La prima sala parto era una piccola stanza, dove si partoriva, si facevano i raschiamenti, le medicazioni post cesareo, ecc. Nella stessa stanza di incannulavano le vene e si facevano le medicazioni dei bambini ricoverati in pediatria.mercoledì 24 aprile 2019
La mia Chaaria
La prima sala parto era una piccola stanza, dove si partoriva, si facevano i raschiamenti, le medicazioni post cesareo, ecc. Nella stessa stanza di incannulavano le vene e si facevano le medicazioni dei bambini ricoverati in pediatria.martedì 23 aprile 2019
A Chaaria, da Beatrice.
mercoledì 3 aprile 2019
Lettera di Caterina
Durante il viaggio che divide Chaaria e Nairobi ho pensato tanto: ho il cuore e la mente piene di emozioni nuove, di volti e sorrisi che chissà se rivedrò ancora, ma che so per certo avermi cambiata. mercoledì 13 febbraio 2019
Da una volontaria
Ora che è trascorso un po' di tempo e che ho avuto la possibilità di digerire alcune cose e di custodirne altre, mi rendo conto di quanto il "grazie" che ho detto a te e ho detto, in generale, a Chaaria, è insufficiente per esprimere la grandezza dell'esperienza vissuta.sabato 24 novembre 2018
I volontari che ci scrivono
strade che fan paura ma autistic che se la cavano sempre; tante risate; il doversi arrangiare con quello che c’e’; la forza di chi lavora qui ogni giorno; il silenzio; le chiacchiere; le urla dei Buoni Figli, o, qualche volta, i loro sorrisi silenziosi; i canti della Messa. Reimparare a usare il fetoscopio, le mani invece dell’ecografia, gli occhi invece di mille esami.” sabato 15 settembre 2018
Chi me lo fa fare?
E allora mi chiedo: perché lo faccio? Chi mi obbliga? Ieri poi un giovane e brillante volontario mi ha posto proprio questa domanda e mi sento costretto a “confessarmi”. sabato 14 luglio 2018
L'Albero Sacro
Ma allo stesso tempo la riconoscenza dei malati è una gratificazione inestimabile che rende unico e straordinario il lavoro del medico.venerdì 13 luglio 2018
Che cos'è il mal d'Africa?
sabato 7 luglio 2018
Antologia di sentimenti su Chaaria
mercoledì 1 novembre 2017
Lettera di Luciano
martedì 3 ottobre 2017
Lettera di Bianca
L'ospedale era pieno come ora, due persone per letto, tanta sofferenza e poco personale che però ce la mette tutta. venerdì 29 settembre 2017
Video di una volontaria
giovedì 20 aprile 2017
E' cominciata così...
Quando arrivo trovo lui che ha già fatto la spinale, Filippo, ginecologo, e le due infermiere di notte kenyote. Filippo e io (140 anni in due) sbrighiamo il cesareo senza eccessivi affanni mentre Beppe assiste la paziente confortandola in Kiswaili (o in Kimeru che è il dialetto locale?). mercoledì 8 febbraio 2017
Chaaria è...
Chiudere gli occhi e rivederti lavorare su tutto: spostare barelle, estrarre neonati, suturare ferite e dialogare in swahili come se intonassi una canzone..Chaaria è una droga
È impossibile spiegare cosa sia per me Chaaria, è una seconda casa dove tutto passa in secondo piano, anche le necessità più semplici come mangiare e dormire.. chaaria è colori, profumi, odori, sapori, sguardi, differenze e uguaglianze, incomprensioni e intese, è confrontarsi ogni momento con i propri limiti, fisici comportamentali e mentali, è sentirsi importante e riconoscente nei confronti della vita, è sentirsi fortunata e a volte ingrata, è ricevere molto più di quanto si sia dato.domenica 29 gennaio 2017
Il video di Giulia De Leonardis..
martedì 3 maggio 2016
Lettera da un veterano
La bravura del nostro driver, Joseph, ci ha comunque condotto
agevolmente ed in sicurezza a
destinazione.giovedì 7 gennaio 2016
Recensione di "Polvere rossa"
Cap
7: “Oggi mi sono svegliato con un umore
pessimo e una sensazione di fallimento e di solitudine…”sabato 19 dicembre 2015
Lettera di Sara
Credevo di tornare in Italia e ri-immergermi in questa realtà che per tre mesi ho abbandonato; invece il rientro è stato ed è tutt’ora molto duro da accettare. Non per la realtà occidentale, ma perché Chaaria è stata un’esperienza “purtroppo” positiva che mi ha dato la possibilità di capire qual è la mia vera strada da seguire, mi ha illuminato sul cammino della mia futura vita e tutto questo senza che io lo cercassi.sabato 1 agosto 2015
Il grazie di Maria, volontaria del gruppo di Mitungu, a Chaaria per due settimane
Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido



