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venerdì 24 maggio 2019

Le classi del giovedì

Oggi abbiamo avuto una partecipazione davvero sentita alla lezione che ho presentato e che era stata per me preparata dalla Dr.ssa Nadia Chiapello. Era venerdì in forma eccezionale, in quanto ieri abbiamo  avuto un imprevisto, ma giovedì è tradizionalmente la nostra mattinata formativa.
È stata una lezione davvero molto educativa e interessante che ha attirato l'attenzione di tutti.
Grazie di cuore alla Dottoressa Chiapello che  per oltre 15 anni mi ha sostenuto nel non facile compito di presentare una lezione per lo staff tutte le settimane.
La formazione professionale per lo staff è stata sempre un mio chiodo in testa, e sono felice di essere stato capace di portarla avanti con assoluta costanza fino ad oggi.
Grazie anche a tutti i volontari che di tanto in tanto hanno presentato argomenti al posto mio o mi hanno preparato presentazioni in power point.
Grazie allo staff di Chaaria e di DREAM che ha voltuto collaborare a questa importante attività dell'ospedale.


mercoledì 8 maggio 2019

The "Sign" transformation in Chaaria Mission Hospital

Our hospital is located in a very rural part of Eastern Kenya.
Our patients are generally very poor and our mission is to try to serve them at our best, without excluding anybody due to financial constraints.
For years I had been witnessing to the very sad reality that orthopedic care in our area is only for the rich: implants are very expensive; surgeons are rare and costly to the patients; hospitals able to perform orthopedic surgery are few and equally unaffordable to the majority.
The normal picture was that most of our patients would not afford surgical treatment for fractures, and they would end up being disabled forever, a burden for the family, miserable and more poor day after day.
Most of the beggars in our villages were in fact people abandoned by the family after an untreated fracture, and pushed by circumstances to sit at the side of the road to show their disability to the passerby,
in order to get some coin or some food.
I had tried to do my best to address such situations, but the cost of implants was so high that our poor finances could not afford them.
Actually I was operating some patients, mostly using plates, which are not the best solution anyway, because they do not assure good stability and require the patients to bed rest for more than a month after operation. 

giovedì 2 maggio 2019

900

La ragione per cui celebriamo i numeri non e' mai quella di autoincensarci. Non e' neppure per una sottile forma di superbia.
Oggi siamo estremamente contenti del traguardo raggiunto con i 900 chiodi di Sign inseritia Chaaria, per il semplice fatto che altrettante persone ora possono nuovamente camminare, essere utili alle loro famiglie ed evitare un destino di poverta'.
900 chiodi equivalgno infatti at altrettante persone curate e ristabilite nella loro normale attivita' lavorativa; equivalgono a 900 famiglie strappate alla poverta' che necessariamente si sarebbe abbattuta su di loro quando magari l'unica persona in grado di lavorare era immobilizzata in un letto.
Ringrazio di vero cuore il fondatore di Sign, Dr Lewis Zirckle, per la fiducia che ha avuto in noi fino ad oggi.
Sono estremamente grato a tutta la grande Famiglia di Sign, che, donandoci strumentario, viti e chiodi, ha reso possibile questo piccolo miracolo di solidarieta'.

martedì 9 aprile 2019

"World TB day" a Chaaria Market il giorno 8 Aprile 2019

La comunita’ di Sant’Egidio ed il “Dream Kenya Trust Chaaria”, insieme al Cottolengo Mission Hospital a alla Contea Imenti Central hanno organizzato una giornata di screening gratuito presso il mercato di Chaaria, allo scopo di celebrare la giornata mondiale per la lotta alla TBC.
Lo slogan dell’evento e’ stato: ‘’MULIKA TB… MALIZA TB.’’ (sconfiggi la TBC…eradica la TBC).
La giornata e’ stata a lungo preparata con campagne di sensibilizzazione portate avanti dai chief (sindaci), dagli ufficiali sanitari del territorio e da volontari: grazie a questo capillare lavoro che ha preceduto la giornata, la gente ha aderito in massa e c’e’ stato davvero un alto numero di screening.
Sant’Egidio ha sponsorizzato economicamente l’evento.
Il Cottolengo Mission Hospital ha offerto personale di supporto.
La County ha offerto sia personale che supporto tecnico e farmaceutico.
Il personale a disposizione per lo screening comprendeva il Coordinatore della County per la lotta alla TBC,clinical officers, infermieri, laboratoristi, counselers, nutrizionisti, farmacisti, ecc.

lunedì 25 marzo 2019

Ken Mwenda

Lo avevamo ricoverato alcuni anni fa presso il centro Buoni Figli su richiesta della Associazione BINARIO PER L'AFRICA, che da allora lo sponsorizza con un generoso aiuto economico per il sostentamento quotidiano.
Ken, ricoverato ancora bambino perche' ormai solo dopo la morte della nonna, e' oggi un uomo. Lo vediamo davvero cresciuto...e la foto ne rende testimonianza.
La cosa piu' bella e' che e' sempre sorridente.
Ken non ha mai accusato particolari problemi di salute e siamo fiduciosi che stia davvero bene.
Continueremo a prenderci cura di lui che e' ormai parte della nostra famiglia.
Grazie ancora a BINARIO PER L'AFRICA che ci stima e ci sostiene economicamente per Ken.

Fr Beppe

sabato 16 marzo 2019

La nuova sede per il centro DREAM

Il centro "Dream" di Chaaria e' gestito dalla comunita' di Sant'Egidio.

Da anni era come accampato in una casetta di legno vicino al cancello dell'ospedale.
Abbiamo ora completato il trasloco nei locali del nuovo edificio costruito dalla Associazione Volontari Cottolengo.
L'edificio ora ospita "Dream" ed i servizi per HIV, TBC, Malattie sessualmente trasmesse, e screening del carcinoma della cervice uterina.
Tali servizi sono al piano terra della nuova struttura, mentre al primo piano gia' da mesi e' operativo il laboratorio analisi dell'ospedale.
Ringraziamo l'Associazione Volontari Missioni Cottolengo di Torino che ha costruito la struttura e la comunita' di Sant'Egidio che porta avanti i servizi sopra elencati.

Fr Beppe


giovedì 21 febbraio 2019

800

In una giornata cosi' impegnativa che a mala pena riesco ancora a respirare ora che il lavoro e' finito, oggi abbiamo impiantato l'ottocentesimo chiodo di Sign.
Pur senza tempo e forza per celebrazioni esterne, il nostro cuore oggi era pieno di gioia e riconoscenza.
La situazione ortopedica a Chaariae' veramente impegnativa, ma sappiamo che stiamo aiutando tantissime persone che altrimenti non potrebbero curarsi e certamente non camminerebbero piu'.
Il caso numero 800 e' stata una frattura di tibia vecchia di due anni.
Il paziente non aveva soldi ed era stato curato solo con gesso. Era guarito in qualche modo, ma con una deformita' evidente.
A dicembre 2018 si era rifratturato la stessa tibia, probabilmente non guarita bene. Mancandogli le possibilita' economiche, non si e' fatto  mettere neppure il gesso ed ha comminato in qualche modo sulla frattura, con il risultato che la gamba si e' incurvata a scimitarra.

sabato 9 febbraio 2019

Attività ortopedica e le sue spese sempre molto alte

Non mi sembra di errare dicendo che l'ortopedia traumatologica e' la nuova frontiera dell'ospedale di Chaaria.
Soprattutto negli ultimi due anni gli interventi sono aumentati costantemente ed in modo esponenziale.
Cio' e' soprattutto dovuto al fatto che in Kenya gli interventi ortopedici sono eseguiti da pochi specialisti, e sono normalmente cosi' costosi che la maggior parte della popolazione non puo' permettersi di farsi operare.
Da quando l'Associazione Karibu Kenya di Cagliari prima, e Sign Fracture Care International poi ci hanno sostenuto con la donazione di placche e chiodi endomidollari che noi non facciamo pagare ai pazienti, i numeri sono ovviamente aumentati, ed onestamente penso che siano proprio i piu' poveri a trarne il maggior beneficio.
Chi e' ricco infatti puo' anche spendere molti soldi con un chirurgo affermato e spenderne altrettanti acquistando gli impianti ortopedici.
La maggior parte della gente pero' questo non lo puo' fare perche' non ha soldi, ed e' proprio per questo che Chaaria e' diventato il porto sicuro per tutta questa povera gente che altrimente sarebbe condannata a rimanere storpia per tutta la vita.

sabato 5 gennaio 2019

Un grande successo ed un'ottima collaborazione

Lothur e' un pastore Samburu che era stato colpito da una fucilata durante una rapina del suo bestiame circa sei mesi fa.
Le razzie di bestiame sono frequenti in quella parte del Paese.
In tale periodo Daniele non aveva ancora i chiodi di Sign al Samburu County Hospital, e le fratture le riferiva a Chaaria.
Lui ha giustamente deciso di mettere a Lothur un fissatore esterno al fine di stabilizzare la frattura; ha quindi instaurato terapia antibiotica per controllare l'infezione, e poi ci ha mandato il paziente per la terapia chirurgica definitiva.
A Chaaria gli abbiamo tolto il fissatore esterno ed abbiamo inserito un chiodo endomidollare di Sign.
Abbiamo dimesso Lothur in quinta giornata post-operatoria, quando gia' poteva camminare con le stampelle.
Il follow up lo ha poi fatto Daniele al Samburu Hospital.
L'infezione e' completamente guarita ed il callo osseo si e' formato in tempi relativamente brevi.
Da prestissimo il malato ha imparato a camminare ed a stare in piedi, ma aveva una certa rigidita' del ginocchio.
Il primo gennaio pero', all'ultima visita di controllo sei mesi dopo l'intervento, Lothur sorrideva e poteva assumere la tipica posizione rannicchiata della sua gente, senza sentire dolore.
Lothur e' un esempio paradigmatico della bellissima collaborazione tra noi e Daniele, tra Chaaria Hospital e Samburu Hospital.
Egli e' un'altra persona a cui abbiamo ridato una vita normale e che ha potuto ritornare alla sua famiglia ed alla sua piccola attivita' lavorativa, evitando cosi' maggior poverta', separazione familiare ed esclusione dal clan.

domenica 23 dicembre 2018

In ospedale

Nonostante non ci siano stati i lunghi scioperi della sanita’ che hanno caratterizzato il 2017, anche quest’anno abbiamo lavorato molto.

Sono aumentati i ricoveri, i malati, ma soprattutto e’ aumentata la complessita’ delle nostre prestazioni, ed in tal modo abbiamo potuto dare risposte ad un numero sempre piu’ elevato esempre piu’ complicato di problematiche sanitarie.
Anche per il 2018 sottolineo l’aumento esponenziale dei casi di ortopedia e di traumatologia a cui abbiamo dato risposta immediata soprattutto grazie alla collaborazione con Sign Fracture Care International.
Naturalmente questo ha avuto un grosso costo umano di stanchezza e di dedizione sia di giorno che di notte, sette giorni alla settimana.
Umilmente affermo che il peso e’ caduto soprattutto sulle spalle mie e di Fr Giancarlo.
Tale affluenza ha anche causato una cronica carenza di letti, ed il ricorso quasi costante a due pazienti per letto, soprattutto nel reparto uomini.
L’unico reparto in cui siamo stati a volte parzialmente vuoti e’ stata la pediatria.
Non posso negare che un numero cosi’ alto di clienti, unito alla scarsita’ del personale soprattutto medico ed infermieristico, abbia causato a volte un servizio non proprio di eccellenza; ci siamo comunque donati al massimo delle nostre forze.

venerdì 7 dicembre 2018

Presentazione del libro "L'Afrique c'est chic", di Michelangelo Bartolo

Domenica 9 dicembre 2018 alle ore 13.30, si terrà la presentazione del libro "L'Afrique c'est chic" di Michelangelo Bartolo presso la nuvola di Fuksas all'Eur in occasione della manifestazione Fiera del libro di Roma "Più libri, più liberi"'. 
Si consiglia di arrivare verso le 12,30... perché ci sono dei tempi tecnici per l'ingresso (biglietto acquistabile in loco oppure online sul sito vivaticket). 
La presentazione finirà alle 14,30... Ma ovviamente poi si potrà poi visitare la Fiera e la nuvola.
Interverranno Roberto Gervaso, Max Giusti e Paolo Bianchini.


Diario di viaggio di un medico impegnato da anni in missioni umanitarie in Africa, "L'Afrique c'est chic" è scritto in prima persona da un protagonista ironico, a volte un po' impacciato ma appassionato nel compiere il proprio lavoro. 
Malawi, Mozambico, Togo, Tanzania, Centrafrica e altri Paesi sono narrati in presa diretta anche attraverso le contraddizioni di alcune capitali africane che si muovono verso una veloce "occidentalizzazione" e spaccati di vita locale, come la storia di Isaac, bambino di strada in Togo, o l'incontro con Salimu, ragazzino in cura in un ambulatorio tanzaniano. 

venerdì 30 novembre 2018

Settecento!!

Siamo felicissimi, orgogliosi e riconoscenti per il traguardo che oggi abbiamo conseguito.

Settecento chiodi di Sign inseriti in altrettante fratture di femore, tibia ed omero. Settecento persone strappate alla poverta', alla disabilita' ed a tanta sofferenza.
Settecento famiglie aiutate a ripartire anche economicamente, settecento bambini che non hanno dovuto lasciare la scuola.
E tutto questo in appena due anni!!!
Il numero non da' ovviamente un quadro generale del grandissimo lavoro ortopedico portato avanti dall'ospedale, in quanto non tiene conto di tutti gli altri interventi in cui usiamo placche, viti o fili di Kirshner che Sign non ci dona: l'ortopedia a Chaaria e' certamente molto piu' grande di questo numero, ma settecento chiodi di Sign sono davvero tanti.
Essi ci indicano che la gente ci apprezza, che sa che lavoriamo bene e soprattutto sa che i chiodi che noi riceviamo gratuitamente dagli Stati Uniti, li doniamo a loro a titolo completamente gratuito, senza speculazione.

mercoledì 28 novembre 2018

Joy

Un altro anno scolastico e' passato.
I risultati sono discreti e Joy e' passata.
Oggi e' venuta a farmi vedere la pagella.
Era tutta contenta ed orgogliosa dei buoni risultati ottenuti.
Insieme a Joy, anche io mi unisco nel sincero ringraziamento per la Associazione Matumaini di Milazzo che la sostiene per le spese scolastiche.
So che Joy e' seria e si impegna molto.
Per chi non la conoscesse, ricordo che Joy e' una delle prime orfanelle di Chaaria.
Sua mamma era morta di parto ed il papa', povero ed epilettico, ci aveva chiesto di accudirla, mentre lui cercava di sistemarsi dopo il lutto.
Joy era diventata la bimba prediletta di Sr Oliva che l'aveva fatta crescere per quasi due anni.
Nel frattempo il babbo si era risposato ed aveva accettato di riprendersi la bambina.
Suo papa' alleva polli e li rivende, ma la sua condizione di salute spesso gli impedisce di lavorare, per cui anche oggi direi che sono una famiglia molto povera.

martedì 25 settembre 2018

Fatto trasloco

Di cuore ringraziamo i generosi benefattori, ed in particolare l'Associazione Volontari Cottolengo di Torino, per aver sponsorizzato la costruzione del nuovo laboratorio analisi di Chaaria. 
In settimana abbiamo fatto trasloco ed ora l'ospedale ha ambienti spaziosi ed efficienti per il laboratorio centralizzato.
Grazie alla generosita' dei benefattori abbiamo anche nuovi macchinari, tra cui una efficiente e moderna cappa aspirante per i campioni di materiale organico contagioso.
Seppure ancora nelle prime fasi di attuazione, il laboratorio e' pure dotata di collegamento telematico con centro DREAM.
Ringrazio molto Fr Giancarlo che ha supervisionato i lavori edilizi l'acquisto dei nuovi macchinari ed il trasloco.

Fr Beppe



domenica 16 settembre 2018

Grazie all'Associazione Volontari Sardi Karibu Kenya

Ringraziamo di cuore gli amici della Associazione Volontari Sardi Karibu Kenya che ci hanno donato carrozzine personalizzate per ognuno dei Buoni Figli. 
E' stato un processo lungo che ha richiesto studi e misure del grado di disabilita' di ognuno dei ragazzi. 
Ora pero' le carrozzine ci sono e siamo molto grati agli amici di Cagliari.
Che Dio benedica i nostri benefattori!


Fr Beppe

domenica 1 luglio 2018

La Fondazione Davida

Volentieri facciamo conoscere a tutti i lettori questa nuova realta' che in Italia si adopera a favore della Piccola Casa, dei suoi progetti per i poveri e quindi anche di Chaaria.
La Fondazione opera in totale collaborazione con la Associazione Volontari Cottolengo di Torino. Sappiamo che Chaaria rimane una delle realta' che Associazione e Fondazione vogliono sostenere ed aiutare, e di questo siamo sinceramente molto grati.
Qui di seguito faccio conoscere alcune informazioni circa la Fondazione.

Fondazione Davida - Volontariato Internazionale - www.fondazionedavida.it

giovedì 7 giugno 2018

500

Oggi abbiamo raggiunto ed anche superato i 500 interventi eseguiti con la tecnica di SIGN.
Non posso negare la commozione e la gioia provata quando ho inserito il cinquecentesimo chiodo oggi, in un giovane di 19 anni con una polifrattura di entrambi i femori e della tibia di destra.
So che i numeri non dicono molto, ma so anche che ogni numero corrisponde ad una persona che ora cammina, lavora, e' indipendente e puo' guadagnare qualcosa per la sua famiglia grazie al fatto che li abbiamo operati gratis.
E se abbiamo potuto farlo e' perche' i nostri donatori americani generosamente ci hanno sostenuti ed hanno invito gli impianti con cui curiamo le fratture.
Sign ci permette di operare solo femori, tibie e omeri...per le altre fratture dipendiamo ancora da Luciano e da altri benefattori che ci aiutano ad acquistare le placche.
Ma e' comunque un enorme salto di qualita' ed un incremento esponenziale delle nostre potenzialita' in campo traumatologico.
Ora siamo l'ospedale di riferimento per la terapia chirurgica delle fratture non solo nel Meru ma in molte altre contee soprattuto del Nord e del Nord Est del Kenya.
Siamo riconoscenti, commossi, ed umanamente orgogliosi dei nostri 500 impianti di Sign in circa un anno e mezzo di programma.
Grazie al Dr Lewis Zirkle ed a tutta la sua organizzazione umanitaria (Sign Fracture Care International), per aver avuto fiducia in noi.

martedì 20 febbraio 2018

Congresso Ortopedico

Dopo 12 ore di mezzi pubblici sono arrivato a Eldoret dove si tiene il congresso ortopedico "Sign" per il Kenya. Era dal 2010 che non si organizzava in congresso Sign in Kenya. Sono stato personalmente invitato, insieme alla dottoressa Makandi, dal Dr Zirkle, fondatore di Sign e qui presente per il Congresso.
E' un'emozione grandissima per me rivedere il Dr Lewis, ed essere considerato tra i membri significativi della sua importante organizzazione umanitaria. 
Ad Eldoret impareremo molto sia sulle fratture delle ossa lunghe, sia su quelle del bacino, sia anche sull'esecuzione di lembi cutaneo-muscolari.
Ho lasciato l'ospedale ad un gruppo di motivatissimi volontari che insieme alla dottoressa Agnes ed alla dottoressa Apophie certamente non avranno problemi nei giorni della mia assenza.
Ringrazio di cuore Fr Giancarlo per l'occasione offertami sia di apprendimento, sia di incontro con i nostri benefattori di Sign e sia anche di riposo e di stacco dalla pesante routine dell 'ospedale. 
So che per lui sara' piu' dura questa settimana. 

venerdì 16 febbraio 2018

400

Questa sera abbiamo inserito il nostro quattrocentesimo chiodo di Sign.
Per noi e' stato un momento commovente, pensando alle tante persone che ora camminano o usano gli arti superiori grazie a questi straordinari impianti ortopedici che riceviamo gratuitamente dagli amici americani.
E' un numero significativo, soprattutto se lo mettiamo in relazione al tempo.
Abbiamo iniziato il nostro rapporto con Sign nella terza settimana di settembre 2016. Nel primo anno di collaborazione, e cioe' dal settembre 2016 al settembre 2017, abbiamo impiantato 146 chiodi in altrettanti pazienti.
Da meta' settembre 2017 ad oggi siamo passati a 400, inserendo quindi 254 chiodi in cinque mesi.
Mi commuove pensare a tutti i poveracci che abbiamo guarito.
Per tutti cito oggi Damiano.
Le sue lastre sono nelle foto di oggi.
Ha avuto un incidente mostruoso a novembre 2017, che gli ha spappolato il ginocchio e gli ha causato una frattura esposta di tibia e femore.
Era stato in un ospedale pubblico dove non gli era stato fatto quasi nulla.


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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