lunedì 13 maggio 2019

Un miracolo

Ricordate il post di alcuni giorni fa sull'ascesso cerebrale in gravidanza e sul nostro intervento chirurgico un po' a rischio?
Era in coma e le sue condizioni generali erano pessime. Addirittura avevamo fatto un lungo counseling alla sua mamma per dirle che le possibilita' di morte in sala erano molto elevate.
E guardatela oggi.
Cosciente ed orientata nel tempo e nello spazio, in grado di sedersi e di parlare.
Anche il feto nel suo grembo sembra stare bene al controllo ecografico odierno.

Fr Beppe

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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