famiglia a cui auguriamo tanta felicità per il futuro.
La santa Messa del Matrimonio è stata celebrata nella chiesa parrocchiale di Chaaria, mentre il ricevimento lo abbiamo organizzato noi nel cortile dei Buoni Figli.


lunedì 4 marzo 2013

Naomi

Sono usciti i risultati dell'esame di maturita' e Naomi ha conseguito un C meno... risultato che a me pare molto buono, considerando le sue difficolta', ma che invece a lei non soddisfa per niente. 
Naomi ha pianto per giorni ed ora e' arrivata alla decisione di ripetere l'ultimo anno delle superiori in una scuola piu' quotata della Gaitu Secondary School, al fine di ottenere un risultato finale piu' consono a quello che lei sente di meritare. 
C'e' da tener conto che Naomi sempre pensa per il futuro ad un College ad indirizzo sanitario, ed un C meno gli precluderebbe ogni possibilita' di entrare per esempio nella scuola per laboratoristi. 
Inoltre credo che ottenere un risultato piu' alto alla maturita' sia importantissimo per la sua autostima. 


martedì 12 febbraio 2013

Ken Mwenda

Il nostro ragazzo Ken Mwenda e' caduto dalla carrozzina, nonostante le continue cure ed attenzioni da parte dei Fratelli impegnati nel servizio del centro e da parte dei volontari. 
Ha riportato una frattura sovra-condiloidea del gomito senza segni di scomposizione.
Abbiamo quindi deciso per un gessso senza ricorrere alla fissazione interna, soprattutto considerando le condizioni di Ken ed i rischi a cui una anestesia generale lo avrebbe esposto. 
Con il gesso non ha male. Glielo toglieremo tra sei settimane. 
Con questo breve post intendiamo informare anche l'Associazione "Binario per l'Africa" che sponsorizza Ken. 
A parte la frattura, Ken non ha riportato altre lesioni. 
In questi giorni lo coccoliamo di piu' e lo assistiamo con maggiore attenzione. 

La comunita' di Chaaria 


martedì 25 dicembre 2012

Natale intenso

Il 24 dicembre e’ stata una giornata quasi indescrivibile. L’attivita’ di sala operatoria era rovente, ed oltre alle operazioni programmate si sono susseguite emergenze varie tra cui un’ernia inguinale strozzata ed una cisti ovarica torta.

La sala parto e’ stata un enorme campo di battaglia: avevamo partorienti dappertutto. Nel solo spazio del turno della notte, tra le 19 di ieri e le 7 di stamane, abbiamo avuto 9 parti.

Il giorno di oggi e’ stato costellato da parti naturali, cesarei e forcipi, raschiamenti uterini, tenorrafie per ferite da machete… e tanti, tanti malati. Nelle ultime 24 ore abbiamo superato i 20 parti.

Nonostante tutto questo lavoro, siamo molto contenti e soddisfatti, perche’ questa e’ la vita che abbiamo scelto e gioiamo quando la gente apprezza i nostri servizi.

Lo sciopero degli infermieri continua, e molta gente viene a Chaaria come ultima spiaggia: pensate che anche oggi abbiamo ricoverato una donna anemica con placenta ritenuta da due settimane, a cui non era stato fatto niente a motivo della agitazione sindacale.

Il nostro decano Fr Lodovico, sempre molto attento alla nostra situazione “estrema” in ospedale, continua a dirci: “prego tanto per voi, che la salute vi sostenga… certo che, sentendo quanto capita con lo sciopero, sempre penso che ci sia ancora bisogno dei missionari”.

Il Signore ci ha comunque concesso di partecipare alla Messa di Mezzanotte… durante il tempo della celebrazione sono nati 6 bambini, ma fortunatamente tutti per via naturale ed il lavoro e’ stato gestito da Jackline e dal personale della notte.

Naomi e’ stata battezzata insieme ad un folto gruppo di adulti e bambini. Il sottoscritto l’ha accompagnata all’altare come genitore, mentre Lidia era la sua madrina. Nella stessa celebrazione Naomi ha anche ricevuto la prima comunione.

E’ raggiante e felicissima. Oggi poi viene a trovarla la sua nonna, a coronare la gioia del suo Natale tanto speciale.

Ancora un augurio a tutti voi per un Natale vero… il Natale di Gesu’.

Un sincero ringraziamento ai tantissimi che mi hanno scritto una mail od un messaggio augurale… non ho ancora risposto a tutti a motivo di un certo super-lavoro, ma vi ho ricordati tutti sia nella Messa di Mezzanotte sia in quella mattutina qui in ospedale.



Fr Beppe Gaido 



mercoledì 21 novembre 2012

Naomi ha finito gli esami

E' stato un mese molto impegnativo e certamente durissimo per la nostra figlioletta Naomi, ma ora anche gli esami di maturita' sono finiti. 
Naomi e' stanca e direi generalmente soddisfatta, nonostante i "se" ed i "ma" che accompagnano tutti gli esami, in parte determinati non dalla reale preparazione ma dalla emotivita' del candidato. 
Credo di poter dire che Naomi si e' veramente impegnata ed ha dato assolutamente il meglio di se'... il resto lo lasciamo fare al Signore. I risultati non saranno pubblicati fino a febbraio, ma certamente Naomi ha passato gli esami. 
Il voto da lei preso ci dara' anche indicazioni piu' precise sul tipo di "college" che potra' scegliere... lei e' ancora assiduamente concentrata su una formazione in ambito sanitario, e non c'e' verso che voglia rendersi conto del fatto che forse una carriera ospedaliera potrebbe essere molto difficile per lei. 
Per ora la lascio sognare, riflettere e meditare. Da adesso a febbraio non stara' comunque a poltrire in quanto ha chiesto di essere iscritta ad un piccolo corso di computer disponibile a Chaaria... comincera' a giorni la nuova avventura. 
Insieme a Naomi, dico grazie a tutte le persone che hanno pregato per lei durante gli esami. Umilmente poi mi rivolgo ai donatori di Naomi, per un ulteriore aiuto per il futuro, considerando che ogni corso da lei scelto sara' comunque abbastanza costoso. 
Un grazie anticipato. 

Fr Beppe

 

lunedì 29 ottobre 2012

Appello per Rachel

Scrivo questo post a nome di Rachel, una nostra dipendente della notte, la quale mi ha pregato di sottoporre a qualche “Buon Samaritano” la possibilita’ di aiutare economicamente Elosy Kairuthi (con lei nella foto), che e’ orfana sia di padre che di madre.
Elosy e’ nata nel 1998 ed ha altri due fratelli.
Suo padre e’ morto nel 2006, mentre la mamma e’ mancata nel 2008. I bambini sono quindi rimasti soli con la nonna, che se ne e’ presa cura con amore fino al 2010, quando a sua volta e’ andata in Paradiso. Dal 2010 Elosy e’ stata adottata da Rachel, insieme agli altri fratellini.
Rachel, che ha gia’ una bambina, sta evidentemente facendo fatica con il peso di questi tre cugini orfani.
La ragione per cui per adesso chiede aiuto solo per Elosy sta nel fatto che la ragazza sta finendo la “standard 8” (cioe’ la terza media): se si tratta di mandarla alle superiori, Rachel davvero non ce la puo’ fare, e chiederebbe se qualcuno potesse aiutarla a pagare le tasse scolastiche delle “secondary” per la durata di 4 anni.
Ho lanciato questo appello tramite il web, sottolineando pero’ a Rachel che anche in Europa le condizioni economiche sono pessime e che non e’ detto che un “Samaritano” si possa effettivamente trovare.
Anche a nome suo ringrazio anticipatamente chi ci leggera’ ed eventualmente potra’ fare qualcosa per Elosy. Per gli altri fratellini, Rachel continuera’ a pensarci, almeno finche’ anche loro arriveranno al “bivio” delle scuole superiori, che in Kenya sono abbastanza costose.
Fr Beppe Gaido

venerdì 26 ottobre 2012

In bocca al lupo!

Oggi in Kenya iniziano gli esami di maturita’, e noi di Chaaria siamo tutti compatti a sostenere ed incoraggiare la nostra figlia Naomi.
E’ partita stamattina alle 6.30, nervosa e tesa come e’ normale che sia per tutti gli studenti, ma anche determinata e sorridente come sempre.
Noi abbiamo celebrato una Messa in cui abbiamo pregato per tutti i candidati, e per lei in modo particolare. Naomi mi ha promesso di fare bene e di dare il massimo. C’e’ un certo “razzismo” nei suoi confronti, e ci sono mamme che apertamente dicono ai loro figli di non lasciarsi superare negli esami da una “handicappata”. Anche oggi le ho comunque raccomandato di non ascoltare quelli che “hanno il cervello piccolo”, e di concentrarsi solo sui vari test.
Gli esami dureranno circa un mese, e quindi chiediamo la simpatia, la preghiera ed il sostegno di tutti coloro che vogliono bene a Naomi.
Fr Beppe

martedì 2 ottobre 2012

Delusioni


Credo che molti lettori del blog conoscano Josphine Kawira. L’avevo accolta una notte del dicembre 2007: era avvolta in un telone insanguinato ed era stata “fatta a pezzi” a colpi di machete da un pazzo che poi si era suicidato.
Le ferite erano impressionanti, soprattutto alla testa ed al collo... ma eravamo riusciti a salvarla ed a farla diventare una bellissima ragazzina.
Avevamo saputo che non era mai andata a scuola e che, sin dalla piu’ tenera eta’, aveva lavorato nella casa di quel malato di mente come serva. La sua mamma era scappata con un altro uomo e suo padre era infermo gravemente (infatti mori’ pochi mesi piu’ tardi).
Josphine aveva una sorella che pero’ era gia’ sposata e non si prendeva cura di lei.
Ecco perche’ l’abbiamo adottata come figlia. L’abbiamo iscritta alla scuola della parrocchia e l’abbiamo trattata come una figlia. Durante le vacanze era ospite di una famiglia di Chaaria che l’ha sempre ospitata con generosita’ e senza chiedere niente.
Le abbiamo offerto il catechismo; poi e’ arrivato il battesimo, quindi la prima comunione ed infine la cresima (le foto si riferiscono appunto alla cerimonia della confermazione).
Kawira era piu’ grande degli altri bambini, ma siamo riusciti a portarla fino alla prima media.
Poi, alcune settimane fa e’ successo il disastro: Josphine e’ sparita. Non sapevamo assolutamente dove potesse essere. L’abbiamo cercata tanto, ed infine abbiamo avuto sue notizie: si e’ messa con un uomo nel villaggio di Kathwene, ed ha deciso di non tornare mai piu’ a Chaaria. 
A nulla sono serviti i nostri sforzi di convincerla a ripensarci; inutile e’ stato ricodarle quanto avevamo fatto per lei e quanto ancora ci rimaneva da fare: le avevamo promesso le scuole superiori ed anche l’Universita’, se lo avesse voluto.
Kawira e’ rimasta imperterrita. Non tornera’ neppure a salutarci... e pensare che avevamo gia’ pagato anche per il prossimo trimestre a scuola... non sappiamo se e’ incinta.
Ma con i poveri e’ cosi’: bisogna lavorare in perdita; far le cose per il Signore, senza aspettarsi nulla in cambio. Ce lo dice anche Gesu’ nel Vangelo: “quando avete fatto tutto quello che potete, dice semplicemente: - siamo servi inutili, abbiamo fatto solo il nostro dovere.”
Altra botta al cuore ci e’ venuta da Pamela: e’ stata violentata ancora, ma stavolta la storia e’ piu’ cupa. I vicini di casa dicono che e’ lei che si offre a degli uomini spregiudicati, in cambio di 50 scellini (piu’ o meno 50 centesimi di Euro): con essi si compra poi delle frittelle. Pare abbia insegnato questa cosa gia’ ad un’altra bimba del villaggio. Ho tanta paura che condurra’ anche Sharon sulla stessa strada. La mamma e’ troppo limitata nel cervello per comprendere il problema e per prendere provvedimenti.
Kamang’oro, il posto dove vivono, e’ in effetti uno slum, e la’ puoi trovare tutte le abbiezioni a cui la miseria puo’ portare.
Non non possiamo fare di piu’, ed evidentemente quello che noi ed i vicini di casa cercano di fare non e’ sufficiente. Ho tanta paura che Pamela e Sharon lasceranno la scuola presto. Ho fatto ancora il test HIV alla bambina, e fortunatamente e’ ancora negativo, anche se mi chiedo che senso ha, visto che poi lei rifara’ la stessa cosa... e prima o poi l’AIDS se lo prendera’.
Continueremo a pagare l’affitto alla mamma e ad offrirle i pacchi viveri... ma anche questa storia e’ una grossa delusione.

Fr Beppe Gaido




mercoledì 29 agosto 2012

Mwendwa cresce in ottima salute


“Sto bene e cresco senza problemi. Ho iniziato a camminare come i gatti, ma ancora non so stare in posizione eretta senza cadere continuamente.
Capisco tutto, ma per adesso le parole mi muoiono in gola e non sono capace di pronunciare un gran che’.
Come potete vedere dalla foto comunque il cibo non mi manca.
Adesso che mia mamma e’ a scuola, vivo con i nonni paterni: la mia mammina mi manca molto, ma e’ un sacrificio che facciamo insieme (pure lei ne soffre tremendamente!), in modo che mia madre possa avere un diploma ed un domani sia in grado di guadagnare quei soldini che sono necessari perche’ anche io possa crescere bene ed andare a scuola.
Grazie di cuore a Ugo che dall’Italia mi vuole bene e ci sostiene”.
Mwendwa


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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