lunedì 18 febbraio 2019
Questa volta viene dalla nostra maternità
mercoledì 4 ottobre 2017
Fernand
E' sempre bello quando possiamo aiutare un genitore a riprendersi dalla perdita della moglie al parto, almeno prendendoci cura del neonato fino a quando egli sara' in grado di accoglierlo e di dargli una famiglia serena.domenica 9 agosto 2015
Fridah
lunedì 22 giugno 2015
Turn over presso i nostri orfani
lunedì 10 marzo 2014
Christine
venerdì 8 novembre 2013
Il nuovo orfanello
martedì 5 novembre 2013
Caroline Wanja
lunedì 26 agosto 2013
Stefania e Sonia
Le ringraziamo di vero cuore, con la speranza di poterle riavere ancora
con noi per un altro periodo di condivisione e di servizio.martedì 20 agosto 2013
Due nuovi orfani
giovedì 15 agosto 2013
Linet e Nicholus
Certamente è un lavoro esigente accettare dei piccoli orfani appena nati, magari anche pretermine, e poi cercare di tirarli su fino ad una età compatibile con la vita di comunità a Nkabune.
domenica 28 luglio 2013
Victor
Ricorderete che Victor era vissuto con un nonno alcolizzato che lo nutriva con bevande alcooliche locali a base di miele.giovedì 21 marzo 2013
Mercy e Linda: chi parte e chi arriva
martedì 8 gennaio 2013
Denis, Victor e Nicolus
venerdì 26 ottobre 2012
Turn over nel reparto orfanelli
Considerando il fatto che il nostro repartino per gli orfani e’ molto congestionato (ne abbiamo sei al momento), la Suora ha deciso che Denis era grande abbastanza e che quindi se lo sarebbe potuto prendere a Nkabune.
venerdì 17 agosto 2012
Una terza bimba per il nostro piccolo orfanotrofio
martedì 7 agosto 2012
Victor Mutethia
giovedì 31 maggio 2012
Un nuovo orfano per Chaaria
sabato 21 aprile 2012
Miriam
mercoledì 14 dicembre 2011
Rossella
giovedì 24 novembre 2011
Mission accomplished
Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido


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