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lunedì 3 giugno 2019

Affetto e sostegno

Quello che mi porto via dalla Polonia e' un grande affetto, tanta stima da parte di coloro che sono venuti a Chaaria ed il desiderio di continuare a collaborare laddove il Signore vorra'. 
L'incontro in Polonia l'ho voluto fortemente soprattutto per ringraziare del grande aiuto ricevuto a Chaaria. 
Abbiamo vissuto insieme anche una bella messa (ovviamente in Polacco e non ci ho capito niente), ed abbiamo chiesto il dono dello Spirito Santo. 
Il gruppo polacco e' piccolissimo ma e' motivato e crede nel servizio incondizionato ai poveri...proprio come tutti noi.

Fr Beppe


domenica 2 giugno 2019

In Polonia...


Incontro con i volontari polacchi a Cracovia.
Bellissima accoglienza e tanto affetto.





mercoledì 24 aprile 2019

La mia Chaaria

Sono arrivata a Chaaria per la prima volta nel febbraio 2011.
Da allora sono tornata a Chaaria tante volte: certamente tutti gli anni, ma talvolta anche due volte all'anno.
Come ginecologa mi sono sempre occupata della maternita', che in questi anni a Chaaria ha fatto passi da gigante.
La prima sala parto era una piccola stanza, dove si partoriva, si facevano i raschiamenti, le medicazioni post cesareo, ecc. Nella stessa stanza di incannulavano le vene e si facevano le medicazioni dei bambini ricoverati in pediatria.
Dal 2015 ho trovato operativa la nuova maternita': un bel padiglione con un'ampia sala parto, due camere separate in cui vengono rispettivamente ricoverate le gravide da una parte e coloro che han gia' partorito dall'altra; un ambulatorio di visita dove sono sempre presente e facilmente ritracciabile; una piccola unita' neonatale con incubatrici in cui vengono tenuti i prematuri e coloro che hanno bisogno di fototerapia.
In questi anni ho sempre notato un continuo miglioramento dell'assistenza, oltre che della parte strutturale.
Lavorare in un padiglione del genere ha reso anche il mio servizio di volontariato piu' semplice e mi ha permesso di monitorare i problemi con maggior prontezza.

martedì 23 aprile 2019

A Chaaria, da Beatrice.

Sono cresciuta più in questo mese che in molti anni della mia vita.
I giorni si sono susseguiti talmente pieni e ricchi che pare ne siano passate così tante di vite..
Torno più alta degli altopiani Kenyoti e più colma della terra ocra di Chaaria.
Ho superato me stessa, oltre ad ogni mio confine.
Ho scoperto l'insaziabile bellezza del risveglio con i grilli e i galli,
Ho toccato la forza dopo lo sconforto impotente di fronte a tanto dolore,
Ho amato la stanchezza dei miei occhi, quando fuori viene buio e non puoi fare altro che rimanere in contemplazione.
Ho avuto l'onore e il privilegio di lavorare per la vita.
Vorrei rimanere qui, 
Per continuare a crescere.
Vorrei rimanere qui,
Per continuare a servire, e
Vorrei rimanere qui
Perché non mi sono mai sentita così tanto appartenere.
Grazie, per tutto.

Beatrice

giovedì 18 aprile 2019

Quanti morti!

Non so quale sia la ragione, ma non riesco piu' a star dietro alle operazioni qui a Chaaria, soprattutto ai casi di ortopedia.
Opero ogni giorno pazienti ricoverati 6-7 giorni prima, perche' la pressione e' talmente grande con non riesco a star dietro ai nuovi arrivi.
Da alcuni giorni pero' la lista operatoria si e' lievemente accorciata ed oggi ho operato pazienti ricoverati 5 giorni fa.... e purtroppo non perche' spono stato piu' efficiente, ma semplicemente per il fatto che in reparto ben cinque pazienti in attesa di intervento ortopedico sono volati in Paradiso.
Erano tutti casi di politrauma, con almeno due o tre ossa coinvolte: fratture bilaterali di femore; fratture bilaterali di tibia e fibula; fratture di femore associate a fratture di radio ed ulna o di omero.
Abbiamo cosi' tanto lavoro che spesso i politraumi vengono classificati solo in base alle fratture che riusciamo a documentare con la radiologia. Quasi mai ho tempo per fare di routine un'eco addome a chi ha anche una frattura di femore...ed ovviamente lui potrebbe avere una rottura di milza e quindi potrebbe morire di anemia ancor prima che io possa pensare di portarlo in sala per il femore.

mercoledì 17 aprile 2019

Di nuovo insieme

Il Dr Daniele Pecorari e' stato volontario a Chaaria come odontoiatra dal 2002 al 2004.
Tra il 2005 ed il 2007, per tre anni ininterrotti, e' vissuto a Chaaria con noi ed ha lavorato con me sia in odontoiatria che in moltialtri settori dell'ospedale.
Poi la vita ci ha in qualche modo tenuti separati per un po' di tempo.
Ora Daniele e' a Chaaria nuovamente, dopo 12 anni!!!
Ne sono cosi' felice.
Daniele e' stato una figura importantissima per Chaaria, ed e' un grande amico per me.
Desidero condividere con i lettori quanto Daniele scriveva qui a Chaaria nel 2005, durante il triennio della sua vita con noi. Ecco qui di seguito lo stupendo testo. 

Fr Beppe

sabato 23 marzo 2019

Lucia

Ringrazio di cuore la Dottoressa Lucia Floris, ginecologa di Cagliari che e' nuovamente presente a Chaaria dopo pochi mesi dall'ultimo periodobdi volontariato.
Grazie a lei stiamo aumentando molto il numero degli interventi ginecologici complessi e stiamo aiutando molte persone che non avrebbero soldi per curarsi. 
Anche in maternita' Lucia e' insieme un professionista molto preparato ed una tenera mamma per tutte le nostre partorienti. 
Per me Lucia e' una maestra ed una grande amica. 

E' bello averla qui con noi.

Fr Beppe


lunedì 4 marzo 2019

Il veterano di nuovo a Chaaria

Il Dr Postini e' il primo volontario di Chaaria in assoluto.
Ha iniziato il suo volontariato odontoiatrico nel 1990, con Fr Lodovico...e da allora e' rimasto fedele al suo impegno per i poveri ed i malati di Chaaria.
Il Dr Postini al momento costituisce il 50% del nostro gruppo di odontoiatri volontari.
L'altro 50% e' costituito dal Dr Ninni Ortu.
Il Dr Postini anche questa volta ci ha portato del prezioso materiale che continuera' a migliorare ulteriormente il nostro studio dentistico.
Lo ringraziamo di cuore per la sua fedelta' nel servizio di volontariato.
Nella foto, di qualche anno fa, lo vedere un po' piu' giovane di oggi.

Fr Beppe


martedì 19 febbraio 2019

Una nuova vita

Sto visitando un paziente in room 17, quando vengo chiamato urgentemente in sala parto. Il bimbo dell’ultimo parto spontaneo e’ veramente in pessime condizioni. Non respira, e’ cianotico e l’attivita’ cardiaca e’ lentissima.
Dalle narici aspiriamo un liquido verde e densissimo: “ha inspirato molto meconio… Prendi subito l’adrenalina, e iniziamo la rianimazione cardiorespiratoria”.
La medicina viene iniettata lentamente attraverso il cordone ombelicale. Monica afferra il piccolo torace tra le dita e ritmicamente usa i pollici per il massaggio cardiaco. Io infondo aria e ossigeno con l’ambu.
Sono minuti eterni, in cui il nostro sudore scorre abbondante anche a causa della lampada che abbiamo acceso a distanza ravvicinata dalla cute del neonato, per assicurargli una adeguata temperature corporea.
Il colore viola delle sue labbra pian piano cambia al roseo, grazie al ritmico pompare e all’ossigeno che entra abbondante attraverso la minuscola sonda di Mayo.
Il battito cardiaco, dapprima non superiore ai 30 al minuto, gradualmente risale fino a valori normali per un neonato.

mercoledì 13 febbraio 2019

Da una volontaria

Carissimo,

un mese fa ti dissi che ti avrei scritto dopo qualche giorno e invece, di giorni ne son passati più di 30!
Come stai? Come stanno procedendo le cose a Chaaria?
Ora che è trascorso un po' di tempo e che ho avuto la possibilità di digerire alcune cose e di custodirne altre, mi rendo conto di quanto il "grazie" che ho detto a te e ho detto, in generale, a Chaaria, è insufficiente per esprimere la grandezza dell'esperienza vissuta.
Per prima cosa ci tengo a domandarti scusa se ti son sembrata distaccata o se non ho cercato dei momenti di incontro con te.
Da un lato questo è dipeso dal fatto che, anche se non sembra, io davvero son timida e non riesco a prendere troppe iniziative di incontro.
Dall'altro lato mi rendevo conto che le tue giornate iniziavano all'alba e finivano a notte fonda e che tu, quasi in ogni istante, avevi a che fare con la vita e con la morte, e quindi mi sentivo davvero fuori luogo all'idea di cercarti per... per cosa? Per chiederti di raccontarmi di
Chaaria? Per domandarti come era bene comportarmi o non comportarmi? Come era bene relazionarmi con le persone?

giovedì 17 gennaio 2019

Info Chaaria: cosette pratiche per i volontari

1) Se scegli di venire a Chaaria con Egypt Air, arriverai all’aeroporto di Nairobi alle 3.45 di mattina. Prima che le valigie siano fuori e tu passi la dogana, saranno quasi le 5. A questo punto ti potrai accomodare al bar degli “ARRIVI”, ed il nostro autista verra’ a prenderti alle 6, per iniziare immediatamente il viaggio verso Chaaria, dove arriverai per pranzo.
2) Per il ritorno in Italia con Egypt Air, siccome il check-in inizia all’1.30 del mattino, tu sarai accompagnato all’aereoporto la sera prima verso le 22 dall’autista, che pero’ non aspettera’ fino al momento del check-in. Entrerai per conto tuo... Lo abbiamo gia’ fatto con tanti e non ci sono mai stati problemi.
3) Per i voli che arrivano in mattinata o primo pomeriggio (vedi Ethiopian o Emirates), e’ previsto trasporto immediato a Chaaria.
4) Solo per i voli che arrivano alla sera si pernotta al Cottolengo di Langata. Noi caldamente consigliamo voli con arrivo a Nairobi il mattino.
5) Quando sei ancora all’aeroporto al tuo arrivo, chiedi all’autista di indicarti il “bureau de change”, in modo che tu non abbia piu’ problemi a Chaaria per il cambio degli Euro in scellini. Tieni conto che, se vuoi andare al Parco per il safari, ti occorrera’ l’equivalente in scellini di circa 250 Euro.

sabato 29 dicembre 2018

Volontari ancora in aumento


Il 2018 si chiude nuovamente con un numero di volontari in aumento rispetto all'anno precedente.

Sono invece diminuite le presenze dall'estero: caso piu' eclatante e' quello della Polonia, da cui abbiamo al momento solo una volontaria. Segnalo comunque la presenza di una volontaria kenyana per tre mesi presso i Buoni Figli...oltre naturalmente il costante aiuto ricevuto (quando concesso dalla scuola di specialita') dalla dottoressa Makandi.
Rimangono tantissime le presenze di italiani che lavorano all'estero, soprattutto nel Regno Unito. Si tratta soprattutto di infermieri, ma anche di chirurghi. 
La stragrande maggioranza dei volontari viene quindi dall'Italia.


giovedì 27 dicembre 2018

Ninni


Con l'arrivo del Dr Ninni Ortu di Cagliari, il 50% di tutto il volontariato odontoiatrico del nostro ospedale e' presente a Chaaria... l'altro 50%, costituito dal Dr Postini verra' tra qualche mese.

Ninni e' stato accolto come sempre da una marea di pazienti che lo hanno tenuto impegnato fino alle 20.30 di stasera, sempre lavorando su due poltrone con Mary e Eunice.
Con lui programmiamo anche interventi di screening e di cura odontoiatrica gratuita in alcuni orfanotrofi e scuole elementari... novita' che lo terra' impegnato il sabato e la domenica.
Siamo molto grati al Dr Ortu per le sue frequenti visite a Chaaria. 
Siamo certi che il lavoro non gli manchera' di certo e contiamo sulla sua grande generosita'. Insieme lanciamo un appello a qualche dentista, in modo che il nostro folto drappello di odontoiatri, costituito da ben due elementi, possa magari rimpolparsi un po' di piu'.



Fr Beppe

mercoledì 12 dicembre 2018

Grazie ai volontari

Oggi abbiamo salutato Lucia che ci ha aiutato tantissimo per due mesi, prodigandosi nei lavori piu' umili nel reparto degli adulti. Lucia e' stata una presenza umile e silenziosa ma assolutamente positiva per Chaaria e per tutti I malati, soprattutto I piu' gravi ed abbandonati.
Con lei sia io che lo staff abbiamo realizzato un bellissimo rapporto di amicizia, di collaborazione e di fiducia.
Lucia e' stata il mio braccio destro per tutti I cesarei notturni e per quelli che capitavano nelle ore piu' difficili.
Ci manchera' moltissimo.
Oggi ci ha salutato anche Vahur, fotografo estone che e' rimasto a Chaaria per dieci giorni a raccogliere immagini ed interviste, con lo scopo di realizzare un documentario sul nostro ospedale e sul centro dei Buoni Figli. 
Ringraziamo di cuore anche lui che aprira' una finestra per Chaaria anche con la popolazione estone. Il suo documentario sara' sia in lingua estone che in inglese, e andra' in onda sulla televisione nazionale dell'Estonia.

lunedì 10 dicembre 2018

Grazie di cuore ai chirurghi estoni

Dal team che ci ha appena lasciati abbiamo ricevuto un buon numero di ferri chirurgici, una quantita' notevole di preziosi fili di sutura ed anche un bellissimo bisturi elettrico che ci permette di usare sia il monopolare che il bipolare.
Questo nuovo strumento ci viene donato in un momento molto particolare in cui non avevamo piu' alcun macchinario di riserva.
Abbiamo infatti un elettrobisturi in sala grande, uno in sala piccola... e basta.
In caso di necessita' di riparazione, non avremmo avuto alternative che rimanere senza nella sala piccola.
Ora abbiamo il nuovo strumento, molto piu' avanzato del nostro.
Il precedente elettrobisturi di sala grande diventa quindi quello di riserva.
In sala grande usiamo l'elettrobisturi degli Estoni, mentre in sala piccola continuiamo con quello piu' vecchio...fin che va.
Anche per queste donazioni esprimiamo il nostro sentito ringraziamento ai chirurghi estoni.
La Provvidenza non ci lascia mai mancare nulla ed a volte arriva per strade davvero inaspettate.

Fr Beppe

venerdì 7 dicembre 2018

Chaaria non è...

1) Chaaria è al momento una struttura soprattutto sanitaria ed assistenziale; i volontari sono per lo più impegnati nell’ospedale o nella cura dei Buoni Figli. 
Tali attività assorbono le nostre giornate a ritmi veramente pieni e vertiginosi, per cui ci rimane ben poco tempo da dedicare ad altre attività. 
Pur riconoscendo l’importanza di attività sociali sul territorio (come visite domiciliari nelle capanne, per esempio), dobbiamo constatare che il tempo a disposizione per questo è poco, ed è saltuario… 
I volontari che fossero interessati primariamente a tale tipo di esperienza sociale potrebbero sentirsi frustrati. 
La nostra azione sociale si realizza soprattutto attraverso l’aiuto sanitario offerto a tutti i poveri che bussano alla nostra porta, attraverso la presa in carico totale degli handicappati mentali da noi ospitati e attraverso l’aiuto economico alle famiglie in difficoltà…. 
C’è chi dice che in tal modo si fa una esperienza separata dalla vita reale della gente, e che si rischia di stare in Africa senza prendere veramente coscienza della cultura locale; non so se queste critiche sono vere oppure no: so però che la popolazione ha bisogno di aiuto e che l’ospedale di Chaaria è qualcosa di veramente significativo che ha cambiato la vita di molti. 

sabato 24 novembre 2018

I volontari che ci scrivono

“Tanti nuovi nati accolti al mondo; nuove persone conosciute che saranno per sempre amici; un’alba che ti lascia senza parole; canti in lontananza, momenti di crisi, una bombola di ossigeno per due persone che ne han bisogno; 
strade che fan paura ma autistic che se la cavano sempre; tante risate; il doversi arrangiare con quello che c’e’; la forza di chi lavora qui ogni giorno; il silenzio; le chiacchiere; le urla dei Buoni Figli, o, qualche volta, i loro sorrisi silenziosi; i canti della Messa. Reimparare a usare il fetoscopio, le mani invece dell’ecografia, gli occhi invece di mille esami.” 
Francesca

“Parto dall’accoglienza all’arrivo: ci siamo sentiti subito a nostro agio. Ci ha sorpreso la puntualita’ negli orari prefissati per i vari impegni, dalla prima colazione agli orari di lavoro e dei ‘break’ (altro che ‘african time’).
Qui ogni volontario fa quello che puo’, e cio’ consente agli effettivi di riposarsi un po’. Ci e’ stata data la possibilita’ di mettere in pratica quanto ci eravamo prefissati di offrire, e questo ci ha molto gratificato. Ci siamo sentiti parte del sistema, sistema che funziona molto bene, che richiama moltissima gente e che soprattutto e’ a disposizione delle gente povera e bisognosa di assistenza. E’ quello che cercavamo!
Venire fin qui e sentirci ‘tollerati’ o peggio ancora messi in disparte, sarebbe stato deprimente, demoralizzante!

sabato 17 novembre 2018

Meglio tanti o pochi volontari?

Quando a Chaaria ho pochissimi volontari, come per esempio e' successo ad ottobre, per me e' certamente piu' facile. I volontari hanno molto piu' bisogno di me, mi parlano di piu', ci confrontiamo frequentemente e normalmente lavoriamo insieme.
Ovviamente per il volontario che rimane qui da solo o magari in un gruppo di 2, puo' essere un po' piu' difficile.
Piu' difficile organizzare gite; piu' momenti di solitudine magari dopo cena.
Certamente pero' per me l'esperienza con il volontario e' piu' pregnante: parliamo, magari usciamo insieme un momento alla domenica, impariamo a conoscerci.
Con i gruppi grossi e' tutto piu' complesso. Sovente il gruppo mi inibisce un po', e se non faccio molta fatica a rapportarmi con i singoli, ne faccio molta di piu' ad entrare in relazione con molte persone nuove allo stesso tempo.
I gruppi grossi poi a volte sono fatti di gente che si conosce gia' da prima, e puo' diventare facilmente autoreferenziale: se un volontario e' qui da solo in genere mi avverte quando esce; a volte con i gruppi grossi mi capita che i volontari organizzano tutto e poi alla fine si dimenticano anche di avvisarmi che non ci sono.

venerdì 16 novembre 2018

Il rapporto medico-paziente

Molte volte i farmaci a nostra disposizione non sono molto diversi da quelli che i pazienti trovano nel dispensario del loro villaggio. Se poi leggiamo i loro documenti precedenti, sovente ci rendiamo conto che hanno assunto piu’ o meno tutto cio’ che e’ disponibile sul mercato, ma non sono migliorati.
Quando invece vengono a Chaaria, dicono che i nostri farmaci sono efficaci e che con le nostre terapie stanno davvero meglio.
Perche’ questo?
Le ragioni possono essere varie, ma la principale penso vada ricercata nel fatto a Chaaria si sentono ascoltati senza fretta, e poi ricevono anche spiegazione dettagliata di quello che abbiamo trovato e delle ragioni per cui abbiamo compiuto una particolare scelta terapeutica.
Spesso i nostri clienti dicono che altri dottori si limitano a dare medicine, senza dedicare neppure un momento al dialogo, con il risultato che alla domanda: “che cosa ti ha detto il medico? Di che malattia ti ha parlato?”, la risposta e’ sovente: “Non mi ha detto niente”.
Credo poi moltissimo nel valore taumaturgico delle mani: a Chaaria i malati vengono visitati.

martedì 6 novembre 2018

Quale profilassi antimalarica per i volontari di Chaaria?

Inizio questa breve esposizione ricordando che ci troviamo in un’ area endemica per la suddetta infezione e che la trasmissione è continua an Chaaria durante i 12 mesi dell’anno, anche se ci sono chiare recrudescenze dopo le due stagioni delle piogge.
Il periodo certamente più colpito da infezione malarica va da dicembre a giugno, cioè durante e dopo i mesi umidi ed in corrispondenza della sezione più calda dell’anno.
Questa considerazione mi porta a sconsigliare assolutamente la scelta di non prendere profilassi, perché una malaria in un soggetto non immune può essere mortale. 
Parliamo infatti di plasmodium falciparum e di possibile malaria cerebrale.
Sarà certo importante ricordarsi di mettere la zanzariera di notte, visto che la anofele si nutre nelle ore dal crepuscolo all’alba.
Per quanto riguarda i farmaci a disposizione, questa è la mia opinione del tutto personale:
1) Il Lariam (Mefloquina) è un ottimo farmaco; è mutuabile ed ha una copertura che supera il 95%. Dal mio punto di vista è la scelta ottimale, in quanto molto efficace, e discretamente privo di effetti collaterali alla dose profilattica (1 compressa alla settimana).


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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