mercoledì 2 gennaio 2019
Gente di Chaaria
martedì 10 gennaio 2012
Letterina di Annalisa
mercoledì 14 dicembre 2011
Purity ed i bimbi
martedì 13 luglio 2010
Un appello alla vostra generosità - La storia di Diana Karimi
Passo dei periodi in cui sono quasi del tutto normale. Posso lavorare, e chi mi vede non si accorge certo che sono malata di mente.
sabato 17 ottobre 2009
Priscilla
mercoledì 22 luglio 2009
Ancora un pargolo tra gli orfani
Sono arrivato da due giorni, e sono un maschietto. Oggi compio la mia prima settimana di vita. La mia mamma è morta di parto al Kenyatta Hospital. Ero nato a Nairobi perchè mio papà aveva trovato un lavoro laggiù.
Di origine sono però un Meru, come anche i miei genitori... mi pare che non abitiamo molto lontano da Chaaria.
Mio padre dice di non essere interessato a me, perchè ha già altri 4 figli e farà fatica a mantenerli anche senza contare il sottoscritto. Per questo, alla dimissione dalla maternità si è subito recato all'orfanotrofio di Nkabune, dove le suore mi hanno prontamente accettato.
Però, siccome sono molto piccolo e loro non sono attrezzate per l'assistenza al neonato, sono stato affidato a Chaaria, dove dovrei rimanere finchè inizierò a camminare. Poi non so che cosa ne sarà di me. La vita non è mai facile per un orfano.
Ora il mio problema più grosso è che mi manca la mamma, e che con il latte in polvere vomito molto. Piango quasi sempre ma spero di sistemarmi pian piano.
Non ho ancora un nome, perchè il mio babbo non lo ha ancora comunicato. Appena saprò come mi chiamo, ve lo farò sapere.
Bimbo senza nome
mercoledì 10 giugno 2009
Buona fortuna, caro Patrick.... Benvenuta piccola Kangai
Oggi pomeriggio alle 16 abbiamo vissuto un momento bello e triste insieme. E’ venuta Rita da Materi e si e’ ripresa Patrick. Adesso e’ grande e forte, e Rita lo puo’ ospitare nel suo orfanotrofio senza problemi.
Patrick e’ stato con noi per 10 mesi. Abbiamo vissuto anche dei momenti molto difficili con lui, in cui abbiamo addirittura temuto per la sua sopravvivenza: appena arrivato sembrava un denutrito, ma ora, come potete vedere, e’ un bel pacioccone pieno di vita e socievole con tutti.
Rita non e’ comunque venuta a mani vuote: ci ha donato Kangai, una bella femminuccia di 5 mesi. E’ orfana di mamma, mentre il papa’ e’ vivente. La sua e’ una storia tristissima.
Cinque mesi fa sua madre era stata ricoverata a Materi per il travaglio: purtroppo non era riuscita a partorire normalmente, ed era stata portata in sala per il cesareo.
Tutto sembrava ok, a parte il fatto che la mamma non ha ripreso l’uso delle gambe dopo l’anestesia spinale. Sono poi state fatte delle indagini, e si e’ compreso che non si trattava di un errore tecnico dei medici, ma di un preesistente tumore che gia’ aveva dato metastasi alla colonna ed aveva causato dei crolli vertebrali.
La donna non e’ mai stata dimessa da Materi: l’hanno assistita con dedizione ed amore, ma le condizioni generali sono diventate sempre piu’ scadenti. Sono comparse piaghe da decubito un po’ ovunque, ed una settimana fa la mamma di Kangai e’ volata in Paradiso.
Il marito e’ chiaramente devastato. A casa ha un altro figlio piu’ grande, ed ora non ha piu’ una moglie per prendersi cura di Kangai.
Anche la bimba e’ tristissima: e’ infatti molto piu’ semplice per noi ricevere dei neonati che non hanno avuto esperienza del calore materno, piuttosto che una bimba ormai avvezza al seno di quella madre che ora non vedra’ mai piu’ e che le manca cosi’ tanto. Kangai piange disperatamente, ma speriamo che le nostre coccole la aiutino a riprendersi.
Siamo anche in attesa di un altro neonato, la cui mamma e’ morta di parto a casa. Oggi ho parlato con il padre, che dovrebbe portarci la piccola in settimana.
Ciao.
Fr Beppe
sabato 23 maggio 2009
Sono tornata a scuola
La scuola e’ iniziata nuovamente ed io ho potuto essere riammessa alla St Andrew’s Catholic School grazie alle vostre offerte.
Non so parlare. Anche a scuola non sono certo la prima della classe. In questo momento mi mancano le parole, ma una cosa posso dirla: “GRAZIE”.
Insieme a questa parolina aggiungo la promessa della mia preghiera.
Lillian
Due notti fa c’e’ stato un grosso incendio presso la Township School, cioe’ scuola elementare della Chiesa Metodista, a Chaaria Market.
Nessuno dei bambini da noi sponsorizzati frequenta quella struttura.
Erano le 19.30 quando un corto circuito a scatenato l’inferno nel dormitorio dei bambini. Fortunatamente a quell’ora la costruzione in lamiere ondulate era completamente vuota. Le fiamme si sono nutrite dei letti a castello, dei vestiti e delle coperte, ed in meno di un’ora hanno distrutto tutto. Ci sono state scene di panico, ma fortunatamente nessun ferito.
Estinguere le fiamme e’ stato particolarmente difficile perche’ la scuola non ha acqua corrente ed il ruscello e’ ad una certa distanza. I soccorritori, molti dei quali genitori spaventatissimi, hanno usato frasche e rami per “battere” le fiamme nel tentativo di circoscrivere il fuoco. Dalla shamba del Cottolengo di poteva vedere una palla di fuoco in direzione di Chaaria, con lapilli e fumi incandescenti che illuminavano il buio assoluto di una notte senza stelle.
Ora i bambini sono stati mandati a casa al fine di permettere loro di riprendersi dallo spavento. Hanno inoltre perso tutto: il fuoco ha distrutto le loro valige, normalmente posizionate sotto il letto, e quindi ora i genitori dovranno ricomprare ogni cosa.
Anche per la Chiesa Metodista, il danno e’ davvero ingente in quanto il dormitorio e’ ora completamente raso al suolo.
Poteva essere molto peggio, e ringraziamo il Signore che e’ andata cosi’.
domenica 3 maggio 2009
Mi chiamo Denis
Dicono che la causa di questa malattia rimane sconosciuta nel 90% dei casi. Altre volte puo' essere una conseguenza della malaria ed altre ancora sembra una sequela della malattia reumatica.
Mi dicono che perdo troppe proteine con le urine e che questa e' la ragione dell'edema. La spiegazione chimica non la conosco, ma se dicono che e' cosi', sara' certamente vero.
Il dottore mi rassicura, perche' dice che all'eco i miei reni sono belli e la creatinina e' normale: per questo dice che ho grosse speranze di guarire, anche se ci sono bambini meno fortunati che velocemente vanno verso l'insufficienza renale.
Ho il colesterolo alto, anche se non mangio e vomito tutto, mentre le proteine nel mio plasma sono assai basse. Ora mi stanno facendo delle terapie e mi stanno dando una dieta con alte concentrazioni proteiche.
"Io, speriamo che me la cavo".
Denis
martedì 14 aprile 2009
Lettera di Naomi
e' con grande commozione che oggi ho ricevuto dai Fratelli l'assegno contenente le vostre generose offerte. Sono cosi' felice. Le donazioni sono tantissime e dimostrano quanto sia importante la cordata: insieme mi avete donato una cifra incredibile, che ha quasi annullato i debiti contratti a causa dell'acquisto di medicine.
Purtroppo sono ancora in ospedale, e sono tuttora in carrozzina. Quello che e' cambiato e' il fatto che adesso non ho piu' bisogno del catetere urinario e sono autonoma da questo punto di vista.
Riesco anche a stare in piedi con dei tutori e con l'ausilio di un girello. Naturalmente la strada e' ancora lunga perche' non posso muovere le gambe e quindi per il momento non cammino... ecco perche' mi vedete in carrozzina.
Grazie davvero di cuore per le vostre offerte. Vi prego: non dimenticatevi di me, perche' avro' ancora bisogno di voi.
Un abbraccio ed una sincera preghiera per voi, cari amici e benefattori.
Naomi
sabato 14 marzo 2009
Mi chiamo Erick...
..ed ho circa dieci giorni di vita. La mia mamma purtroppa è morta di parto in una struttura abbastanza lontana da Chaaria. Mio papà non mi può tenere con sè per adesso, perchè sono troppo piccola e lui è da solo, per cui ora sono arrivata nel nido di Chaaria. Non mi trovo male, anche se il biberon non è proprio come il seno, e la mia mamma mi manca tantissimo. Poi il latte in polvere mi fa sempre un po' schifo. Comunque qui ci sono altri bambini e penso che mi abituerò presto.
Erick
martedì 24 febbraio 2009
Patrick
Vi mando una foto di Patrick. Vi ricordate come era emaciato a dicembre quando addirittura avevamo temuto che morisse? Sembrava quasi che fosse malato di marasmo. Ecco come era....
Ora invece e’ davvero paffuto ed ha superato la crisi brillantemente. Patrick saluta tutte le volontarie che in questi mesi si sono prese cura di lui.
martedì 27 gennaio 2009
Siamo molto grati del vostro aiuto
Sono ritornata a Chaaria perche’ Sr Oliva voleva vedermi. Tra qualche giorno (non so bene con precisione quando) avro’ un anno. Ma sono un po’ precoce, in quanto gia’ posso camminare... sono brava vero?
Elena
Ireen
la situazione è sempre drammatica. Ho finito la radioterapia, ed ora mi propongono un nuovo ciclo di chemio. Ho molta paura ma non voglio arrendermi e desidero continuare. Anche io sento il bisogno di ringraziare tutti i Samaritani che stanno mandando soldi per queste terapie che mi tengono viva. Sono mostruosa, non ho più neanche il naso, ma riesco ancora a vederci un po’ con l’occhio destro. Finchè c’è speranza, c’è vita. Insieme continuiamo a lottare.
Grazie.
Lina
lunedì 8 dicembre 2008
Anche io vengo da Tuuru
... sono l'ultima della nidiata. Sono arrivata oggi a Chaaria tra gli orfani di Sr Oliva. Sono stata abbandonata davanti alla chiesa di Tuuru. Io non lo so chi sia la mia mamma e non ho idea del mio papà.
E' la prima notte per me a Chaaria. Mi manca un po' la mamma: non so se sia diventata matta o se abbia la malaria cerebrale. E' stranissimo che mi abbia fatto questo. Sono convinta che quando starà meglio, verrà a prendermi qui a Chaaria. Se mi ha lasciata davanti alla chiesa è perchè mi vuole ancora bene... non voleva che mi capitasse niente di male. Forse mamma ha solo problemi economici, e quando li avrà risolti tornerà da me.
BIMBA SENZA NOME (appena mi battezzano, mi presenterò ufficialmente)
martedì 2 dicembre 2008
Denis
La scuola che ho frequentato e’ un semiconvitto: alla sera cosi’ ho sempre potuto tornare a casa dalla zia che mi ospita: ho cercato di rendermi utile come potevo. Non solo studio quindi, ma anche aiuto per mungere l’unica mucca, per darle erba e fieno, per pulire la piccola stalla. Mi sono anche reso disponibile a cucinare la cena, visto che la zia lavora fino alle ore 19 per cinque giorni alla settimana ed ha altri due bambini in casa.
Ora sono in vacanza. Oggi stesso vado a trovare mia mamma e mio papa’, ma non vi rimarro’ a lungo perche’ so che la’ ritrovero’ certe compagnie che vorrei evitare. Il 12 dicembre saro’ di nuovo dalla zia, e poi la scuola ricomincera’ al 6 gennaio.
Dio vi benedica.
Denis
venerdì 28 novembre 2008
Sono Patrick...e stò un pò meglio
sabato 22 novembre 2008
Siamo Erick e Lillian
...E DESIDERIAMO DIRE GRAZIE AI NOSTRI BENEFATTORI. ANCHE PER NOI L'ANNO SCOLASTICO E' TERMINATO E SIAMO TORNATI A CASA. IL NOSTRO PROBLEMA E' CHE SIAMO ORFANI, E A CASA DOBBIAMO FARCI PROPRIO TUTTO. CI SONO SI' DEGLI ZII CHE ABITANO A FIANCO DELLA CAPANNA DI NOSTRA MAMMA ROSEMARY, MA E' CHIARO CHE LORO PENSANO DI PIU' AI LORO FIGLI, ED E' ANCHE NORMALE CHE SIA COSI'.
VI RICORDATE NOSTRA MADRE? LAVORAVA AL COTTOLENGO MISSION HOSPITAL.
ONESTAMENTE PER NOI LE VACANZE SONO UN PERIODO PIU' DURO DI QUANTO NON LO SIA L'ANNO DI STUDI, PERCHE' ALMENO, QUANDO SIAMO IN COLLEGIO, NON DOBBIAMO PENSARE A CUCINARE: ORA DA SOLI E' UN PO' PIU' COMPLESSO, MA SAPPIAMO CHE POI CRESCEREMO E POTREMO FARCI UNA FAMIGLIA TUTTA NOSTRA. POTREMO AVERE UNA CASA NOSTRA, UN LAVORO, DEI BAMBINI.
CERTO QUESTO FUTURO DIPENDERA' ANCHE DAI NOSTRI STUDI E DALLA QUALITA' DEI DIPLOMI CHE RIUSCIREMO A OTTENERE; MA IN CIO' SIAMO FORTUNATI PERCHE' ABBIAMO I NOSTRI SAMARITANI. UNA PREGHIERA ED UN ABBRACCIO A CHI CI SOSTIENE, E UN SORRISO PER TUTTI COLORO CHE LEGGONO IL NOSTRO BREVE MESSAGGIO
PS: Io, Erick, ho finito la seconda superiore, e Lillian, mia sorella, ha ripetuto la seconda media, ma stavolta credo che non resterà bocciata. Dovete scusarla: per lei essere orfana di entrambi i genitori è stato più duro ancora perchè è più piccola.
Erick e Lillian
lunedì 17 novembre 2008
Emergenza al nido
Patrick pero’ e’ scheletrico e diventa sempre piu’ emaciato. Ora pesa solo 2100 grammi. L’ho messo in regime di latte in formula specifico anche per le allergie e le intolleranze proteiche, in caso avesse sviluppato qualche problema di malassorbimento. Speriamo in bene. E’ un momento difficile al nido e siamo un po’ scoraggiati. Nelle ultime ore la diarrea sembra ridursi e nutriamo la speranza di salvare questo nostro piccoletto. Anche Silvia e’ malata. Ha la malaria, ma lei e’ gia’ piu’ grandicella e penso che ce la possa fare.
Fr Beppe Gaido
domenica 16 novembre 2008
Lettera dal paradiso
So che Sr Oliva è agitata e pensa che non siete più in grado di seguire gli orfani; che ne avete troppi e che non ce la fate a star loro dietro.
Ma dal Paradiso vi voglio anche dare un altro punto di vista. Era già scritto che io fossi un angioletto; era nei piani di Dio. Per questo voi non avete alcuna colpa. Lui ha voluto che riabbracciassi la mia mamma così in fretta. Voi mi avete portato a Chaaria per la vita e non per la morte. Certamente eravate convinti di fare una cosa buona. Ma non tutti i nostri piani vanno a buon fine. Ricordate il vecchio proverbio: "L'uomo propone e Dio dispone".
Se ci fosse stata malizia o disinteresse da parte vostra, lo capirei che vi sentiste male, ma davvero vi siete fatti in quattro, e non avete badato a spese con i farmaci. Capisco anche l'elemento della sorpresa: siete stati colti in contropiede. Non pensavate che una bambina in ottima forma come me potesse essere portata via in 2 giorni dalla malaria. Ma questa è la dura realtà: quante volte, caro Beppe, queste cose le ripeti ai tuoi infermieri: "ricordatevi che la malaria è il più grande killer di bambini di tutta l'Africa; tenete in mente che li uccide normalmente entro le prime 8 ore dall'inizio dell'attacco; state in guardia perchè la malaria si mimetizza con tutto: possiamo dire che non ha sintomi propri, perchè può mimare qualunque altra condizione..."
Ora ci hai sbattuto il naso di nuovo, e questa lezione te la ricorderai a lungo. Meno male che almeno ora avete le zanzariere che impediranno a molti altri bambini di fare la fine che ho fatto io.
Comunque, non vi crucciate. Io sono felice dove ora mi trovo, e pregherò per tutti voi.
La piccola orfana di Tuuru
sabato 15 novembre 2008
Sono in paradiso senza un nome, ma il Signore me ne darà uno bellissimo
non mi presento per nome perche' ancora non me ne e' stato dato uno. Ero venuta a Chaaria esattamente una settimana fa. Mi avevano portato qui da Tuuru. Avevo viaggiato in macchina con i Fratelli che tornavano dal loro ritiro. Il viaggio era stato lungo e faticoso, ma io ero nelle loro braccia, sempre coccolata ed accudita. Io pero' ero triste perche' la mia mamma era morta da pochi giorni. Non so se e' stata la nostalgia della mamma, o se magari e' stata tutta colpa di quelle zanzare anofeli che ci circondano ovunque nella stagione delle piogge. Fatto sta che da ieri mattina ho sentito che i miei polmoni erano pesanti.
La piccola orfana di Tuuru
Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido