E’ nato 5 giorni fa, ma poi la mamma e’ diventata cosi’ violenta e pericolosa per le altre pazienti, che abbiamo dovuto dimetterla: l’abbiamo riconsegnata a sua madre che e’ purtroppo vecchia, stanca e depressa.mercoledì 11 ottobre 2017
Super pieno anche tra gli orfanelli
E’ nato 5 giorni fa, ma poi la mamma e’ diventata cosi’ violenta e pericolosa per le altre pazienti, che abbiamo dovuto dimetterla: l’abbiamo riconsegnata a sua madre che e’ purtroppo vecchia, stanca e depressa.venerdì 25 agosto 2017
Joy
giovedì 27 aprile 2017
Joy
Le avevo detto di essere seria e di non sprecare i soldi e la fiducia dei donatori che la stanno aiutando a studiare, e sembra proprio che lei ce la metta tutta.sabato 5 dicembre 2015
Pamela e Sharon
sabato 28 febbraio 2015
giovedì 12 febbraio 2015
Joy
sabato 19 luglio 2014
La scuola di Naomi
Sono seguiti tempi di giusto rilassamento e spensieratezza, come di solito si concedono tutti gli studenti che passano la maturità.
E’ però poi venuto il momento di prendere una decisione circa il suo futuro.
Sentendomi un po’ responsabile di lei, io ho cercato di indicarle come carriere possibili, quella della segretaria o della ragioniera, oppure quella dell’insegnamento. L’ho invitata a considerare la sua condizione fisica, prima di prendere decisioni accademiche avventate.
Da quell’orecchio però Naomi proprio non ci voleva sentire: a tutti i costi lei doveva intraprendere una carriera sanitaria.
mercoledì 16 aprile 2014
Pamela e Sharon
lunedì 10 marzo 2014
Christine
lunedì 23 dicembre 2013
Pamela e Sharon
martedì 15 ottobre 2013
Due nuovi orfani
sabato 31 agosto 2013
Il matrimonio di Joseph Kiogora
lunedì 4 marzo 2013
Naomi
martedì 12 febbraio 2013
Ken Mwenda
martedì 25 dicembre 2012
Natale intenso
mercoledì 21 novembre 2012
Naomi ha finito gli esami
lunedì 29 ottobre 2012
Appello per Rachel
venerdì 26 ottobre 2012
In bocca al lupo!
martedì 2 ottobre 2012
Delusioni
mercoledì 29 agosto 2012
Mwendwa cresce in ottima salute
Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido